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Zoom introduce Dot Collector di Ray Dalio: ed è già futuro

Zoom il 22 Giugno ha introdotto Dot Collector, una funzione sviluppata da Ray Dalio di cui sentirete parlar molto e a lungo.

Questa feature è una vera e propria rivoluzione che ha l’obiettivo di creare delle riunioni veramente efficaci, basate sulla sincerità, trasparenza e sulla validità delle opinioni.

Come lo fa? Consentendo di dare feedback in diretta sugli argomenti in discussione nella riunione e valutando la qualità del feedback stesso. Aiutando chiunque – dai capi ai gregari alle nuove leve – a migliorarsi, ricevendo un giudizio sulle loro opinioni e sul modo in cui si stanno ponendo.

Ah, ovviamente chiunque può dare feedback a chiunque. Insomma potete dare un giudizio anche al vostro capo. E si, lui lo verrà a sapere. Ma, c’è un “ma”, ed è quello che fa la differenza. Andiamo a vedere quale.

Sei titubante? Ti invito a finire l’articolo ma soprattutto a dedicare 15 minuti della tua giornata a guardare il video allegato del Ted Talk di Ray Dalio. Capirai nel profondo cosa DOT Collector consente di fare, e ti assicuro che saranno i 15 minuti meglio spesi della tua giornata. Altrimenti libero/a di dirmi il contrario nei commenti!

Marta
Dot Collector di Ray Dalio sulla piattaforma Zoom - guidaglinvestimenti.it
Dot Collector di Ray Dalio sulla piattaforma Zoom – guidaglinvestimenti.it

Cos’è zoom

A scanso di equivoci chiariamo prima cosa è Zoom. Zoom è una delle venti e più piattaforme di videoconferenza esistenti. Sicuramente tra le più usate grazie all’offerta di piani gratuiti per conferenze di durata inferiore ai 40 minuti.

Come tutte le sue competitrici ha visto un enorme successo dall’inizio della pandemia a questa parte, consentendo di collegare in videoconferenza facilmente le persone.

Se volete fare un confronto trovate tutte le caratteristiche che distinguono i vari sistemi in questo articolo, da cui è tratta anche l’immagine sopra.

Cos’è Dot Collector

“Osserva te stesso nelle conversazioni con gli altri. Immagina se potessi sapere ciò che pensano veramente”

Ray Dalio

Entriamo nel vivo della questione vedendo Dot Collector cosa fa.

Dot collector è una funzione di Zoom introdotta con l’obiettivo di rendere le riunioni valide.

E’ un tool che raccoglie i feedback di tutti i partecipanti, li normalizza e ne estrae un giudizio oggettivo.

Nella pratica (e qui vi invito a guardare il video in basso per capire e sorprendervi in autonomia): immaginiamo di esser parte di una riunione di 10-12 persone, in cui sono presenti diversi livelli aziendali, dai manager agli operativi. Tramite questo tool abbiamo la possibilità di dire se un’opinione data da chiunque ci sembra corretta o no

  • dando un giudizio sul comportamento (democratico? assertivo?)
  • dando una motivazione (per noi) valida al feedback
  • facendo delle osservazioni

A questo punto il Dot Collector elabora tutte le valutazioni e ne estrapola quello che è il giudizio oggettivo della platea: ovviamente questo richiede alla base la sincerità e trasparenza delle opinioni.

La meritocrazia delle idee

In pratica: non dobbiamo per forza dire ai nostri manager che sono splendidi per paura di ripercussioni. Tutto il processo viene fatto alla luce del sole, e i risultati avranno la certezza dell’oggettività del sistema.

Anche perchè se tutti trovano un comportamento di una persona arrogante, e noi per timore di ripercussioni diamo un giudizio invece positivo, il sistema classificherà la nostra valutazione come di scarso valore. Si andrà verso la Meritocrazia delle idee, come la definisce Dalio.

E si, se ci riflettiamo fa un po’ impressione!

