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ETF accumulation o ETF distribution

All’interno del vasto mondo degli ETF spesso ci si perde. Capita, infatti, che un ETF proposto dallo stesso indice e dallo stesso emittente è proposto in 2 forme: ETF Accumulation o ETF Distribution.

Facciamo qualche esempio.

Chi vuole investire in S&P500, all’interno della vasta gamma di strumenti a disposizione può trovare:

  • iShares Core S&P 500 UCITS ETF (Acc)
  • iShares Core S&P 500 UCITS ETF USD (Dist)

Stesso discorso per opta di investire in MSCI World:

  • iShares Core MSCI World UCITS ETF USD (Acc)
  • iShares MSCI World UCITS ETF (Dist)

In entrambi gli esempi proposti Acc e Dist stanno proprio a indicare Accumulation o Distribution.

Ma cosa vuol dire ETF Accumulation?

ETF Accumulation indica un ETF in cui i dividendi vengono automaticamente reinvestiti all’interno del sottostante senza che compiamo alcuna operazione.

ETF distribution, al contrario, prevedela distribuzione dei dividendi che caratterizzano il sottostante.

Questa che può sembrare una piccola differenza cambia tutto nelle nostre valutazioni.

Cosa troverai in questo articolo

Performance

Dal momento che gli ETF replicano lo stesso indice in termini di performance si discostano poco.

ETF accumulation vs ETF distribution
ETF accumulation vs ETF distribution

La principale differenza viene a crearsi qualora i dividendi distribuiti non vengano reinvestiti.

Ecco un articolo per approfondire l’impatto dei dividendi negli investimenti.

Nel caso di MSCI World, infatti, questa differenza porterebbe i rendimenti negli ultimi 5 anni a scostarsi di quasi il 15%.

MSCI World5 anni3 anni
Accumulation49.5%34.1%
Dist con dividendi47.8%33.0%
Dist senza dividendi35.6%26.6%

Nel caso di S&P500, invece, questa differenza porterebbe i rendimenti negli ultimi 5 anni a scostarsi di circa il 13%.

S&P5005 anni3 anni
Accumulation67.4%46.8%
Dist con dividendi66.8%46.9%
Dist senza dividendi54.0%39.9%

Costi

I costi di ETF distribution sono talvolta maggiori rispetto a ETF ad accumulazione.

Riprendiamo gli esempi proposti in precedenza:

  • S&P500: iShares Core MSCI World UCITS ETF USD (Acc) -> TER 0.07%
  • S&P500: iShares MSCI World UCITS ETF (Dist) -> TER 0.07%
  • MSCI World: iShares Core MSCI World UCITS ETF USD (Acc) -> TER 0.2%
  • MSCI World: iShares MSCI World UCITS ETF (Dist) -> TER 0.5%

Oltre ai costi annui vanno consederati altri costi spesso trascurati.

Nella fase di accumulo, cioè nella fase in cui stiamo accumulando capitale da investire è nostro interesse reinvestire tutti i dividendi.

Mentre nell’ETF Acc questo tipo di operazione avviene automanticamente e senza costi, nel caso di ETF Dist va fatto manualmente.

Ogni operazione ha un costo.

Per iShares MSCI World UCITS ETF (Dist) o iShares MSCI World UCITS ETF (Dist), ad esempio, il broker Degiro può richiedere una commissione di 2 euro a operazione + il 0.03% del valore dell’operazione.

Facciamo due calcoli

Ipotizziamo di possedere 2,150 unità di iShares MSCI World UCITS ETF (Dist). Con l’attuale valore di 46 euro circa a unità, ciò equivale a un investimento di 100,000 euro.

Mediamente questo strumento distribuisce un dividendo trimestrale per unità di 0.15 euro.

Ogni anno quindi avremo in dividendi: 2,150 x 0.15 = 322.5 euro in dividendi ogni trimestre.

Se volessimo reinvestirli dovremmo sottrarre a questa cifra le commissioni:

  • 2 euro
  • 0.1 euro (0.03% di 322.5 euro)

Quindi ogni anno spendiamo 2.1 euro a trimestre, cioè 8.4 euro all’anno per reivestire i dividendi. Per non considerare il tempo perso.

Discorso opposto va considerato nel caso di raccolta. Cioè quando vogliamo prendere i frutti del nostro investimento.

In tal caso la nostra volontà è di fare meno operazioni possibili per avere, ad esempio, una rendita.

In questo caso l’ETF a distribuzione viene in nostro aiuto in quanto distribuisce automaticamente i dividendi senza che noi facciamo alcuna operazione.

Avremo, cioè, 322.5 euro ogni trimestre in automatico.

Inoltre, potremmo pensare di usare questi soldi per reinvestirli in altri strumenti avendo così più flessibilità.

Tasse

Qui viene il punto centrale del binomio: ETF accumulation vs ETF distribution.

Il sistema di tassazione italiano privilegia decisamente gli ETF per accumulazione.

Gli investirori degli ETF a distribuzione vedranno la cedola tassata del 26% (in caso di dividendo azionario) o del 12.5% (in caso di interesse derivante da titoli di stato governativi dell’Unione Europea).

Gli investitori in ETF ad accumulazione non vedranno applicata, invece, alcuna tassazione.

Ritornando al caso precedente, quindi, avremo che:

  • Dividendi lordi per trimestre -> 322.5 euro
  • Dividendi al netto delle tasse -> 238.7 euro
  • Nel caso poi volessimo reinvestire avremmo a disposizione -> 236.7
  • Tra commissioni e tasse quindi ci perdiamo quasi 86 euro a trimestre, quasi 350 euro in un anno

Nella fase di accumulo di capitale, quindi, non c’è storia.

In conclusione

I vantaggi/svantaggi di un ETF a distribuzione possiamo riassumerli in:

  • Creazione di un cashflow stabile nel tempo
  • Nella fase di raccolta permette di avere liquidità senza dover vendere alcun asset
  • Maggiore flessibilità di reinvestire i dividendi
  • Fiscalmente poco conveniente in Italia
  • Nella fase di accumulo reinvestire i dividendi è costoso in termini di soldi e tempo

I vantaggi/svantaggi di un ETF ad accumulo possiamo riassumerli in:

  • Vantaggio fiscale in Italia
  • Nella fase di accumulo permette il reinvestimento automatico dei dividendi senza dover fare alcuna operazione
  • Minor flessibilità di reinvestire i dividendi
  • Nessun cashflow automatico
  • Nella fase di raccolta occorre vendere asset per creare liquidità

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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