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Strategia del contrarian investing

Cosa si intende per contrarian investing?

Come lo stesso nome suggerisce per contrarian investing si intende una strategia in cui si compra quando gli altri vendono e si vende quando gli altri comprano.

L’idea alla base è che gli investitori non sono razionali ma piuttosto si comportano come un gregge. Tutti comprano spinti dall’avidità e tutti vendono spinti dalla paura tutto ciò creando delle errate valutazioni su quelli che sono i prezzi di mercato.

Leggendo questa definizione non vi torna in mente nulla?

Michael Burry, interpretato da Christian Bale in the Big Short, è il tipico contrarian investor. Basti pensare alla scommessa contro il mercato dei mutui subprime a metà degli anni 2000, o la più recente posizione short contro Tesla.

I danni dell’effetto gregge

Capita che i risparmiatori basano le loro azioni non tanto sulla base di attente valutazioni ma solo sulla base di quello che fa il “vicino”.

Spinti dall’avidità o, peggio, dall’invidia che qualcuno stia guadagnando grazie a un determinato investimento ci buttiamo a capofitto anche noi senza capire il come e il perchè.

A tal proposito è interessante andare ad analizzare un dato raccolto dalla banca di investimenti JP Morgan.

Cosa hanno fatto gli analisti? Hanno confrontato i rendimenti dei singoli investitori rispetto a diversi asset di riferimento.

Bene, l’investitore medio ha una perfomance nettamente inferiore rispetto alla maggior parte degli asset analizzati.

contrarian investing
Performanc dell’investitore rispetto agli assett

Un motivo di questo risultato è che l’investitore costantemente sposta i suoi capitale da un asset che sta sottoperformando a un asset che sta sovraperfomando. Spesso però quest’ultimo ha raggiunto già prezzi al di sopra del loro reale valore, prezzi che quindi sono destinati a scendere.

L’opposto del contrarian investing insomma.

Come applicare il contrarian investing?

Un esempio di applicazione del contrarian investing è quella spiegata nell’articolo relativo al P/E e al CAPE.

Proviamo a riportarlo in breve.

E’ stato dimostrato che i rendimenti dello S&P500 sono legati al P/E: valori di P/E inferiori hanno portato a rendimento maggiori dello stesso indice.

Questo purtroppo non dopo un anno ma dopo 10 anni, dopo 1 anno non c’è praticamente nessuna relazione tra P/E e rendimento.

All’interno dello stesso articolo abbiamo visto che il P/E ha dei limiti, limiti che vengono superati dal CAPE, che rappresenta il rapporto prezzo utili aggiustato per i cicli.

Anche in questo caso, abbiamo visto che a bassi valori di CAPE sono seguiti alti rendimenti per quanto riguarda 39 tra i principali indici azionari nazionali.

Una possibile soluzione per applicare il contrarian investing, quindi, potrebbe essere quella di utilizzare indicatori come il P/E o il CAPE come primo fattore di screaning per identificare mercati sopravvalutati e sottovaluti e poi agire di conseguenza.

I rischi del contrarian investing

Attenzione però. Bisogna sapere quello che si fa.

In un articolo di Forbes viene evidenziata a tal proposito una cosa molto interessante.

Immaginiamo di investire durante i picchi massimi di S&P500. Ci aspetteremmo di avere i rendimenti peggiori possibili, giusto?

In realtà, in questo modo mediamente avremmo avuto performance maggiori rispetto a un investimento fatto in un qualsiasi giorno random. Essere contrarian investor non avrebbe pagato in questo caso.

Ma il confronto non finisce qui.

contrarian investing - vinvestire nei piccchi dei mercati
Investire nei picchi dei mercati

L’analisi è andata oltre.

Analizzando il Fama/French Total US Stock Market Index, indice all’85% circa uguale allo S&P 500, notiamo un’altra cosa sorprendente.

Investire dopo un crollo dei mercati del 30% in media porta ad avere mediamente dopo 5 anni un rendimento cumulato di circa il 50%.

Ritornate ora al grafico di sopra. Cosa notate?

Investire durante i picchi ha portato a un rendimento medio dopo 5 anni di circa il 78%.

Quindi:

  • da una parte abbiamo che investire dopo un crollo dei mercati del 30% (da buon contrarian) avrebbe portato un rendimento del 50%
  • dall’altra, investire durante i picchi avrebbe consentito di ottenere un rendimento di circa il 78%: quasi il 30% in più.
contrarian investor guidaglinvestimenti.it
Investire dopo un crollo dei mercati – contrarian investor

Con questo cosa voglio dire?

Per essere un contrarian investor con profitto non bisogna solo aspettare i crolli ed investire ma bisogna fare attente valutazioni e capire esattamente cosa il mercato sta facendo.

In conclusione

Utilizzare una strategia come quella del contrarian investing può essere una buona idea. Però dobbiamo sapere quello che facciamo altrimenti rischiamo di fare solo danni.

In linea generale se applicata bene questa strategia permette di avere performance maggiori del mercato: comprare azioni quando non sono favorevoli crea un notevole margine di sicurezza rispetto al prezzo reale dell’azione stessa riducendo teoricamente il rischio di ribasso.

MA

Non è facile psicologicamente ad andare contro il gregge.

Bisogna studiare i vari asset, non basta guardare un numeretto per identificare un asset sopravvalutato. Studiare significa impiegare tempo ad analizzare numeri e fare ricerche, non è una cosa facile e richiede molta esperienza.

Il tuo portafoglio potrebbe vedere lunghi periodi di basse performance prima che la strategia possa iniziare a pagare. Per chi ha visto il film “The Big Short”, Michael Burry ha impiegato un bel pò di tempo che la sua “scommessa” iniziasse a pagare. E non ha passato un bel periodo.

Per il semplice investitore che non ha mezzi e tempo per applicare la strategia del contrarian investing credo che la migliore soluzione sia quella di avere un portafolgio correttamente diversificato che permetta di essere coperto da ogni situazione di mercato o imprevisto.

Scopri di più sul contrarian investor Michael Burry in questo articolo:

la grande scommessa di michael burry guidaglinvestimenti.it

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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