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Migliori investimenti per proteggersi dall’inflazione

Uno dei principali motivi per cui bisogna investire è quello di proteggersi dall’inflazione.

Immaginiamo, infatti, di aver lavorato per una vita e invece di investire abbiamo preferito mettere i soldi sotto al materasso. Ad esempio poniamo di aver risparmiato negli anni 100 mila dollari.

Per evitare considerazioni legate all’entrata in vigore dell’euro, immaginiamo di essere americani e di trovarci nel 1970.

Una tazza di caffè nel 1970 negli USA costa 0.25$. Con quei 100 mila dollari possiamo comprarci tutto il caffè del mondo: 100000/0.25 = 400 mila tazze di caffè.

Ora, immaginiamo che abbiamo dimenticato quei 100 mila dollari sotto il materasso e ce li siamo ritrovati per puro caso nel 2020. Il capitale è rimasto invariato anzi, per essere sicuri, abbiamo deciso conservare delle belle banconote. Il problema è che il mondo intorno a noi è cambiato: ora la stessa tazza di caffè costa 1.59$ e con quei 100 mila dollari potremmo comprarne solo poco meno di 63 mila.

L’inflazione quindi ha ridotto il nostro potere d’acquisto di tazzine da caffè facendoci passare da 400 mila e 63 mila.

Capite perchè chi sostiene che mantenere i soldi sotto al materasso sia la scelta più sicura, sta dicendo una grossa fesseria?

Pensare e agire in questo modo significa esporsi a una perdita certa che, come nel caso dell’Italia degli anni ’80, può arrivare a punte del 15% annuo.

Ecco che imparare a investire è indispensabile per riuscire a proteggersi dall’inflazione e lasciare che il proprio capitale cresca in modo congruo alle nostre aspettative.

cane con coperta per coprirsi dall'inflazione guidaglinvestimenti.it

In quali asset investire per proteggersi dall’inflazione?

Il tasso di inflazione più tasse e commissioni legate agli investimenti si uniscono a creare il “misery index“. L’obiettivo del risparmiatore quindi non deve essere quello di ottenere un rendimento maggiore uguale a zero. L’obiettivo deve essere quello di avere un rendimento maggiore del misery index altrimenti quello che otterremo sarà una riduzione del potere d’acquisto del nostro capitale.

Capito l’importanza di investire i propri soldi per coprirsi dagli effetti dell’inflazione e, quindi, dalla riduzione del potere di acquisto dei propri risparmi rimane ora da capire quali sono i migliori asset per questo scopo.

La risposta non è univoca e molto dipende dal livello di inflazione che stiamo vivendo. Ricordando che non vogliamo avere capitale fermo, potremmo quindi definire una regola semplice: con l’aumentare dell’inflazione dobbiamo evitare tutto ciò che genera un cashflow come cedole da obbligazioni a tasso fisso o dividendi azionari.

Un interessante articolo di Business Insider ci mostra, a tal proposito, una chiara tabella riassuntiva.

LOW INFLATION (<2.3%)MILD INFLATION (2.3%–3.3%)HIGH INFLATION (3.3%–4.9)HYPER-INFLATION (>4.9%)
Best assetStocksStocksCommodities, TIPSCommodities, TIPS
Best stock sectorTechnologyEnergyEnergy, materialsDefensive stocks
Best commodityEnergyEnergyIndustrial metalsGold

Obbligazioni

Abbiamo detto che per proteggersi dall’inflazione dovremmo evitare strumenti che distribuiscono cedole a tasso fisso. Inoltre, con l’aumentare dell’inflazione le banche centrali aumentano i tassi di interesse per frenarla.

Tassi d'interesse
Tassi d’interesse

Aumentare i tassi di interesse significa aumentare il rendimento delle obbligazioni quindi quelle stipulate fino a un secondo prima dell’aumento dei tassi perdono valore.

Perchè dovrei comprare un’obbligazione di ieri da te a un tasso del 2% quando una nuova oggi distribuisce un tasso del 3%?

L’unico mio interesse nel comprare un’obbligazione di ieri è solo se il prezzo è inferiore a quella di oggi.

Per ovviare a questo problema un risparmiatore può coprirsi da questo rischio acquistando obbligazioni legate all’inflazione: obbligazioni inflation linked o TIPS americani.

