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Pianificazione strategica aziendale: 7 libri di strategia aziendale per capire le aziende che viviamo

Noi siamo un po’ figli delle aziende in cui lavoriamo, soprattutto della prima azienda in cui abbiamo lavorato. Nel senso che, nel bene o nel male, influenza il nostro pensiero su “cosa significhi lavorare in azienda“.
E appena entrati in azienda è tra le nostre ultime priorità la voce “lettura libri strategia aziendale” per comprendere quale sia la pianificazione strategica della nostra azienda nella realtà (al di là dei bellissimi power point che ci mostrano come benvenuto).

Ma per fortuna non è mai troppo tardi per conoscere e comprendere e ci sono svariati libri di strategia aziendale che ci aiutano in questa direzione.

Ma perchè dovremmo leggere libri di strategia aziendale…se l’azienda non è la nostra?

Perché ci fa cambiare l’approccio che abbiamo nel nostro lavoro. Ci fa cambiare punto di vista. Ci va federe i limiti ma anche le potenzialità della nostra azienda, e ci apre la mente per riflettere: è davvero questo il posto in cui vogliamo passare (almeno) otto ore di ogni nostra giornata?

Ecco allora alcuni libri di strategia aziendale e modelli di gestione delle aziende che possono dare preziosi spunti.

Strategia Oceano Blu – #1

Senza dubbio il libro di strategia aziendale più completo e meglio scritto che io abbia letto.

Parte da un concetto che mi ha subito attratto:

Non:  “devi realizzare l’azienda migliore per sbaragliare la concorrenza“,

bensì: “creare un’azienda che non abbia concorrenza

Un’azienda che crei un settore con caratteristiche talmente peculiari da non avere competitors, o da scoraggiarne eventuali a provarci. In pratica, un’azienda capace di nuotare in un oceano blu privo di concorrenti, anziché annaspare in un oceano rosso pieno di piranha.

La strategia da seguire viene spiegata in maniera dettagliata e non ci sono scuse per non applicarla: è adattabile tanto ai nuovi business che a quelli già consolidati per verificare se si è in un oceano blu, o se ci si deve impegnare per andarci/ritornarci. 

Qui trovate un articolo che introduce ai concetti base del libro Strategia Oceano Blu

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OKR – Measure what matters – #2 

In questo caso si parla di metodologie da applicare che possono avere un impatto benefico sulle strategie aziendali.

Questo metodo, portato su carta da John Doerr ma ispirato alle gest di Andy Groove, che fu il primo in Intel a portarlo avanti, è basato sulla definizione di OKR, objective and Key Results (obiettivi e risultati chiave).

Obiettivi e risultati chiave chiari, trasparenti, che vengono concordati con gli impiegati e non “calati dall’alto” dal top management. Che mirano al miglioramento personale e dell’intera azienda, e non al premio economico annuale.

Il che richiede un cambio di mentalità soprattutto nel top management, a cui viene richiesta la totale trasparenza per render chiaro a tutti i livelli quali siano gli obiettivi di business. 

Una metodologia che fa l’occhiolino sicuramente alle strutture piccole e agili, ma che può esistere anche nelle grandi realtà (Google insegna).

Qui trovate un articolo che introduce ai concetti base del libro OKR Measure What Matters

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Cradle to Cradle – #3

Pur essendo stato scritto 15 anni fa, ha spunti che risulterebbero futuristici ancora oggi per molte aziende che vantano di avere un’impronta green e uno sguardo alla sostenibilità.

Più che un libro di strategia è un libro di visione sul concetto di impresa (e mondo) sostenibile, a spettro davvero ampio.
Impresa sostenibile non significa fare prodotti semplicemente riciclabili, ma realizzare prodotti concepiti già dal design per alimentare la filiera Circolare, con materiali e processi di lavorazione il meno impattanti possibile. Lo stesso varrà anche per le fasi e i processi di riciclo e riuso.

Una citazione che mi ha colpito è quella sull’albero di ciliegio: agli occhi di chi guarda all’efficienza, questo albero è l’anti-efficienza totale. Produce migliaia di fiori che cadono rapidamente. Seguiti poi da pochi frutti solo la metà del quale arriva a maturazione o “sopravvive” agli uccelli per esser mangiata da noi.

Eppure questi fiori e frutti caduti alimentano il terreno e le specie che vivono nel sottosuolo consentendo all’albero di rifiorire più rigoglioso l’anno successivo, e migliorare le condizioni del suolo sottostante.
Iniziano a ronzarvi male in testa le parole “coltivazione intensiva” e “diserbanti”?

