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I 4 tipi di colloquio che anche i senior dovrebbero conoscere

Esistono diversi tipi di colloquio di lavoro che possiamo trovarci ad affrontare.

Da neolaureati non ne siamo completamente consapevoli e anche se lavorassimo da qualche anno siamo comunque abituati a vederne sempre di nuovi: nel tempo si è evoluta anche la scienza dei colloqui.

Il primo colloquio di lavoro ve lo ricordate?

Il mio è stato in una piccola azienda dell’hinterland cassinate: un colloquio di persona con i due fondatori dell’azienda, molto tecnico essendo un fresco ingegnere, ma anche motivazionale. Un po’ come me lo aspettavo: uscita da lì mi dissi “ok, infondo ero preparata“.

Due settimane dopo invece atterravo a Torino per un altro colloquio, differente. La telefonata era stata un po’ criptica: azienda multinazionale, durata del colloquio giornaliera, assessment di gruppo.

Assessment di che?

Da lì compresi che esistevano diversi tipi di colloquio e che ognuno di essi andava affrontato in maniera adeguata.

Vediamo allora quali sono le 4 tipologie di colloquio che possiamo trovarci ad affrontare.

4 tipi di colloquio guidaglinvestimenti.it
I 4 tipi di colloquio e come affrontarli – guidaglinvestimenti.it

#1: L’intervista individuale

Il colloquio individuale è tra i tipi di colloquio più comune: consiste in una chiacchierata con uno o più intervistatori, in genere della durata di circa un’ora.

Il colloquio può essere di diversi tipi a seconda degli ambiti, dell’esperienza e del tipo di lavoro.

Se siamo dei neolaureati in materie tecniche è facile che il colloquio comprenda una parte tecnica, ma anche motivazionale per capire le nostre attitudini. L’azienda sa che non abbiamo esperienza e siamo dei pezzi di creta da modellare: cerca di capire se trova in noi le attitudini che cerca per un determinato ruolo.

Se invece abbiamo alle spalle qualche anno di lavoro è facile che il colloquio riguardi più il problem solving, ovvero come ci comporteremmo davanti ad un determinato problema. Nei ruoli di middle management non è sempre fondamentale conoscere il dettaglio tecnico o operativo, bensì privilegiare la gestione delle priorità, del team e di approccio alle problematiche.

A seconda del tipo di azienda e di lavoro il colloquio può prevedere una o più sessioni: tipicamente più sono grandi le dimensioni dell’azienda, più è facile che ci sia un numero maggiore di colloqui da sostenere.

In questi casi si viene prima contattati da un HR che descrive genericamente l’inquadramento e la posizione e verifica la disponibilità del candidato e la sua motivazione. In caso di esito positivo si passa al colloquio tecnico con quello che sarà il nostro diretto responsabile, o una figura analoga.

Non è difficile poi che ci siano altri colloqui con livelli manageriali più alti. L’iter varia da azienda ad azienda: ci sono aziende che chiariscono subito il numero e i tipi di colloquio, e addirittura prevedono le varie sessioni con i diversi intervistatori tutte nello stesso giorno. Ce ne sono altre che sono meno chiare e in cui l’iter di selezione può durare anche mesi.

In ultimo c’è la modalità: dalla pandemia si è ampiamente sdoganato il colloquio on line, mentre fino a qualche anno fa si privilegiavano i tipi di colloquio in presenza.
C’è un motivo valido: come abbiamo detto in questo articolo sui bias dei recruiter, solo il 7% della comunicazione è verbale. Il resto si divide tra comunicazione paraverbale (tono della voce, volume) e soprattutto non verbale (postura, mimica facciale, linguaggio del corpo).

Inevitabilmente avere uno schermo a fare da filtro non giova a nessuna delle due parti.

Come affrontare un colloquio di lavoro individuale

Prima di tutto studiare l’azienda in cui ci stiamo proponendo: le dimensioni, i suoi prodotti, la sua struttura. Facciamo una ricerca su internet su siti come Glassdoor per vedere le recensioni di chi lavora o ha lavorato nella suddetta compagnia.

Nell’ottica di un colloquio tecnico diamo una ripassata agli argomenti che riguardano la nostra azienda.
Ad esempio tipologie di investimenti e interesse se abbiamo un colloquio in banca, le regole termodinamiche base se abbiamo un colloquio in un’azienda che progetta motori.