Azioni

Investire in azioni permette generalmente di ottenere rendimento che batte l’inflazione. Ma non tutte le azioni sono uguali.

Come nel caso delle obbligazioni a tasso fisso, ad esempio, azioni che restituiscono grandi dividendi tendono a soffrire maggiormente.

L’aumento dell’inflazione implica un aumento del costo delle materie prime. Le aziende che sono in grado di far ricadere questo rincaro sui consumatori senza troppi scossoni sulla domanda saranno quelle che riusciranno ad affrontare meglio questa situazione. Un esempio è il settore energetico.

Migliori azioni per proteggersi dall'inflazione
Migliori azioni per proteggersi dall’inflazione

Commodities

Nel momento in cui la valuta perde il proprio potere di acquisto, così come nei casi di alta inflazione, i risparmiatori sono portati ad acquistare bene tangibili. Invece, cioè, di avere un capitale in moneta che si svaluta preferiscono acquistare beni “rifugio” che dovrebbero aumentare di prezzo.

In particolare ciò succede con l’oro: molti investitori dirigono la loro attenzione sull’oro facendo aumentare ancora di più il suo prezzo.

Oro vs Inflazione

Anche il prezzo del petrolio si muove con l’inflazione. Ed è proprio il prezzo del petrolio che va ad impattare il costo delle altre materie prime come i prodotti agricoli. Questi, per fare un esempio, dovranno essere trasportati dal produttore al consumatore. Per essere trasportati avranno bisogno di mezzi di trasporto che a loro volta avranno bisogno di combustibile, quindi petrolio. Lo stesso petrolio, quindi, diventa un forte richiamo da parte degli investitori in periodi di alta inflazione. Questo spiega anche perchè il settore energetico è uno di quelli che ha maggiori benefici, in termini di rendimento, in queste circostanze.

Immobili

In linea generale, il prezzo degli immobili aumenta con l’inflazione. Quindi, investire in immobili potrebbe essere una buona copertura per questo rischio. Certo è che andrebbero considerati tanti altri fattori a corredo di questo tipo di investimento.

Anche l’affitto dovrebbe aumentare con l’aumentare dell’inflazione. Un proprietario di un immobile in affitto avrebbe quindi una copertura, idealmente, data dal fatto che richiederà un pigione maggiore al rinnovo del contratto.

C’è anche da sottolineare che l‘alta inflazione favorisce chi ha un debito a tasso fisso: i soldi impiegati per il mutuo avranno un valore effettivo minore. Viceversa, chi ha un tasso variabile avrà degli svantaggi.

Il tasso variabile, infatti, è parametrizzato sull’Euribor. Euribor che, a sua volta, è fortemente influenzato dall’inflazione. Le banche centrali infatti hanno come obiettivo quello di mantenere un livello di inflazione di circa il 2%:

  • Quando l’inflazione è minore di questa soglia abbassano i tassi di interesse, quindi tasso variabile minore
  • Quando l’inflazione è maggiore di questa soglia alzano i tassi di interesse, quindi tasso variabile maggiore

In conclusione

Il buon risparmiatore dovrebbe avere sempre presente il livello di inflazione che sta affrontando. Un alto livello di inflazione non solo riduce il rendimento effettivo del proprio investimento ma riduce il potere d’acquisto del proprio capitale.

Avere un capitale fermo sotto al cuscino quindi è una grossa fesseria.

Esistono diversi modi per proteggersi dall’inflazione, tutto dipende dalla fase storica. Ad ogni modo credo non ci sia migliore soluzione di avere un portafoglio bilanciato e ben differenziato in azioni e obbligazioni e ribilanciare di tanto in tanto. Cercare di modificare il proprio approccio agli investimenti sulla base di quello che succede intorno è dispendioso e talvolta dannoso.

All’interno di questo articolo non ho citato il Bitcoin. La crypto valuta per eccellenza nasce proprio con lo scopo di evitare la forte inflazione legata agli interventi delle banche centrali: stampare moneta per sostenere l’economia.

Tuttavia credo non ci sono ancora dati sufficienti per confermare che Bitcoin permetta effettivamente di coprirsi dall’inflazione.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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