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Fear of Missing Out: la paura di essere tagliati fuori

Esistono due tipi di persone: quelli che guardano il cellulare costantemente anche a tavola, e quelli che li fissano con disapprovazione perchè hanno sempre il telefono in mano.
Se appartenete alla prima categoria avete probabilmente la FOMO: Fear Of Missing Out, la paura di essere tagliati fuori.

Se invece siete della seconda categoria, probabilmente siete delle persone con un’estrema pazienza (se ancora sopportate i tipi di cui sopra!)

Facile ironia a parte, da quando internet è arrivato sui cellulari li ha trasformati in un prolungamento della nostra mano. Abbiamo il mondo a disposizione ogni istante per vedere cosa succede, chi dice cosa, senza rischiare di perderci nulla. O, al contrario: rischiando di perderci qualcosa se non li controlliamo costantemente.

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FOMO – Fame of Missing Out

La FOMO e il delirio dei social network

Inutile a dirsi, la FOMO si è accentuata tantissimo con i social network: se già dal loro esordio passavamo svariato tempo a impicciarci delle vite degli altri, da quando sono comparse funzioni temporanee come le stories è stata un’ecatombe.

Mi rivolgo a voi, affetti da FOMO: siate sinceri, quante volte al giorno controllate i social per vedere la story di qualche persona che vi interessa? O semplicemente per vedere gli altri “che fanno”, soprattutto in periodi come questi in cui le uscite sono limitate?

Ma attenzione: alcuni di noi potrebbero dire

“ma non è vero, io sui social ci vado poco

E potrebbe essere vero: in fatti la FOMO vede il suo massimo nei social network, ma riguarda l’essere tagliati fuori in generale. Fuori da ciò che accade nel mondo, o nel nostro ambito preferito come lo sport o la tecnologia. 

Abbiamo costantemente la preoccupazione di non essere abbastanza informati, di esserci persi una notizia anche se avesse un rilievo quasi nullo. Ormai essere informati sembra diventato un dovere.

Quando invece leggevamo i giornali di carta….ma davvero li leggevamo?

Di certo, se si parlasse solo di essere dipendenti dall’informazione, la FOMO avrebbe dei risvolti positivi: oggi chiunque ha la possibilità di trovare informazioni gratis su internet.
Avere un elevato livello di informazioni è possibile – purché non ci si fermi a leggere solo titoli degli articoli, spesso anche fuorvianti – e ci aiuta a farci una nostra idea. 

Fino a una quindicina di anni fa questo era ancora un’utopia.

Per mia fortuna sono nata in una famiglia in cui si acquistavano tre quotidiani al giorno, uno nazionale e due locali per avere un punto di vista obiettivo sulle magagne che succedevano in città. Tra inserti e settimanali da leggere non mancava mai. Ma chi non aveva questa opportunità o la voglia di acquistare quotidiani giornalmente, necessariamente restava a corto di informazioni.
L’unica fonte era il telegiornale, le cui notizie principali venivano relegate nell’arco di una mezz’ora: ben poca roba rispetto a un giornale, e se anche voi leggete o leggevate quotidiani cartacei sapete cosa intendo.

In ogni caso, nella migliore delle ipotesi ci aggiornavamo a pranzo e a cena sugli avvenimenti della giornata: nel resto del tempo semplicemente facevamo altro. 

Oggi, invece, quanto tempo passiamo a controllare le notizie, i social o cosa comprare su Amazon (senza deciderci mai)?

Quante volte al giorno lo facciamo?

Controllare quante volte…controlliamo il cellulare in un giorno

Anche se scoccia riconoscerlo, diciamolo: ogni giorno guardiamo il telefono un numero di volte imbarazzate. Svariate centinaia. Migliaia. Tutto tempo che, anni fa, passavamo a fare altro. 

E’ vero, siamo sicuramente più informati, ma in maniera quanto più efficace? A quale costo?

Ormai usiamo il cellulare ovunque, con il supporto degli smartwatch li portiamo anche in palestra o mentre andiamo a fare una corsetta. Sembra non ci sia modo di disconneterci, sembra quasi essere un destino più che una nostra scelta. 