Pensiamo a delle situazioni da utilizzare come esempio per rispondere a domande più generiche che potrebbero porci, come:

  • Raccontami una volta in cui sei riuscito a convincere delle persone/colleghi a seguire una tua idea
  • Parlami di quando hai commesso un errore e come hai rimediato
  • Fammi un esempio di situazione critica in cui hai dovuto prendere una decisione pur non avendo sufficienti elementi per giudicare

Sedonda tipologia: l’assessment di gruppo, tra i tipi di colloquio più ostici

L’assessment di gruppo è tra i tipi di colloquio più tipico delle grandi aziende e consiste in diverse prove e interviste che tipicamente durano un’intera giornata.

L’assessment si svolge in gruppo, quindi con più candidati, e alla presenza di diversi intervistatori sia delle risorse umane che degli ambiti di interesse del colloquio.

Si inizia con un giro di tavolo in cui si chiede una breve presentazione di ogni candidato: è lì che daremo la prima impressione, e in cui dovremo presentarci in maniera breve ma efficace.

La parte successiva è un test di gruppo in cui viene proposto un quesito che i candidati devono risolvere collaborando.

Vi faccio un un esempio che mi è capitato realmente in un assessment:

” Un ricco tycoon passato a miglior vita ha riportato nel testamento che i suoi beni vengano divisi tra i 4 figli in funzione di chi più ne abbia necessità, e che non ci sia una differenza maggiore del 10% tra una somma e l’altra. Il primo figlio ha sempre lavorato duramente per portare avanti l’azienda di famiglia ed è molto ricco, il secondo si è messo in proprio non facendo fortuna, la terza ha sposato un uomo ricco ma reclama la sua parte, e il quarto è la pecora nera della famiglia che sperpera il denaro in imprese fallimentari e non ha ma lavorato.
In base alle disposizioni del testamento, come ripartireste il patrimonio?”

A questo caso studio non c’è una risposta giusta, e lo scopo non è la soluzione in se, ma vedere come si comportano i candidati. Quali collaborano, quali si comportano da leader, quali sono più analitici o più intuitivi. Che livello di attenzione o partecipazione mostrano.

In pratica è come se fossimo in un acquario, con i reclutatori che ci osservano dall’esterno.

Dopo l’assessment di gruppo può essere previsto un colloquio individuale con le caratteristiche di cui abbiamo parlato precedentemente.

COME AFFRONTARE UN assessment di gruppo

Come è facile dedurre questo tipo di colloqui prevede delle difficoltà in più rispetto al precedente: sicuramente dobbiamo cercare di interagire durante il gioco di ruolo, mostrandoci collaborativi ma non tradendo la nostra indole.

Se abbiamo l’attitudine di comandare, prendiamo le redini (sempre nei limiti della collaborazione!): a molti recruiter potrà non piacere perché prediligono i team players, ma non è detto che ci sia qualche recruiter in cerca di un “cane sciolto” che non abbia paura di agire in autonomia!

Essendo poi questi tipi di colloqui tipicamente di persona, facciamo molta attenzione alla comunicazione non verbale e alla sicurezza che mostriamo. Un aiuto ce lo possono dare degli esercizi sulla postura che aiutano scientificamente ad aumentare l’autostima e gestire l’ansia.

terza tipologia di colloquio: il caso studio

Il caso studio è forse tra i tipi di colloquio il più ostico. E’ un tipo di esercizio richiesto soprattutto dalle agenzie di consulenza di alto livello (McKinsey o Boston Consulting Group, per citarne due celebri).

I casi studio consistono in delle situazioni complesse poste al candidati che devono essere risolte in un breve tempo. In genere le prove sono sia scritte che orali: vengono lasciate alcune decine di minuti per analizzare il caso, elaborare una strategia e prospettarlo al recruiter che avrà il compito di simulare un cliente e metterci in difficoltà.

Un esempio?

Siete un consulente ingaggiato da un’azienda che produce caffè che (a sua detta) nonostante abbia già fatto di tutto per abbreviare i sui tempi di sviluppo, non riesce mai ad arrivare prima sul mercato. Voi dovete aiutare a trovare una soluzione con le informazioni (mai troppo complete e oggettive) a disposizione.

Il recruiter potrà poi fare il ruolo del patron dell’azienda che tira acqua al suo mulino: sta a noi cercare le ragioni e prospettive innovative da porgli.

Come affrontare un colloquio con caso studio

Diciamolo chiaramente: la componente emotiva in questi tipi di colloquio è fondamentale. Serve una forte fiducia in se stessi e capacità di mantenere calma e freddezza.

Soprattutto questo tipo di colloquio necessita di una forte preparazione: su internet ci sono decine di siti, tra cui quelli delle agenzie di consulenza stesse, che riportano esempi di casi studio con cui prepararsi.

Sono tipi di colloquio sicuramente provanti sul lato mentale, e stressanti.