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The lean startup – #4

Pubblicato per la prima volta dieci anni fa, questo libro è stata la pietra miliare della generazione degli aspiranti startupper e imprenditori rivoluzionari in genere.

Il metodo che Erik Ries espone deriva dalla sua esperienza diretta – e soprattutto errori – nel portare avanti le proprie startup, una per tutti IMVU, un social media misto a The Sims molto in voga in USA.

Questo metodo stravolge molte convinzioni dell’azienda tradizionale: riduce drammaticamente i tempi, induce a testare con prototipi meno evoluti possibile e ad arrivare subito al pubblico per valutare se la nostra proposta viene ritenuta di valore oppure no. Perchè deve essere il cliente a darci indicazioni sui suoi “pain point” e il nostro prodotto deve risolvere il suo problema.

Un oggetto bellissimo che viene percepito privo di valore intrinseco…non lo acquisterà nessuno.

Qui trovate un articolo che introduce ai concetti base del libro The Lean Startup

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Exponential Organizations – #5

Il futuro è già qui.

Le Organizzazioni Esponenziali sono reputate da alcuni l’evoluzione della Lean Startup: un’azienda che oltre ad essere lean, ha le caratteristiche per poter crescere in maniera esponenziale.

Queste caratteristiche sono 10, e Salim Ismail dà nel libro anche una metrica per misurarle l’esponenzialità, e mostrando i voti dati a famose aziende (esponenziali e non).

Che vuol dire di preciso “esponenziali”?

Un esempio calzato su di noi: se fossimo dei medici o dei carpentieri, nel nostro tempo riusciremmo a fare un numero limitato di visite o costruzioni. Qualora invece fossimo degli scrittori, dopo la fatica fatta per scrivere un libro, questo potrebbe farci guadagnare per molto tempo (se avesse buone vendite. E si, ben sapendo che non siamo tutti J. K. Rowling, lo so).

La prossima volta che a 18 anni sceglieremo che lavoro fare o che azienda aprire, pensiamoci!

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Holocracy – #6

L’olocrazia è il livello “master” di utopia aziendale.

Un’azienda senza gerarchie, in cui i componenti si autoregolano avendo solo un fine: l’obiettivo. Decimando le lungaggini decisionali, le riunioni, i permessi e le autorizzazioni. Il raggiungimento dell’obiettivo è demandato unicamente alle iniziative dei gruppi di lavoro.

Per quanto estremo questo modello aziendale è stato sviluppato proprio in un’azienda, la Ternary Software, grazie al suo CEO Brian Robertson, che ha anche sviluppato una linea guida per introdurre l’olocrazia in azienda: la Costituzione Olocratica.

Probabilmente utopico si, ma estremamente illuminante su come le caratteristiche del nostro prodotto – e delle persone che lo creano – dovrebbe dovrebbe spingere verso un certo tipo di strategia ed organizzazione aziendale – e non il contrario.

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Value Proposition Design – #7

Questo libro grafico dovrebbe essere nelle librerie di tutti i neolaureati (ma non solo) al posto di molti manuali universitari che non riapriremo mai più. E’ un libro che spiega la nascita del Business Model Canvas, il modello che racchiude tutte le caratteristiche fondamentali di un business in un’unica pagina – il Canvas, appunto. 

Ma non solo: questo libro grafico si concentra sul concetto di realizzazione del valore, ossia tutto il processo che andrebbe fatto per realizzare qualcosa che il cliente davvero vuole. E lo fa guidandoci passo passo sulle cose da fare, tecniche da attuare, domande da porre e da porci, e sviluppo seguente. 

Per gli startupper o aspiranti tali è un masterpiece, ma anche per chi volesse dilettarsi a portare avanti un suo business o anche a trovare tecniche utiili per il lavoro in team risulta un valido alleato.

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Jolly #8 – L’unica regola è che non ci sono regole

Questo libro non l’ho ancora letto (è il prossimo sul comodino) e parla di come Netflix è arrivata ad essere quella che è grazie anche alla gestione aziendale molto aperta. Un esempio? Poter prendere tutte le ferie che si vogliono, senza limiti. 

Ma per quanto vorrei lasciar prendere dalla riprova sociale guardando le ottime recensioni che ha, mi tengo il giudizio per quando terminerò la lettura. 

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E voi? Quali sono stati i libri di strategia aziendale che vi hanno più aperto la mente?

Pianificazione strategica aziendale: come capire lee aziende in cui lavoriamo

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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