Il nostro cervello poi si sta abituando a queste interruzioni costanti, ormai guardare il cellulare è una reazione automatica. Sembra quasi aver bisogno di avere il controllo di ciò che accade di tanto in tanto: ma il risultato è quello di farci perdere l’attenzione.

Quanto tempo passiamo in media al cellulare?

Fate la prova: cercate nelle impostazioni del vostro cellulare “numero di attivazioni schermo” e durata di utilizzo giornaliera del cellulare: e preparatevi a stupirvi (in negativo). 

Vi dico solo che io, che non ritenevo di essere una phone-addicted, ho un valore medio di 3 ore. 

Vediamo almeno se sono ore “costruttive”, quindi non passate sui social. Il modo più veloce è andare sui social nella sezione “tempo medio” e verificare. La differenza col totale ci darà la risposta.

Limitare il tempo passato su Facebook

Una funzione volta alla nostra sanità mentale è quella che ha messo Facebook (e altri social? controllare) in cui, andando nelle impostazioni, possiamo farci mandare un avviso quando abbiamo trascorso tot minuti a nostra scelta sulla app. E ancora, possiamo scegliere di non ricevere notifiche in un determinato arco della giornata. Sembrano banalità, ma dato che il comportamento primordiale delle nostre menti è abbastanza dozzinale, il senso di colpa che indotto dal messaggio ci farà davvero limitare – o, se siamo bravi, da quel punto in poi terminare – gli ingressi. 

Credetemi. Almeno per me, funziona così!

I rimedi della cyber-nonna alla FOMO: darci delle regole

Di rimedi della nonna per limitare il Fear of Missing out ce ne sono.

App per controllare il tempo passato al telefono

Il primo, già anticipato, consiste nell’essere consci di quanto tempo passiamo al cellulare e di darci un target di minuti/ore più basso da rispettare. 

Nelle centinaia di volte che lo controlliamo, abituiamoci anche a controllare a orari stabiliti quanto tempo abbiamo passato al telefono: ad esempio a pranzo, cena e prima di andare a dormire.

Ci sono anche molte app che ci aiutano: Quality Time o My phone time per Android, oppure Moment per telefoni Apple

Periodi phone-free

Imponiamoci un pomeriggio di stacco, o almeno qualche ora: chiudiamo il cellulare silenzioso in un cassetto, oppure lasciamolo a casa e usciamo per una passeggiata, per fare sport o vedere un amico. “E se poi mi chiama qualcuno per una cosa urgente?” Beh, anticipate le telefonate e avvertite le persone più importanti che lascerete il telefono a casa. Vedrete che non succederà nulla e preparatevi a tornare a casa stanchi: i nostri stessi pensieri, non essendo più abituati a ragionare “senza” (senza telefono, senza connessione), faranno uno sforzo in più del solito. 

Un test meravigliso che ho fatto qualche anno fa durante le vacanze estive fu di staccare internet per due settimane. Niente whatsapp, niente social, niente notizie. Chi voleva poteva telefonarmi, e se non lo faceva voleva dire che non era importante. Che dire: fu meraviglioso. Tornare a informarsi solo su giornali e telegiornali, non rispondere a chat poco utili, non andare in automatico su facebook a tempo perso. 

Risultato: relax totale, mente in vacanza, due libri letti in più e tempi dilatati per fare passeggiate e parlare con le persone faccia a faccia. 

Together is better: i consigli di Simon Sinek

Un altro esperimento interessante lo propone Simon Sinek che nel libro “Together is better ci invita a riprendere delle sane abitudini. La prima: non avere il cellulare accanto al letto, facendo si che non sia la prima cosa che controlliamo al risveglio e l’ultima prima di andare a dormire.

Un altro molto bello è l’uscire in gruppo con gli amici senza cellulare, portandone solo uno nel caso si dovesse chiamare un taxi o controllare un indirizzo – ma per null’altro!

Ammetto di non essere ancora riuscita a organizzare una serata così. Ma ora che ve ne parlo…..me lo darò come impegno. 

Vi farò sapere!

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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