Sappiate già da principio che un’azienda che assume con tipi di colloquio del genere sarà una ottima palestra molto impegnativa.

quarto tipo, il colloquio innovativo: lo smart hiring

L’ultimo dei tipi di colloquio che possiamo trovarci ad affrontare non lo troverete molto facilmente, ma per fortuna si sta lentamente insinuando soprattutto nelle aziende innovative del nostro Bel Paese.

Si tratta del cosiddetto “smart hiring“, introdotto da qualche anno negli Stati Uniti e che si stanno via via espandendo anche in Italia.

E’ un tipo di colloquio smart che consiste nel proporre agli aspiranti assunti dei casi studio da risolvere anche comodamente a casa, non necessariamente in una giornata fisica di multi-assessment e senza un tempo prestabilito.

Come accade negli assessment, non ci sono risposte esatte o sbagliate e il suo fine è delineare un profilo del candidato. Quali sono le sue predisposizioni, che caratteristiche ha, come ha affrontato una determinata problematica.

La vera rivoluzione dello smart hiring riguarda però la valutazione di questi risultati: vengono valutati al buio. Senza sapere il genere, l’età, l’anzianità lavorativa, le precedenti esperienze. La prima valutazione si fa al buio proprio per non farsi influenzare da fattori esterni come un curriculum fallace.

Questo è il processo dello smart hiring nel dettaglio, come riporta questo articolo di Applied:

come farsi assumere il CV chuck guidaglinvestimenti. it
  • Si dà ai candidati il caso studio e si chiede di compilarlo
  • Si raccolgono e le risposte di tutti i candidati rendendole aonime: “candidato giallo, candidato rosso e candidato verde” e mixandole per non leggerle nello stesso ordine
  • Si fa un’analisi delle risposte al buio, ossia senza conoscere nulla del candidato: dal sesso, all’età, all’esperienza.
  • Non si analizza un candidato per volta, ma una risposta per volta, confrontando le risposte dei 3 candidati insieme
  • Si dà un giudizio per ogni risposta
  • Si fa la somma raggiunta da ogni candidato
  • Si ha così un giudizio oggettivo su quale sia il migliore,
  • Solo a questo punto si valuta il CV

In questa maniera si risolvono due grossi problemi comuni a tutti i tipi di colloquio analizzati:

  • i bias dei recruiter: per quanto un persona sia oggettiva, esistono decine di bias (come si legge nell’articolo) da cui è davvero difficile scappare. Questo processo di smart hiring ne elimina un bel po’
  • i bias dell’intelligenza artificiale: la preselezione dei CV avviene sempre più tramite algoritmi di intelligenza artificiale, che essendo però programmati da uomini imparano gli stessi pregiudizi degli umani. E’ successo anche in Amazon, i dettagli nel link all’articolo

COME AFFRONTARE UN COLLOQUIO con smart hiring

Un atteggiamento utile è senz’altro essere se stessi. Per quanto si possa cercare di barare, lo scopo di questi colloqui e delle aziende (smart) che ne fanno uso è di identificare rapidamente la persona giusta.
Fine.
Se, ottenuto il lavoro “con l’inganno”, non vi dimostraste adatti non è nel loro interesse tenervi dopo il periodo di prova, o proporvi un ruolo differente.

Per cui è utile prepararsi leggendo e analizzando i casi studio, ma risolvendoli seguendo il vostro modo di essere.

Se questo tipo di colloqui vi sembra il più adatto a voi vi do un suggerimento: cercate queste aziende di recruting e contattatele proponendo il vostro CV o facendovi conoscere.

E’ senz’altro un modo per aver accesso alle aziende che assumono in questa maniera, che privilegiano il potenziale reale delle persone, hanno ben chiaro chi cercano e dove vogliono andare insieme a quella persona.

Riconoscono che un colloquio “standard” potrebbe portare ad errori di assunzione che sarebbero una perdita di tempo (e soldi) tanto per l’azienda quanto per il candidato: se il recruiter sa di cosa ha bisogno, il candidato ne è ignaro e cerca giustamente solo come farsi assumere.

in conclusione

Abbiamo analizzato quattro tipi di colloquio e come prepararsi ad essi:

  • il colloquio individuale
  • l’assessment di gruppo
  • il colloquio con case study
  • il colloquio tramite smart hiring

Per tutti i tipi di colloquio la preparazione è essenziale, ma quelli che prevedono un case study richiedono una preparazione molto superiore rispetto a quella derivante dai nostri studi universitari o dall’esperienza lavorativa.

La sicurezza e attenzione al linguaggio non verbale sono molto importanti: cercate di lavorarci evidenziando le vostre doti naturali.

E ricordate che un colloquio andato male non è un fallimento: semplicemente non era l’azienda per voi!

Se hai trovato utile l’articolo condividilo con un neolaureato!


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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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