Tempo di lettura: 4 minuti
5
(1)

Perché ci innamoriamo? Per effetto esposizione

“Avevo letto tempo fa un articolo in cui si parlava del fattore “esposizione”: ovvero, a forza di essere quotidianamente esposto a qualcuno, si finisce inevitabilmente per vederlo con occhi differenti, in modo meno imparziale. Più si conosce qualcuno, più ci si affeziona a qualcuno, e meno obbiettivamente si tende a giudicarlo”.
Così riflette il (bellissimo) Lorenzo Vailati, co-protagonista del romanzo “Molto amore per nulla” di Anna Premoli, a proposito dell’effetto esposizione mentre guarda l’avvocato Viola Brunello, presenza che giudicava ben poco attraente fino a qualche tempo prima.

Per informazione, questo libo è una scrittura spassosissima che vi consiglio assolutamente se volete evadere in maniera accattivante e zero strappalacrime dalla quotidianità o da libri troppo impegnati.

Ed è proprio in questo libro che c’è un ottimo esempio di effetto esposizione. Lorenzo considera di starsi invaghendo di una collega totalmente fuori dai suoi canoni estetici proprio perché…la vede ripetutamente. Chiaramente è un estrema semplificazione di una scena molto più complessa che ritroverete nel libro, ma il concetto dell’effetto esposizione è questo: finiamo per avere un giudizio positivo crescente verso immagini a cui veniamo sottoposti più frequentemente.

Chi non ricorda l’indimenticabile Troisi nella scena in cui il postino Mario, parlando al poeta Neruda del suo amore per la bellissima Beatrice, diceva

io la guardavo e m’innamoravo

Il postino

Probabilmente Mario, come accade a Lorenzo Vailati o tutti noi quando ci invaghiamo di una persona, era in parte vittima dell’effetto esposizione.

Che cos’è l’effetto esposizione o principio di familiarità

Il principio di familiarità è un bias per cui più siamo esposti visivamente a qualcosa, che sia una persona o un oggetto, più finirà per piacerci. Questo accade perché la nostra mente registra come familiare qualcosa che vede continuamente, e il riconoscerla la fa diventare in qualche modo più gradevole.

Per questo motivo l’effetto esposizione viene definito nella psicologia sociale principio di familiarità. Ma non è l’unica classificazione che ha: viene anche definito “effetto Zajonc” o “di mera esposizione”. Ma chi è stato il primo a classificare questo principio? 

effetto esposizione

L’effetto esposizione nella psicologia sociale

Questo effetto venne classificato per la prima volta (siamo negli anni 80) da Robert Zajonc, psicologo cognitivo americano di origine polacca che ha lavorato su un vasto numero di processi sociali e cognitivi. E’ da lui che prende uno dei nomi con cui l’effetto esposizione è riconosciuto, effetto Zajonc, appunto, oltre che “effetto di mera esposizione”. 

Zajonc sosteneva che esporre ripetutamente le persone ad una certa immagine o situazione ne facesse aumentare inconsciamente l’accettazione.

La dimostrazione empirica dell’esistenza di questo effetto la provò con dei test in cui venivano dati degli stimoli visivi a degli individui – parole, immagini, ideogrammi – e ne venivano registrate le reazioni. Se a primo acchito la reazione ad un nuovo stimolo era di attenzione e chiusura, alla sua ripetizione l’effetto della paura si riduceva dando spazio all’interesse. Questo comportamento era crescente all’aumentare delle ripetizioni dello stimolo visivo. 

L’effetto esposizione nel marketing

Capito l’effetto di crescente accettazione che genera l’effetto esposizione, si spiega facilmente come mai il marketing – soprattutto quello degli anni ‘90 quando concetti di in-bound non erano ancora noti – si basava moltissimo sulla pubblicità.

Fornire al potenziale cliente una esposizione visiva e uditiva costante garantiva al prodotto di diventare in qualche maniera “familiare”, anche a discapito delle sue reali caratteristiche. Compravamo – e compiamo ancora – non perché ci piace, ma perché lo abbiamo visto nella pubblicità.

Non è un caso che i programmi televisivi fino a una decina di anni fa avessero un numero di interruzioni pubblicitarie imbarazzanti, soprattutto nelle tv private. 

E per quanto apparentemente potessimo sentici infastiditi da quei martellamenti costanti, in realtà nel nostro subconscio ottenevano proprio l’effetto desiderato dai produttori.

L’influenza dell’effetto esposizione, dalla politica dei populisti all’architettura

Le regole del marketing valgono in ogni suo campo di applicazione, ed è così che – nel bene e nel male – l’effetto esposizione viene sfruttato negli ambiti più disparati.

Uno di questi è la politica, in cui viene sfruttato a volte in maniera negativa. L’evocazione continua e ripetuta di immagini di un certo tipo – ad esempio il pericolo di sbarchi di migranti, furti, crimini agli angoli di ogni strada – li fa diventare nelle nostre menti problemi familiari. questo, combinato all’euristica della rappresentatività, ci dà un’indicazione esageratamente amplificata dell’effetto di queste problematiche, ingigantendone la nostra percezione delle dimensioni. 

Un altro contesto in cui l’effetto esposizione può risultare dannoso è quello urbano: quando abitiamo dei quartieri mal tenuti, sporchi o pericolosi, finiamo per abituarci a quella situazione ritenendola la norma. Non riuscendone a vedere oggettivamente i limiti.

Questo concetto dovremmo invece enfatizzarlo al contrario, pensando un’urbanistica che privilegi il bello come avevamo discusso in questo articolo. In questo modo l’effetto esposizione avrebbe una duplice forza: abituarci al bello ed indurci a volerlo preservare.

In conclusione

Probabilmente l’effetto esposizione ha la sua influenza quando scegliamo la nostra anima gemella o il prossimo liquore da acquistare, ma come accade per tutti i bias l’importante è essere consapevoli della sua esistenza. Anche se, in questo caso, caderne vittima potrebbe risultare particolarmente piacevole!

Se ti è piaciuto questo articolo troverai interessanti spunti anche in questi:

bonus facciate come riduce la criminalità guidaglinvestimenti
bilancia tra bias e fatti guidaglinvestimenti.it

Quanto ti è piaciuto il post?

Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

Lascia un commento