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Cosa determina il prezzo di Bitcoin?

Il prezzo di Bitcoin dalla data della sua creazione, il 2009, ha visto grossi sali e scendi. Non sono rari, infatti, oscillazioni di prezzo del +/- 10% giornaliero.

Nonostante crolli di oltre l’80%, come avvenuto dopo la bolla di fine 2017, il Bitcoin quasi a metà del 2021 sembra aver ripreso la sua corsa arrivando a livelli mai visti prima.

Ma quali sono i parametri che influenzano l’andamento del prezzo di Bitcoin?

Credo sia difficile, se non impossibile, paragonare Bitcoin agli asset standard a cui siamo abituati. Siamo di fronte a qualcosa di completamente nuovo che, quindi, è completamente slegato dalla letteratura finanziaria.

Ad ogni modo, possiamo identificare alcuni macroparametri che caratterizzano il prezzo di Bitcoin:

  • La legge della domanda offerta
  • Il costo di produzione di un bitcoin attraverso il processo di mining
  • Le regolamentazioni dei singoli stati
  • L’influenza dei media

La Domanda – Offerta

L’offerta è strettamente legata alla fornitura di Bitcoin. Qui viene la grossa differenza rispetto ad altri asset: noi sappiamo in anticipo quanti Bitcoin verranno generati, 21 milioni. Questo numero è noto a tutti da sempre, non ci sono grosse sorprese.

Un mercato che non aumenta l’offerta all’aumentare della domanda si definisce in economia anelastico. Questa caratteristica rende i prezzi molto sensibili alle piccole variazioni di domanda. Tutto ciò si traduce in alta volatilità dei prezzi.

Domanda - Offerta Bitcoin
Domanda – Offerta Bitcoin

Questo aumento dei prezzi che stiamo vivendo può essere quindi spiegato dall’aumento delle persone che hanno deciso di entrare in questo mercato e acquistare anche una piccola frazione di questa moneta digitale. Basti pensare al numero di Wallett (portafogli per depositare Bitcoin) creati che continuano ad aumentare nel tempo ad un tasso sempre più alto.

Wallet Bitcoin
Wallet Bitcoin

A questo fenomeno dobbiamo unire l’introduzione di big player come Tesla, Microstrategy, Paypal, Greyscale… player che possono aumentare la capitalizzazione del mercato di ordini di grandezza.

A tal proposito, uno dei grossi problemi i Bitcoin sono le “balene“: poche persone sono in possesso di un gran numero di Bitcoin.

Un articolo del 2017 di Bloomberg stima che circa il 40% di tutti i Bitcoin sono nelle mani di solo 1000 persone. Queste persone sono quindi in grado di influenzare enormemente il prezzo causando impennate o crolli dei prezzi apparentemente ingiustificati.

Il costo di produzione

Tra i principali protagonisti nell’universo Bitcoin ci sono senza dubbio i miners che, tramite la potenza di calcolo delle loro macchine, “producono” i nuovi Bitcoin che poi verranno immessi nel mercato.

Il loro obiettivo, quindi, è quello di avere dei livelli di prezzo quanto più alti possibili in modo da aumentare la redditività del loro business. Anche se l’ecosistema del mondo crypto è tutto digitale i miners, infatti, non sono esenti a spese tra cui:

  • Hardware specifico per effettuare eseguire i calcoli richiesti dalla rete.
  • Elettricità per alimentare i calcolatori
  • Sistemi di raffreddamento per poter permettere a questi calcolatori di lavorare ad una temperatura ideale ed evitare surriscaldamenti
  • Manodopera per gestire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle macchine utilizzate

Il consumo di elettricità è e sarà sempre più il punto fondamentale di questo business per il suo impatto sul prezzo di Bitcoin. Molte farm vengono, infatti, localizzate in aree del pianeta dove l’elettricità ha costi minori in modo da massimizzare il profitto:

  • Nel 2018 minare 1 Bitcoin in Albania costava 3894 $
  • Negli USA 4758 $
  • In Italia 10310 $

Regolamentazioni

Una delle maggiori incognite legate al mondo crypto è la regolamentazione. Innanzitutto le principali istituzioni stanno ancora dibattendo sull’asset a cui appartiene Bitcoin:

  • La Securities and Exchange Commission (SEC) li considera titoli
  • La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) li considera una commodity
  • Altri li considerano delle valute

Insomma, tutta questa confusione in atto non aiuta di certo un ente a regolamentare questo mondo alimentando la già elevata incertezza. Incertezza che poi si traduce in un’alta volatilità del prezzo di Bitcoin.

A tal proposito è interessante leggere il prospetto fornito da uno studio pubblicato sul sito di Gemini.

Oggi il mercato azionario è fortemente regolamentato e sorvegliato per evitare manipolazione da parte di alcuni player e forti irregolarità da enti come la SEC americana. Proprio la SEC è stata istituita nel 1934 come risposta del governo al crollo del mercato azionario e alla successiva Grande Depressione nel 1929. A quell’epoca i risparmiatori avevano dapprima considerato le azioni come asset fortemente speculativi e poi, dopo lo scoppio della bolla, come strumento pericoloso di cui diffidare. Per ripristinare la fiducia tra investitori e mercati finanziari fu istituita la SEC con il compito di regolare il settore ad esempio richiedendo un’ampia documentazione a tutti i partecipanti al mercato in modo che gli investitori potessero avere accesso alle informazioni finanziarie di base e comprendere i potenziali rischi dell’investimento in titoli.

Quanto è passato dal primo titolo negoziato alla Borsa di New York alla regolamentazione del mercato finanziario?

117 anni.

Il Bitcoin ha “solo” 11 anni e purtroppo ancora nulla è stato fatto lato regolamentazione e non è detto che verrà mai fatto. Anzi. I governi, tutti o alcuni, potrebbero decidere di bannare il Bitcoin e il mondo crypto creando un duro colpo a tutto l’ecosistema. Ecco che quindi il prezzo potrebbe risultare, poi notevolmente ridimensionato.

L’influenza dei media

Una copertura positiva da parte dei media porta generalmente a un aumento dei prezzi e viceversa. Si vedono spesso infatti crolli e impennate dei prezzi dei Bitcoin correlate a informazioni più o meno positive riportate dai media.

Inoltre va considerato l’effetto massa causato dal diffondersi di alcune notizie. Un investitore di Bitcoin potrebbe uscire allo scoperto e parlare della materia con i suoi colleghi, amici diventando quasi un evangelista.

Infine, non dimentichiamo il potere dei social network e di come personaggi carismatici e di spicco potrebbero influenzare un pubblico molto ampio annunciando, ad esempio, il loro interesse verso Bitcoin. Vedi Elon Musk:

Prezzo di Bitcoin e Elon Musk
Prezzo di Bitcoin e Elon Musk

In conclusione

Alcuni dei paramentri che possono influenzare in maniera più o meno importante il prezzo di Bitcoin sono:

  • La legge della domanda offerta
  • Il costo di produzione di un bitcoin attraverso il processo di mining
  • Le regolamentazioni dei singoli stati
  • L’influenza dei media

Esistono ancora tante incognite che rendono questo mondo fortemente instabile e volatile. Soprattutto la regolamentazione credo sia un passo fondamentale per mettere un freno a forti manovre speculative e per permettere una maggiore esposizione di istituzionali verso questo mondo.

Fino ad allora dobbiamo essere pronti a tutto: il prezzo di 1 Bitcoin potrebbe tanto seguire i modelli più ottimistici che raggiungere un valore nullo. Tutto è possibile.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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