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La maledizione della conoscenza: il curse of knowledge bias

Scoprire il curse of knowledge bias, letteramente la “maledizione della conoscenza” è stato sodddisfacente: finalmente davo un nome a un comportamento che non sapevo di avere e che ho dovuto imparare a mitigare negli anni, soprattutto durante le riunioni di lavoro.

Ossia la tendenza a presupporre che i partecipanti ad una riunione abbiano il nostro stesso livello di conoscenza di ciò di cui stiamo parlando.

Il curse of knowledge è un bias cognitivo che si verifica quando un individuo, comunicando con altri individui, presume inconsapevolmente che gli altri abbiano le basi per capire.

E’ un bias in cui caschiamo facilmente quando siamo nuovi nel mondo del lavoro per due motivi:

  • primo, quando siamo nuovi siamo portati a pensare che tutti ne sappiano più di noi
  • Secondo, nei primi anni di carriera facciamo ruoli più operativi e settoriali, talvolta anche di nicchia. Il pane quotidiano del nostro lavoro, che a noi sembra quasi ovvio, è invece praticamente ignoto al restante 95% dell’azienda, che magari è abituata a vedere solo i risultati, non il processo che li fa ottenere. Immaginate di essere un analista in ambito ingeneristico o finanzairio: il software che usaimo per fare le simulazioni è ingoto ai più, per cui parlare di parametri o della struttura con cui abbiamo messo a punto il modello talvolta è troppo specifico e poco chiaro ad un’audience di più alto livello.

Tutavia entrare in quest’ottica non è per niente banale perchè presuppone riuscire a vedere in maniera oggettiva il nostro lavoro e – cosa non facile quando si è nuovi – avere una visione di alto livello del problema, anzichè di dettaglio.

curse of knowledge bambina saccentella

Ma non finisce qui: il curse of knowledge fa di peggio

Il problema di questo bias è che può anche peggiorare. Come?

Quando si aggiunge una condizione particolare: sappiamo il risultato di di un problema.

Venire a conoscenza di un risultato ci fa fare molte valutazioni metali che portano quasi ad essere “ovvio” quel risultato, a metterlo come base e punto fermo del nostro ragionamento. Gli altri individui con cui parliamo, invece, non conoscendolo, potrebbero mettere in discussione il risultato stesso e, di nuovo, la conversazione potrebbe diventare più difficile del previsto.

Un caso critico? L’insegnamento

L’insegnamento è uno dei casi in cui il curse of knowledge può potenzialemente fare più danni: per fortuna il grosso degli insegnanti non soffre di questo bias (o almeno mi piace crederlo).

Questo bias dipende molto dalle nostre caratteristiche personali: alcune sono intrinseche, come la sensibilità di empatizzare con chi abbiamo accanto, altre sono migliorabili con l’esercizio, come la chiarezza nell’esposizione.

In tutti i casi ci vuole molto impegno per tradurre dei concetti che abbiamo in mente in una immagine comprensibile per l’uditorio che abbiamo di fronte che, nel caso di un corso scolastico, è lecito non sappia di cosa stiamo parlando.

Quanti di noi hanno però avuto un professore universitario che si, sarà stato anche un genio nella sua materia, ma non era proprio portato a spiegarla in maniera comprensibile?

Ecco, la prossima volta che dovremo spiegare qualcosa in una riunione…pensiamo che quel professore potremmo essere noi!

Ma curse of knowledge avviene solo sul lavoro?

Se istintivamente questo bias mi fa ha fatto subito pensare all’ambito lavorativo, riflettendoci meglio mi sono acccorta di avere a mia volta un “bias su questo bias“.

Il curse of knowledge è forse il padre di tutte le incomprensioni, da quelle che abbiamo coi i nostri compagni a quelle con i figli o gli amici. Facciamone una rapida disamina, grazie anche all’aiuto del sito effectivology.com.

Esempi di curse of knowledge

I seguenti sono esempi di modi comuni in cui la maledizione della conoscenza può influenzare le persone:

  • Come già detto, può rendere più difficile per gli esperti insegnare ai principianti. Ad esempio, un professore di matematica potrebbe avere difficoltà a insegnare matematica agli studenti del primo anno, perché è difficile per il professore spiegare il fatto che sanno molto di più sull’argomento rispetto agli studenti. Questo aspetto della maledizione della conoscenza, per cui gli esperti si sforzano di insegnare in un modo che i principianti possano capire, è talvolta indicato come la maledizione della competenza.
  • Comunicazione tra le persone. Ad esempio, può essere difficile per uno scienziato discutere del proprio lavoro con i profani, perché lo scienziato potrebbe avere difficoltà a ricordare che quelle persone non hanno familiarità con la terminologia nel campo dello scienziato.
  • La maledizione della conoscenza può rendere più difficile per le persone prevedere il comportamento degli altri.
    Avete presente quando andata in auto con vostra madre?
    Ecco esempio, un guidatore esperto o cauto può essere sorpreso da qualcosa di pericoloso che fa un nuovo guidatore, perché il guidatore esperto fatica a capire che il nuovo guidatore non comprende il pericolo di quello che sta facendo. Questo aspetto della maledizione della conoscenza è associato all’aspettativa delle persone che coloro che sono meno informati di loro utilizzeranno informazioni che gli individui meno informati in realtà non hanno.
  • Il curse of knowledge viene influenzato dal bias del senno di poi. Ovvero può rendere più difficile per le persone comprendere il proprio comportamento passato. Ad esempio, può indurre qualcuno a pensare di essere stato sciocco per aver preso una certa decisione in passato, anche se le informazioni che avevano in quel momento in realtà supportavano fortemente quella decisione.

Come evitare il course of knowledge bias

Ecco cinque trucchi per aiutarci a evitare di cadere nel bias del curse of knowledgee.

  1. Empatizziamo con chi deve imparare da noi. Ricordiamo che imparare uò essere un lavoro duro!
  2. Non presumiamo.
  3. Esponiamo le cose con la lentezza di cui avremmo bisogno noi per comprendere
  4. Scomponiamo i conccetti in concetti più semplici
  5. Facciamo un elenco di tutte le cose che dobbiamo insegnare

Sei curioso di scoprire quanti altri bias potresti non conoscere? In questo articolo sui bias comportamentali ne trovi una lunga lista!

bias comportamentali guidaglinvestimenti.it

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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