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Effetto Pratfall: essere imperfetti ci rende adorabili

Avete presente il collega smart e perfetto, in grado di affrontare ogni evenienza o occasione senza fare una piega, quello che ottiene il massimo senza sembrare neanche stanco, insomma quello che non sopportiamo per semplice e pura invidia?
Bene, se non lo avete presente siete fortunati: vuol dire che il collega “odioso” siete voi! Per tutti gli altri umani mortali, attenzione: c’è un tipo ancora più pericoloso nei paraggi.
Quello che conosce l’effetto Pratfall.

effetto pratfall: se siamo brillanti ee commettiamo una gaffe come la ragazza nella foto che fa rovesciare un caffè risultiamo più simpatici

Che cos’è L’effetto Pratfall (o blemishing effect)

L’effetto Pratfall o effetto macchia (blemishing effect) è un comportamento che porta a farci risultare più attraenti le persone che ammiriamo quando commettono e riconoscono un errore.

I dettagli dell’effetto pratfall furono descritti per la prima volta dallo psicologo Elliot Aronson in un esperimento che testava gli effetti che un errore generava sull’attrattivitò della persona che lo commetteva.
L’esperimento era strutturato così: i soggetti esaminati erano studenti maschi dell’Università del Minnesota che ascoltavano le registrazioni su nastro di un esaminatore (in realtà un attore attore) esaminava dei potenziali concorrenti (attori anch’essi) per lo spettacolo College Bowl.

Gli studenti che visionavano questi video con le interviste ignoravano che sia gli esaminatori che gli esaminati erano attori ed erano d’accordo.

Le interviste erano sempre le stesse, ma gli esaminati erano due tipi di persone:

  • in un caso persone brillanti, estrose, con eccellenti carriere accademiche e lavorative, che riuscivano a rispondere correttamente alla maggior parte delle domande
  • in un secondo caso persone ordinarie, con carriere liceali modeste, in grado di rispondere correttamente solo a un limitato numero di domande

Alla fine dell’intervista alcuni degli intervistati, sia brillanti che ordinari, commettevano una palese gaffe come rovesciare una tazzina di caffè.

Quando agli studenti incaricati di guardare il video venne chiesto di dare un giudizio sugli intevistati, la maggior parte di questi dimostrò di empatizzare verso le persone brillanti che avevano commesso un errore. Al contrario, se a commettere l’errore fosse stata una persona ordinaria, l’apprezzamento per quella persona diminuiva.

Questo accade perchè quando ci confrontiamo con persone particolarmente brillanti spesso ci sembrano distanti e irragiungibili, quindi vederli commettere un errore e riconoscerlo li fa in qualche maniera avvicinare di più, rendere più “umani” ai nostri occhi.

Al contrario, vedere delle persone ordinarie – magari come noi – commettere un errore ci fa sentire nei loro panni intaccando la nostra autostima, perchè ci riconosciamo in esse: la nostra reazione è quindi disconoscere quell’errore perchè sappiamo che potrebbe capitarci.

L’effetto Pratfall tra uomini e donne

Come si inizia ad intuire, l’effetto pratfall dipende anche dalle caratteristiche della persona che guarda i video: si è visto infatti che i più propensi a cadere in questo bias cognitivo sono gli uomini, mentre le donne in maniera molto minore.

Questo fatto è probabilmente attribuibile al diverso modo che hanno gli uomini di empatizzare rispetto alle donne: come ben spiegato in questo articolo, gli uomini sono soggetti ad empatia per immedesimazione, che è proprio il caso dell’effetto pratfall, mentre le donne più ad empatia emozionale e cognitiva, ovvero quelle legate rispettivamente alle emozioni e alla capacità di leggere gli stati d’animo.

Il genere non è poi l’unica differenza: si è visto infatti che, quando chi osservava l’intervista era una persona brillante, il giudizio variava. In questo caso, infatti, il soggetto brillante che commetteva un errore veniva visto negativamente proprio a causa dell’immedesimazione. Quando un brillante vede un altro brillante come lui sbagliare tende a dissociarsi empaticamente perchè si immedesima ritenendo che quello sbaglio potrebbe accadere anche a lui, e deve quindi allontanarne la possibilità.

La combo perfetta: effetto Pratfall e sindrome dell’impostore

Al contrario del “brillante che osserva il brillante”, come abbiamo visto nel caso di persone normali l’effetto pratfall ci fa apprezzare di più le persone brillanti se commettono un errore.

Questo aspetto si enfatizza quando la persona che osserva la scena soffre della sindrome dell’impostore.

La sindrome dell’impostore è il bias cognitivo (di cui soffrono soprattutto le donne) che ci fa sentire inadeguati a ricoprire il ruolo lavorativo in cui ci troviamo: accade quando abbiamo la sensazione che molti potrebbero fare il nostro lavoro meglio di noi, quando ci sembra quasi di aver imbrogliato per riuscire a ricoprire quel ruolo in cui siamo così poco adeguati.

In questo caso quando incontriamo persone brillanti che commettono degli errori empatizziamo con loro non solo perché li vediamo più umani, ma perché i loro errori ci stimolano. Davanti a persone perfette non siamo stimolati a farci domande e a sollevare dubbi, mentre se vediamo una persona di cui riconosciamo l’autorevolezza sbagliare, vediamo in quegli sbagli degli ambiti da mettere in discussione. Cosa che gli impostori sanno fare benissimo, dato che si mettono in discussione tutti i giorni da una vita!

In conclusione: sbagliamo in libertà!

L’effetto pratfall ci conferma un trend che la cultura del fallimento ha già avanzato da anni: la perfezione non è troppo ben vista, e fare errori ci fa apprezzare di più da chi abbiamo di fronte.

Per cui – sempre cercando di dare il meglio di noi stessi – non condanniamo gli errori, anzi usiamoli come stimoli per migliorarci, come connessione con le altre persone e soprattutto come spunto per prenderci un po’ in giro e fare dell’autoironia: una risata fa sempre bene all’anima!

Vuoi scoprire se soffri della sindrome dell’impostore? Ti piacerà sapere che ne soffre anche il CEO di Atlassian, Mike Cannon-Brooks, che in un esilarante TED talk spiega come si è dovuto trovare a diventare – per colpa di un tweet – un conoscitore di energie rinnovabili in una notte. Combattendo con la sua sindrome dell’impostore!

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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