Tempo di lettura: 4 minuti
0
(0)

Il bonus facciate e la criminalità: il potere della bellezza

Girando per le strade di Torino in questo periodo è comune vedere impalcature fare da sipario ai palazzi in tutta la loro altezza: merito del bonus facciate, incentivo grazie al quale molti condomini stanno rifacendo il make up alle loro mura con il sostegno statale per gran parte della spesa.

L’intento di questo articolo non è parlare delle caratteristiche di questo bonus, ma più singolare: cercare un fil rouge tra il bonus facciate e il potere della bellezza.

In particolare il potere del cambiamento che la bellezza determina, soprattutto in ambito urbano.

Se stai pensando “l’abito non fa il monaco” si, sono d’accordo, ma partiamo dal presupposto che la sostanza di base sotto l’abito sia la stessa: se abbiamo qualche chilo di troppo che vorremmo smaltire e indossiamo un tutone senza forme e slargato, la nostra motivazione a dimagrire potrebbe essere bassa.
Comprare invece un abito che esalti le nostre forme non ci farà dimagrire seduta stante, ma potrebbe aumentare la nostra autostima e spingerci ad essere più risoluti nel fare esercizio fisico.

Per i quartieri il discorso è analogo: migliorare la gradibilità del luogo in cui viviamo può aiutarci ad amarlo ed apprezzarlo di più.

E non sono io a dirlo.

bonus facciate come riduce la criminalità guidaglinvestimenti
Bonus Facciate

Peppino Impastato, la bellezza e l’effetto esposizione

Sono felice di poter citare un indimenticato giornalista come Peppino Impastato che ha dato la sua vita per contrastare la mafia.
Una delle citazioni più belle di Impastato la riporto integralmente qui in basso:

«Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore»

Peppino Impastato

L’effetto di cui parla Peppino Impastato è riconducibile all’effetto esposizione: si tratta di un bias che ci porta a farci piacere o risultare accettabili le cose quando ne siamo costantemente esposti.

Questo avviene in negativo nel caso riportato da Impastato: veder sorgere ecomostri o aree urbane che privilegino la criminalità ci fa finire per abituarci, quasi legarci a questo tipo di scenario e farcelo accettare.

Ma cosa accadrebbe se, invece, realizzassimo degli spazi sempre più belli ed armonici?
A misura d’uomo. Probabilmente finiremmo per abituarci a tanta bellezza e a volerla preservare, anzichè distruggere o imbrattare. Si tratta di architettare le scelte nella maniera adeguata e l’impatto che si avrà su intere popolazioni è garantito, come abbiamo visto in questo articolo dedicato sul libro Nudge di Richard Thaler in cui spiegavamo l’architettura delle scelte.

Che il bonus facciate sia figlio dell’architettura delle scelte?

Da ottimista e confidente nel genere umano quale sono, voglio credere che il bonus facciate sia figlio consapevole dell’architettura delle scelte.

Certo, come per il famoso bonus 110% il fine primario è dare una spinta all’economia e riavviarla dopo gli ultimi due anni.
Tuttavia credo che la scelta di finanziare con il bonus facciate quasi completamente la spesa di ristrutturazione degli esterni abbia un intento sul lungo termine chiaro: migliorare l’aspetto estetico globale delle città, magari delle zone più degradate, aiutando le persone che le abitano ad avere una percezione più positiva del posto in cui vivono, inducendole a mantenere questo status.

Questo potrebbe trasformarsi in un deterrente per la criminalità, perché risulterebbe una nota stonata in un contesto completamente positivo.

Utopia? Può darsi, ve lo concedo.

Ma non dobbiamo sottovalutare un altro importante bias, l’anchoring: se il nostro riferimento era una situazione negativa, abitare tutto d’un tratto in un quartiere bello e curato certo non risolverà i nostri problemi, non ci farà trovare un lavoro o aumenterà lo stipendio. Ma potendo scegliere tra una cella e una gabbia dorata, la seconda opzione ci renderebbe forse la pillola meno amara.

I crime cluster: come l’architettura può prevenire la criminalità

Che l’architettura possa avere un’influenza sulla criminalità è un dato di fatto, come riporta anche Joel Kaplan in questo TEDx.

Di base, la struttura dei quartieri può incentivare o dissuadere la criminalità: vicoli stretti, edifici che consentono una scarsa visibilità e zone buie chiaramente diventano un terreno fertile per il proliferare dei crimini.

A queste regole di buonsenso di aggiunge poi un nuovo modello chiamato Risk Terrain Modelling: questo software valuta l’influenza di edifici e attività commerciali la cui vicinanza può contribuire a creare dei crime cluster, ovvero degli “agglomerati del crimine”.

In pratica: se da un lato spazi verdi e aree gioco aumentano la concentrazione di famiglie con bambini in determinati quartieri, allo stesso modo – ma in negativo – la presenza di negozi aperti h24 vicino ad edifici abbandonati favorisce la presenza di persone dedite al crimine o con dipendenze da droghe ed alcool.

Privilegiare la bellezza è uno sprono, o meglio un nudge per avere un atteggiamento più positivo ed aspirare a qulcosa di meglio anche nelle nostraa vita. Fomenta la nostra forza di volontà. E si sa: una forte volontà è in grado di distruggere qualsiasi muro.

D’altronde, come citava (il mio adorato) Fedor Dostoevskij ne “L’idiota”:

La bellezza salverà il mondo

Fedor Dostoevskij

Potrebbe piacerti anche questo articolo sui migliori (o peggiori!) bias comportamentali:

bias comportamentali guidaglinvestimenti.it

Quanto ti è piaciuto il post?

Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

Lascia un commento