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I risparmiatori italiani con gestione della liquidità intendono, nella maggior parte dei casi, avere più cash disponibile.

Avere, cioè, una somma bella cospicua esente da rischi da poter sfruttare in futuro: per l’acquisto di una casa, per un’eredità, per le emergenze… Insomma per i più svariati motivi.

Alcuni dati presi da We-Wealth:

  • Le famiglie italiane hanno continuato ad accumulare liquidità sui conti nella prima metà del 2021, ma non più per i conti di calibro inferiore ai 12500 euro
  • Ad accelerare di più nel 2021, rispetto a quanto osservato nel 2020, sono i depositi sopra i 250mila euro, ha affermato Bankitalia nel suo ultimo rapporto sulle economie regionali
  • Nel frattempo, le compravendite immobiliari hanno ripreso a tutta forza: mai così numerose da almeno dieci anni

Insomma siamo legati al cash e agli immobili, tutti asset tangibili che crediamo eterni.

Quello che la maggior parte degli italiani non capisce che una gestione della liquidità fatta in questo modo non è finanziariamente la scelta più corretta.

Non stai guadagnando rendimenti e stai perdendo soldi

Partiamo con un fatto: la liquidità è una scelta di investimento.

Dobbiamo capire che se abbiamo investito 10 mila euro in un ETF azionario e abbiamo sul conto in banca altri 10 mila euro allora il nostro investimento sarà di 20 mila euro: 10 mila in azioni e 10 mila in cash.

Sembra banale ma, fidatevi, non è così. Molti considerano gli investimenti solo quelli che prevedono l’acquisto di uno strumento finanziario.

Detto ciò, decidendo di avere una parte del proprio capitale in cash significa accettare una serie di conseguenze.

La prima è che accettiamo il fatto che questa gestione della liquidità ci porterà a una perdita certa del nostro potere d’acquisto dato dall’inflazione.

I nostri 10 mila euro rimarranno tali ma tutto ciò che ci circonda cambierà: provate a vedere quanto è cambiato.

Dal 1995 al 2018 il prezzo di un caffè è salito da 1300 lire a quelle che oggi sarebbero 1800 lire, il pane nello stesso arco temporale è passato da 1600 lire a 3800 lire.

Capito ora di cosa stiamo parlando?

Con gli stessi soldi possiamo comprare molte meno cose… tanto vale spenderli subito, no?

Andiamo oltre.

Una gestione della liquidità dove si predilige il cash significa rinunciare a un rendimento passivo dato dagli investimenti.

Facciamoci due conti per capire di cosa stiamo parlando sfruttando il lavoro fatto da betterment in questo articolo.

Confrontiamo 2 portafogli:

  • Il primo è costituito dal 61% di azioni, 10.5% di liquidità e la restante parte in obbligazioni
  • Il secondo è costituito solo dal 61% di azioni e dal 39% di obbligazioni

Consideriamo che la liquidità è detenuta in un conto deposito che rende l’1% all’anno (rendimento molto generoso visto con gli occhi di oggi) mentre il secondo portafoglio così fatto può restituire un rendimento del 5.8% annuo.

Con il 10.5% delle tue risorse in liquidità, possiamo pensare di ottenere rendimenti minori pari a circa lo 0.5%. Quindi, detenere liquidità ci sta costando lo 0.5% annuo.

Avere liquidità è effettivamente un costo. A quanto ammonta questo costo in soldoni?

Considerando un capitale di 100 mila euro la differenza tra i 2 portafogli dopo 30 anni è pari a 73417 euro. Dopo 30 anni la nostra gestione della liquidità ci è costata quasi 75 mila euro.

Entriamo in questo ordine delle cose, non investire e avere liquidità è una scelta finanziaria, scelta finanziaria che ha un costo.

Puoi ottenere risultati migliori con le obbligazioni

Qualcuno potrebbe dire: si ma la liquidità è più sicura. Non è “vittima” della volatilità di un qualsiasi investimento.

Beh non è proprio così.

Se da una parte abbiamo già detto che la liquidità subisce passivamente l’inflazione, dall’altra i bond permettono di avere rendimenti migliori del cash nella maggior parte delle volte.

Cosa significa questo?

Che investire in obbligazioni permette di ridurre la volatilità rispetto alle azioni e di ottenere rendimenti migliori di quelli legati al cash.

Nello studio fatto sempre da betterment, dal 1955 al 2015 le obbligazioni battono la liquidità nell’82% delle volte.

Gestione delle liquidità: obbligazioni vs cash
Rendimento obbligazioni vs cash

Ma non è finita qui.

Diamo un’occhiata alla performance cumulativa di un portafoglio di azioni e buoni del Tesoro rispetto a un portafoglio di azioni e risparmi in contanti dal 1955 al 2015.

Si scopre che investire in un portafoglio di 100 mila euro di azioni e buoni del Tesoro USA nel 1955 avrebbe sovraperformato lo stesso portafoglio azionario con contanti di 44013 euro.

obbligazioni vs cash
Obbligazioni vs Cash

In conclusione

Si potrebbero fare una miriade di esempi e di considerazioni. Il punto principale è che la gestione della liquidità è un fattore molto importante all’interno del nostro portafoglio.

Stiamo accettando un costo che sul lungo termine può essere molto importante e che aumenta con il tempo.

Ricordate l’interesse composto?

Dobbiamo capire che la liquidità è un asset, è una parte dei nostri investimenti che non viene sfruttata: stiamo mettendo acqua in un pozzo forato.

Avere cash potrebbe essere una buona strategia di investimento consapevole. Dobbiamo, cioè, essere consci di quello che significa avere una grande fetta del capitale in cash.

Dopotutto, se proprio volessimo investire riducendo al minimo i rischi perchè non investire in obbligazioni legate all’inflazione?

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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