PERCHÈ DOt COLLECTOR È RIVOLUZIONARIO

Avremo dei feedback ogni istante, ogni giorno, non una volta l’anno: chiunque si sentirà libero di dire la sua eliminando molti bias di autorità o dinamiche gerarchiche che si creano spesso durante le riunioni.

E’ un passo culturale importante, da introdurre non alla leggera. Consentire un sistema che ci dia dei feedback presuppone una preparazione adeguata. A cosa?

A ricevere feedback anche negativi. Ad accettare che un sistema (e le persone nella stanza) reputino non corretto un nostro punto di vista per determinati validi motivi. Vero.

Ma diventerà anche il modo per far prendere decisioni. Premiare punti di vista validi senza che influisca il grado o l’autorità. Evidenziare chi da contributi attivi e non passivi.

E in ultimo, ma non per importanza: capire come le persone ci vedono, che non corrisponde sempre a come ci vediamo noi.

Un passo avanti non da poco.

L’ongoing feedback è quello di cui le persone hanno bisogno per migliorarsi, essendo sicure dell’oggettività del sistema.

Come osserva Adam Grant, scrittore del libro “Give and Takes” che vi consiglio di non perdere:

Per diventare i migliori abbiamo bisogno di persone attorno a noi che ci osservino e cerchino di imparare come migliorarsi, di qualunque livello esse siano.

Adam Grant

Chi è Ray Dalio e cos’è Bridgewater

Ray Dalio è chiaramente un visionario, ma anche un investitore e un imprenditore. E’ il creatore di Bridgewater Associates, l’Hedge found più grande del mondo, ed è proprio qui che ha applicato per la prima volta l’antesignano del Dot Collector.

Mi piace parlare a chi posso di Ray Dalio perchè coniuga alla perfezione i due principi in cui crediamo come creatori di questo blog: investimenti e crescita personale, due tematiche importanti e strettamente legate.

Ma torniamo a Ray Dalio: il suo nome è famoso tra gli investitori per i suoi portafogli azionari con i quali, come Warren Buffett, riusciva quasi costantemente a battere il mercato (si pensi al suo Pure Alpha).

Un altro suo celebre portafogli è l’All Weather, un portafoglio strutturato per affrontare tutte le stagioni del mercato: per sapere come replicarlo con gli ETF trovate questo articolo dedicato.

Come molti ricchi visionari sta dedicando l’età della pensione a condividere i concetti in cui crede: il libro Principles è stato il primo esempio, e l’accesso al Dot Collector un’altra prova.

Qui trovate il suo celebre TED di quattro anni fa in cui parla di Dot Collector, partendo come direbbe Simon Sinek dal Why: perchè è nato?

Ray dalio E la consapevolezza della ragione

Ray Dalio aveva un problema: la scarsa memoria e l’enorme autostima. Dato che la seconda lo portò a bruciarsi in diverse occasioni facendolo finire sul lastrico, iniziò a chiedersi:

Come posso sapere di avere ragione?

Ray Dalio

Da trader, avendo scarsa memoria, era solito segnare tutte le operazoni che faceva al PC. Si rese conto che una variabile non indifferente era lo stato emotivo che influenzava le sue scelte, portandolo a dubitare delle sue capacità.
Inventò così – parliamo di quarant’anni fa – un software in cui oltre a memorizzare tutte le operazioni fatte, inseriva anche i risultati a lungo termine.

Come un antesignano del machine learning, il software gli dava una risposta di come era andata una scelta in passato in base alle condizioni al contorno.

Ray Dalio prima di investire iniziò a confrontare il suo giudizio con quello della macchina che di fatto oggettivava il giudizio. Proprio come fa il Dot Collector.

Da lì l’intuizione di applicare questo processo decisionale alle discussioni che si fanno giornalmente in ufficio. E lì, iniziò il futuro.

Vi lascio al video: non perdetevelo, buona visione!

Ray Dalio Ted Talk

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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