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Qual è la differenza tra ETF a replica sintetica e fisica?

Chi si affaccia nel mondo degli investimenti e degli ETF avrà avuto modo di imbattersi sulla tipologia di replica. In particolare, vengono spesso proposte due macro categorie di ETF: ETF a replica fisica e ETF a replica sintetica

Prima di parlare di quale dei due strumenti scegliere è bene capire la differenza. Dobbiamo cioè capire cosa c’è sotto questi tipi di investimenti per poter approfondire pro e contro di entrambi.

ETF a replica fisica

Investire in un ETF a replica fisica significa investire in uno strumento che compra direttamente i titoli dell’indice sottostante che va a replicare.

Ciò significa che un ETF che ha obiettivo quello di replicare l’indice MSCI World acquisirà direttamente le singole azioni che fanno parte di tale indice.

ETF a replica fisica - guidaglinvestimenti.it
ETF Replica Fisica

All’interno di questa macro categoria di ETF a replica fisica possiamo trovare 2 distinzioni:

ETF replica fisica totale

Questo tipo di ETF replica fedelmente l’indice a cui fa riferimento. Ciò significa che il proprio portafoglio sarà composto da tutti i titoli che fanno parte, ad esempio, di MSCI World.

Inoltre, questo portafoglio avrà le percentuali dei titoli pari proprio a quelle che caratterizzano l’indice.

ETF a replica fisica totale: MSCI World
ETF a replica fisica

ETF replica fisica a campionamento

Alcuni ETF a replica fisica non copiano pedissequamente l’indice di riferimento, così come indicato nella replica fisica totale.

Per ridurre i costi campionano la copia.

All’interno dell’indice ci saranno, infatti, dei titoli con scarso peso e liquidità che poco influenzano le perfomance dell’indice stesso.

Quindi l’ETF per ridurre i costi sceglie le azioni prevalenti avendo come obiettivo quello di diminuire l’errore tra le loro performance e quella dell’indice.

Si parla di tracking error e tracking difference, dove:

  • Per tracking difference si intende lo scarto tra i rendimenti dell’indice e dell’ETF
  • Per tracking error si intende la volatilità della differenza di performance, quindi la stabilità della tracking difference nel tempo

Esiste, infine, un’altra tipologia di replica fisica: a campionamento ottimizzato.

ETF a replica fisica campionata
ETF a replica fisica campionata

In questo caso l’ETF utilizza algoritmi e vari modelli finanziari per effettuare la selezione dei titoli ottimali per il proprio portafoglio.

L’obiettivo è sempre lo stesso: identificare i titoli le cui performance impattano maggiormente le performance dell’indice.

Negli ETF a replica fisica a campionamento abbiamo quindi:

  • Minori costi di negoziazione e di gestione, soprattutto nel caso di indici al cui interno sono presenti molti strumenti finanziari da replicare
  • Possibili tracking error e tracking difference alti soprattutto nel caso di ottimizzazione molto aggressiva

ETF a replica sintetica

L’altra macrocategoria di ETF è quella a replica sintetica.

Questa a sua volta ha 2 ulteriori ramificazioni:

  • ETF a replica sintetica unfunded swap
  • ETF a replica sintetica funded swap

Questa è una tipologia più complessa rispetto a quella precedente. In sostanza l’ETF restituisce all’investitore il rendimento dell’indice senza però che l’ETF acquisti o entri in possesso i titoli che compongono l’indice di riferimento.

Tutto ciò avviene tramite dei contratti swap, dei veri e propri derivati.

Prima di mostrare come funziona questo tipo di ETF facciamo una piccola parentesi sul significato di contratto swap.

Cos’è lo swap in breve

La definizione che troviamo su borsaitaliana.it è la seguente:

Contratto attraverso il quale due parti si scambiano, in date stabilite e per un periodo prefissato, flussi di segno opposto determinati applicando a uno stesso capitale nozionale due diversi tassi d’interesse.

Il più classico degli esempi per spiegare lo swap è il caso dell’interest swap. Immaginiamo due società A e B che hanno un prestito di pari importo e durata ma:

  • A ha un prestito a tasso fisso
  • B ha un prestito a tasso variabile

La società A si attende una riduzione dei tassi d’interesse. Questo significa che il suo attuale mutuo a tasso fisso non sarà più conveniente.

