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Il significato di Placebo: un bias cognitivo particolare

L’effetto Placebo è uno dei bias da cui dovrmmo farci contagiare a braccia aperte, perchè fa uscire il meglio di noi solo grazie alle nostre convinzioni psicologiche.

Probabilmente quella che hai appena letto non è la definizione più scientifica di effetto Placebo che potrai trovare, ma credo racchiuda tutti gli aspetti di questo condizionamento da cui ci facciamo influenzare.

Con placebo, la cui etimologia deriva dal verbo latino placeo, “io piacerò”, si indica in medicina una sostanza (assolutamente inerte) la cui somministrazione genera un effetto positivo su di un paziente: miglioramento che deriva, quindi, unicamente da un fattore psicologico e non dall’apporto di un medicinale.

effetto placebo e nocebo come ci condizionano

Come funziona l’effetto placebo?

L’effetto placebo è un condizionamento psicologico, quindi mosso da una suggestione, che ci genera un miglioramento della nostra condizione fisica: potremmo definirlo quasi un “bias terapeutico“.

Il palcebo si mostra in due forme: l’effetto e l’aspettativa.

L’effetto: è la forma più famosa, ossia quando iniziamo a sentirci meglio credendo di aver assunto un farmaco che ci avrebbe aiutato, ma nella realtà quella sostanza non aveva alcun principio attivo all’interno.

L’aspettativa: ossia quando l’attesa di un miglioramento (perchè ad esempio abbiamo preso un farmaco per il mal di testa) ci fa iniziare a diminuire il dolore prima ancora che il farmaco faccia effetto. Questo è dovuto al rilascio si alcune sostanze nell’rganizmo, come l’endorfina o l’adrenalina, in qualche modo terapeutiche per il nostro corpo.

Ci accorgiamo quindi che non solo i farmaci generano l’effetto placebo, ma qualsiasi sensazone che ci provochi piacere: da quelle fisiche come un abbraccio o una carezza, a quelle sensoriali come l’ascolto della musica, di un profumo, o il parlare con una persone che ci fa stare bene.

Quando si verifica l’effetto placebo

Il placebo non si verificherà solo in ambito medico, anzi: potremmo incontrarlo in molti ambiti della nostra quotidianità. Quando iniziamo a leggere un libro sul miglioramento personale e iniziamo ad avere un atteggiamento positivo solo perchè fieri del cammino appena intrapreso, ad esempio.

Quando iniziamo una dieta e ci convinciamo di esser sazi grazie al nuovo piano alimentare che ci viene proposto.

O quando incontriamo il collega giusto al lavoro che ci da la spinta emotiva per cambiare, e noi iniziamo davvero ad performare in amniera migliore (sebbene sia merito nostro aver messo in pratica quei consigli).

Come tutti i bias, l’effetto placebo si cela ovunque. Ma ha questo grande pregio: è un bias dagli aspetti positivi. Esiste però anche l’altro lato della medaglia: l’effetto nocebo.

Cosa vuol dire effetto nocebo

Il termine nocebo, anch’esso derivante da latino e con significato “nuocerò”,  venne scelto da Walter Kennedy per sottlinearne la contrapposizione con li termine placebo. Se quest’ultimo produce conseguenze benefiche e piacevoli derivanti dalle sue suggestioni o aspettative, l’effetto nocebo avrà invece l’effetto esattamente opposto. 

Ad esempio, se abbiamo qualche dolore e prendiamo un farmaco che ha come controindicazione la nausea, esiste uan real possibilità che ci faremo influenzare da quell’informazione arrivando ad avere una sensazione di nausea.

Questo bias coinvolge a tal punto i meccanismi dell’aspettativa e del condizionamento da generarci un malessere reale fisico, non solo psicologico.

Come l’effetto placebo, sebbene se il nocebo sia conosciuto soprattutto in ambito medico, in realtà influenza molti aspetti del nostro quotidiano.

Basti pensare alle pubblicità televisive o radiofniche che ci insinuano il pensiero di avere un problema – l’aumento del peso, al paura che ci entrino i ladri in casa, etc. – dandoci la chiara soluzione. L’insinuarlo nelle nostre menti lo rende più reale, soprattutto quando all’effetto placebo o nocebo si accosta un altro importante bias: il bias della disponibilità.

Il bias della disponibilità

Il bias di disponibilità è un errore cognitivo che ci fa ritenere più probabili delle situazioni semplicemente perchè ci vengono in mente con facilità: questo accade quando delle informazioni ci vengono ripetute continuamente, oppure quando abbiamo un ricordo ancora fresco di qualcosa accaduto da poco.

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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