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Gapminder: scopri su quante opinioni ti sbagli

Gapminder è stato una piacevole scoperta fatta tramite i contatti Linkedin. Grazie a questo social ho capito, infatti, di avere una visione totalmente distorta sul mondo.

E sono certa che ce l’abbia anche tu.

Vuoi scommettere?

Mi riferisco alla nostra percezione di situazioni a livello globale come la quantità di plastica negli oceani, il livello di educazione nei paesi asiatici, il contraccettivo più usato dalle donne.

Se ad esempio ti chiedessi:

  1. Negli anni ’80 il 40% della popolazione viveva in estrema povertà, con meno di 2$ al giorno. Qual è questa percentuale oggi?
  • Meno dell’1%
  • Circa il 10%
  • Circa il 20%

2. Quante compagnie nel mondo hanno una donna come Top Manager o CEO:

  • 2%
  • 10 %
  • 18%

3. Come è variato il tasso di suicidi globale negli ultimi 20 anni?

  • Diminuito del 25%
  • Stabile
  • Aumentato del 25%

Avvertimento: è possibile che sbaglierai le risposte a tutte e 3 queste domande (le risposte corrette sono a fine articolo).

Abbiamo una percezione fortemente distorta ed esagerata su molti argomenti. Il Gapminder vuole renderci consapevoli delle nostre opinioni sbagliate per indurci ad avere un giudizio più oggettivo (e corretto).

Che cos’è Gapminder?

Arriviamo al dunque: mettiamoci alla prova. Gapminder è un test semplice e immediato che mette alla prova le nostre percezioni su diverse tematiche di rilievo sostenute dalle Nazioni Unite come il gender gap, l’ecologia, l’energia, la povertà.

Gli sviluppatori di Gapminder hanno fatto migliaia di interviste come il test di cui stiamo per parlare, e grazie ai risultati hanno calcolato la percentuale della popolazione si sbaglia rispetto a determinati argomenti.

Possiamo fare il test completo visitando il sito Gapminder per vedere quanto sono ampie le nostre “misconceptions”, ovvero “opinioni sbagliate”.

Il test prevede domande abbastanza comuni su cui noi crediamo di avere una opinione che si avvicina alla realtà.

La cosa sorprendente è, invece, vedere quanto molte di queste informazioni siano falsate, gonfiate, o semplicemente….vecchie.

Vi faccio un esempio:

Negli ultimi 40 anni la quantità di petrolio e gas naturale rimasti nelle riserve conosciute è:

  • Diminuita della metà
  • Rimasta più o meno la stessa
  • Raddoppiata

Secondo te?

Ebbene, è raddoppiata. Siamo portati a pensare che “le risorse fossili stanno diminuendo“, tuttavia tecnologia avanza come anche la disponibilità alle riserve naturali non accessibili 40 anni fa.

Come avviene per molti bias, abbiamo dei preconcetti legati alla disponibilità di informazioni a cui abbiamo accesso e l’influenza dei media nel consolidare questi preconcetti è veramente alta.

L’influenza dei media nelle nostre convinzioni

L’impatto che hanno le informazioni che riceviamo su di noi è enorme. E lo è ancor di più la loro selezione.

Non perchè non siamo abbastanza informati, ma perchè l’enfasi che viene data ad alcune tematiche ne fa ingigantire l’effetto ai nostri occhi.

Se una volta si diceva “parla nell’ignoranza” riferendosi a chi, non avendo accesso alle informazioni, ripeteva e faceva suo il sentito dire, oggi il problema che si pone è opposto.

Siamo sovraesposti ad informazioni e molte delle quali di bassa qualità. Se aggiungiamo il bombardamento mediatico a cui veniamo sistematicamente sottoposti, è poi facile cadere in errore.

Pensiamo ad alcuni argomenti come i flussi migratori: dato il bombardamento mediatico siamo portati a pensare che i paesi europei (e l’Italia) siano quelli più soggetti ai flussi di migranti. Eppure se consideriamo 3 macroregioni:

  • America
  • Europa
  • “Middel Est” asiatico

L’europa – udite udite – è quella con i flussi migratori più bassi.

Le isole di plastica

Facciamo un altro esempio. La plastica che viene riversata negli oceani: tantissima vero? Avete presente le isole di plastica che galleggiano negli oceani?
Che hanno dimensioni stimate simili alla penisola iberica nel migliore dei casi, degli Stati Uniti nel peggiore?

Di tutta la plastica prodotta, quindi, quale percentuale viene riversata in mare?

Ebbene “solo” il 4%. Tutto il resto rimane sulla terra ferma.

Il che non ne sminuisce affatto il problema, anzi: ci aiuta ad avere una visione più oggettiva del problema, dell’enormità del problema. Ossia quanta plastica produciamo e quanto ne siamo circondati sulla terraferma.

E quanto possa distruggere un ecosistema lontano e sperduto come quello degli oceani.

I bias dell’intelligenza artificiale

Il bombardamento di informazioni a cui siamo sottoposti dai media è un problema che si autoalimenta sfociando in un quasi paradosso: i bias dell’intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale ci porta a pensare a qualcosa che, per definizione, non soffra dei pregiudizi umani e delle opinioni mosse dal nostro stato emozionale.

C’è un MA: chi programma le intelligenze artificiali è sempre l’essere umano, e implicitamente c’è il rischio (reale) che influenzi l’apprendimento dell’intelligenza artificiale. Che il machine learning cresca a sua volta…con i nostri pregiudizi.

Questo problema purtoppo è reale.

La letteratura sta iniziando a riempirsi di casi su sistemi di recruting che sfavoriscono le donne, o sistemi ospedalieri che svantaggiano le persone di colore nel ricevere sussidi medici adeguati. Tutti casi su cui – per fortuna – si sta cercando di porre via via rimedio.

Se ti interessa questo argomento ne abbiamo parlato in maniera approfondita in questo articolo sui bias dell’intelligenza artificiale.

Come evitarlo?

Ritengo che Gapminder sia proprio uno degli strumenti che possa supportare i questo senso.

Grazie a Gapminder riusciamo a renderci conto dei nostri misconceptions e a renderli più oggettivi: il passo avanti sarebbe condividerlo con più persone possibile per contribuire ad avere un mondo più “oggettivo” (inclusi gli sviluppatori della IA!)

gapminder foundation

Ma chi è che ha avuto la geniale idea di sviluppare qualcosa come Gapminder?

Questo strabiliante test nasce grazie all’impegno della Gapminder Foundation, una società no-profit svedese che promuove lo sviluppo globale sostenibile e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.

La Gapminder Foundation non è nuova a iniziative come questa: è stata infatti fondatrice di un altro strepitoso software che è Trendanalyzer, pietra miliare dei grafici interattivi e da cui hanno preso spunto molti dei grafici interattivi che vediamo oggi.

In conclusione

Provare a fare il test di Gapminder e divertiti a vedere su quanti temi hai dei preconcetti. E magari, perchè no, giralo anche a qualcuno che conosci: avere un mondo più reale e meno “per sentito dire” sarebbe positivo e migliorativo per tutti.

Ricordi le domande a inizio articolo?

Le risposte giuste sono:

  1. Estrema povertà nel mondo: meno dell’1% (il 77% delle persone sbaglia questa risposta)
  2. Donne CEO: 18% (l’89% delle persone sbaglia questa risposta)
  3. Tasso di suicidi: diminuito del 20% (il 94% delle persone sbaglia questa risposta)

Allora, ci avevi preso oppure no? Fammelo sapere nei commenti!

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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