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I principali indicatori per capire se i mercati azionari sono sopravvalutati

I mercati azionari sono per natura volatili.

Il più delle volte neo investitori con scarsa cultura finanziaria si sono fatti ingolosire da possibili facili guadagni tramite gli investimenti in borsa scoppiati poi con la classica bolla.

Sono molti gli esempi negli ultimi 40 anni:

  • La corsa all’oro a cavallo degli anni ’70 / ’80
  • Il Giappone a fine anni ’80
  • Dotcom negli anni 2000
  • La crisi finanziaria e immobiliare del 2008
  • Il Bitcoin tra il 2016 e il 2017
Maggiori bolle di mercato
Maggiori bolle di mercato

La storia si ripete ma le persone commettono sempre gli stessi errori.

L’attenzione dei mass media, persone che iniziano a millantare facili guadagni e tutti che si cimentano in investimenti senza saper nulla e, infine, perdita di soldi e disillusione.

Sono tutti comportamenti legati a bias mentali studiati e divulgati più volte ma che spesso sono più forti di noi.

Esistono però degli indicatori o indici che ci permettono quantomeno di accendere una spia nel nostro cervello. Che ci permettono di fermarci e chiederci: la nostra è una scelta ponderata o siamo come pecore vittime dell’euforia di massa?

Rapporto P/E – Prezzo su Utili

All’interno di questo blog abbiamo già trattato in un articolo dedicato del rapporto P/E.

Ci limiteremo a dire in quest’articolo che il rapporto P/E (rapporto price-earnings o prezzo utili) da’ un’indicazione di quanto si discosta il prezzo di un’azione rispetto ai suoi utili. In questo modo abbiamo un’idea dell’aspettativa che hanno i mercati verso l’azienda presa in considerazione.

Alti valori di questo rapporto indicano un’elevata fiducia degli investitori verso un mercato o un’azione. Storicamente si è visto che valori record di questo rapporto sono stati premonitori di successive crisi.

Difficile ovviamente definire un valore soglia oltre il quale un crollo dei mercati è imminente.

P/E S&P500
P/E S&P500

Interessante notare, ad ogni modo, la correlazione tra P/E e rendimenti dei mercati azionari, in particolare dello S&P 500.

Chi ha investito quando l’indice delle Large Cap USA aveva bassi valori di P/E dopo 10 anni è stato generalmente premiato con alti rendimenti e viceversa.

P/E forward 10 anni
P/E forward 10 anni

Rapporto P/E di Shiller – CAPE

Sempre nello stesso articolo è stato trattato anche il CAPE.

Questo indice ideato da Shiller vuole superare alcuni limiti del P/E.

Il CAPE rappresenta il rapporto prezzo utili aggiustato per i cicli. In pratica viene preso il prezzo di un titolo o il valore di un indice e viene confrontato, invece che con l’ultimo andamento degli utili, con un media a 10 anni degli stessi utili.

La fotografia del mercato viene quindi estesa a un arco temporale molto lungo capace di cogliere le varie fasi di mercato rispetto al rapporto P/E.

Anche in questo caso sono stati fatti numerosi studi sulla relazione tra CAPE e rendimenti.

Uno studio illustrato in un articolo di Seeking Alpha mette in mostra come esiste una forte correlazione tra bassi valori di CAPE e rendimenti relativamente alti dei mercati azionari dopo 10-15 anni dall’investimento.

mercati azionari CAPE vs Rendimento
CAPE vs Rendimento

Warren Buffet Indicator – Market Cap/PIL

Uno degli indicatori più famosi è quello che porta il nome di uno dei più grandi investitori: Warren Buffett.

Indicatore che vuole misura il rapporto tra capitalizzazione di mercato e PIL di un paese analizzato.

L’idea, quindi, è quella di trovare un numero che metta in relazione la finanza “astratta” con l’economia “reale”.

mercati azionari Market Cap vs PIL
Market Cap / PIL

Sulla base dei dati storici sono state individuate delle soglie relativamente a questo indice che potremmo definire di guardia.

Ad esempio per valori maggiori del 117% l’indice ci mette in guardia evidenaziando possibili sopravvalutazioni del mercato USA.

Ratio = Total Market Cap / (GDP + Total Assets of Fed)Valuation
Ratio ≤ 63%Significantly Undervalued
63% < Ratio ≤ 81%Modestly Undervalued
81% < Ratio ≤ 99%Fair Valued
99% < Ratio ≤ 117%Modestly Overvalued
Ratio > 117%Significantly Overvalued

La versione originaria di questo indice utilizzava il “Market Value of Equities Outstanding“. Dal momento che questo rapporto viene pubblicato ogni quarto lo svantaggio è che il dato non è aggiornato quotidianamente. Ci sarà un ritardo che può essere fatale.

Oggi esistono molti indicatori che seguono i principi di questo indicatore.

Possiamo vedere, ad esempio, come si è comportato storicamente su S&P 500.

L’indice durante la bolla del Dotcom aveva raggiunto livelli del 143% prima che la bolla scoppiasse.

Nel 2007, invece, lo stesso indice aveva registrato valori massimi del 105%.

A Dicembre 2020 questo valore ha raggiunti valori massimi del 174%.

Warren Buffet indicator
Warren Buffet indicator

Questa ultima “esplosione” è dovuta ad un’estrema fiducia nei mercati nonostante il rallentamento dell’economia legato al Covid.

Market Cap vs PIL

L’indice non è uniforme in tutto il globo.

Esistono, infatti, paesi con rapporto tra capitalizzazione e PIL più o meno alto.

Questo va a indicare, ancora una volta quanto sia importante avere una diversificazione geografica per evitare crolli di mercato dovuto a bolle come quanto successo in Giappone negli anni ’80.

Market Cap vs PIL Globale
Market Cap vs PIL Globale

Fear and Greed Index

Anche del Fear and Greed Index abbiamo parlato approfonditamente in un articolo dedicato.

Questo indice è stato ideato dalla CNN. Gli analisti hanno cercato di riassumere in un unico numero 7 indicatori del sentiment del mercato.

Fear & Greed Index mercati azionari
Fear & Greed Index

Un valore di questo indice sopra i 60 indica un livello di greed (avarizia) dei mercati denotando possibili innalzamenti dei prezzi di alcune azioni al di sopra del loro reale valore.

Viceversa, valori minori di 40 indicano livelli di fear (paura) dei mercati con conseguente ribasso dei prezzi di alcune azioni al di sotto del loro reale valore.

In conclusione

All’interno di questo articolo sono stati indicati 4 diversi indici che possono aiutare l’investitore a capire se la spinta che avvertono di investire sia più legata a esigenze finanziare o solamente riprova sociale o, peggio ancora, speranze di arricchirsi in breve tempo:

  • Rapporto P/E
  • Rapporto P/E di Shiller o CAPE
  • Warren Buffett Indicator
  • Fear and Greed Index

Ovviamente questi indici vanno considerati unicamente come indicatori. Stabilire una soglia oltre a quale avverrà sicuramente una crisi è alquanto difficile. Basti pensare a tutte le fallite strategie di market timing che sono state ideate nel tempo.

Non esiste momento migliore per iniziare investire: prima si inizia a investire con giudizio e con cgnizione di causa e meglio è.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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