La società B, invece, si attende l’opposto. Cioè che i tassi d’interesse aumentino e che quindi sia più conveniente passare a un tasso fisso.

Dato il match tra i due interessi, le due società stipulano un interest rate swap, ossia contrattano di invertire le loro posizioni. In questo modo accadrà che:

  • A versa a B gli interessi pari a tasso variabile x capitale del prestito
  • B versa ad A gli interessi pari a tasso fisso x capitale del prestito

ETF a replica sintetica – unfunded swap

Questi ETF si basano su un contratto di swap tra rendimenti di due panieri diversi: l’indice di interesse dell’ETF e un secondo paniere, definito “Paniere Garantito” (o anche “Collaterale”).

Trattandosi di un ETF sintetico, la società che detiene l’ETF (e che lo venderà agli investitori) non acquista direttamente le azioni dell’indice di interesse ma stipula un contratto con una controparte che detiene l’indice di interesse.

I termini del contratto sono i seguenti:

  • La società che detiene l’ETF investirà i fondi degli investitori in un “Paniere garantito” acquistato dalla controparte o dal mercato. Da qui la definizione “unfunded” perché l’ETF non finanzia direttamente la controparte, ma acquista di fatto un paniere (Paniere Garantito) con i fondi dei suoi investitori.
  • La società che detiene l’ETF e la controparte stipulano uno swap: la controparte darà al detentore ETF l’interesse dell’indice, e il detentore ETF corrisponderà alla controparte il rendimento del Paniere Garantito.
infografica GIF ETF A REPLICA SINTETICA - SWAP UNFUNDED 
 - GUIDAGLINVESTIMENTI.IT
ETF Sintetici SWAP Unfunded

Nel caso in cui la controparte fallisse il fatto che l’ETF detenga il Paniere Garantito è una garanzia , sebbene quest’ultimo sia comunque soggetto alle fluttuazioni del mercato.

Ma quali sono vantaggi e svantaggi di questa complessità?

Il primo, che l’ETF avrà accesso a titoli illiquidi o difficili da negoziare, magari anche di mercati differenti con conseguenti diverse tassazioni costi.

Il secondo è una minor possibilità di tracking error, quindi minore fluttuazione della deviazione giornaliera della performance dell’indice da quella dell’ETF.

Ciò non significa che la tracking difference, cioè il delta tra rendimenti ETF e indice, sarà minore.

ETF a replica sintetica – funded swap

Gli ETF founded swap sono come principio simili ai precedenti, ossia basati su un contratto di swap con una controparte che garantisca il rendimento dell’indice desiderato.

La differenza è che la società che detiene l’ETF non investe il denaro degli investitori in un paniere alternativo, ma lo trasferisce alla controparte che lo investirà al 100% nel contratto stesso.

La controparte dovrà depositare dei titoli a garanzia dell’investimento in un conto accessibile anche all’ETF (e sui cui l’ETF si potrà rivalere in caso di fallimento della controparte): nel caso degli ETF swap funded è questo il “collaterale”.

GIF ETF A REPLICA SINTETICA - SWAP FUNDED - GUIDAGLINVESTIMENTI.IT
ETF Sintetici SWAP FUNDED

Il (notevole) rischio viene, quindi, mitigato tramite delle ferree regolamentazioni. Queste prevedono:

  • determinate caratteristiche del collaterale (liquidità, valutazione giornaliera, rischio molto basso)
  • che l’impegno con ogni controparte sia non superiore al 10% dell’entità delle dimensioni del fondo ETF
  • che il collaterale messo a garanzia abbia un valore superiore all’ETF stesso (si parla quindi di sovra-collateralizzazione).

In caso di fallimento della controparte il fondo potrà quindi rivalersi sul collaterale.

In conclusione

Come spesso succede non esiste una regola generale che fa predilire un ETF replica sintetica o fisica.

Gli ETF sintetici permettono di accedere a determinati mercati illiquidi, delle vere e proprie nicchie che altrimenti sarebbero impossibili investirci.

Gli ETF a replica sintetica permettono, inoltre, di ridurre il tracking error rispetto agli ETF a replica fisica riducendo spesso i costi. A tal proposito è bene ricordare che le commissioni di swap non sono comprese nel calcolo del costo complessivo (TER, total expense ratio), e andranno quindi aggiunte.

D’altra parte gli ETF a replica fisica sono più semplici da capire e non espongono al rischio di controparte.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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