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La finanza comportamentale come un beauty contest

Con il Beauty Contest Keynes prova a spiegare un concetto rivoluzionario per il suo tempo.

John Maynard Keynes è stato un economista britannico del XX secolo padre della macroeconomia nonchè uno dei più importanti investitori del suo tempo. Basava i suoi investimenti sui dati e sullo studio dei fondamentali macroeconomici, tuttavia i suoi risultati iniziali non furono da star.

A metà della sua carriera Keynes cambiò metodologia dando una svolta alla strategia dei suoi investimenti. Questo nuovo approccio venne poi spiegato tramite l’esempio del beauty contest (la gara di bellezza).

Beauty Contest e i risultati di Keynes
Perfomance Keynes

Esempio attualissimo e che venne poi reinterpretato nel 2015 da Richard Thaler, economista statunitense noto per i suoi studi e il suo contributo all’economia comportamentale.

Ma cos’è il beauty contest di Keynes?

Il beauty contest di Keynes

Keynes all’interno del suo lavoro “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta” del 1936, cerca di spiegare le fluttuazioni del mercato azionario.

A tal proposito, Keynes propone un’analogia tra gli investitori del mercato azionario e un concorso di bellezza lanciato da un giornale londinese. Ai partecipanti del beauty contest era chiesto di scegliere tra 100 fotografie di donne solo 6 volti. Chiunque fosse stato in grado di scegliere tra queste 6 la più popolare sarebbe stato inserito in una lotteria che avrebbe dato diritto a un premio.

L’obiettivo quindi era quello di scegliere NON la più bella ma quella che tutti i partecipanti ritenessero essere la più bella.

La strategia più semplice che un partecipante avrebbe potuto utilizzare è quella di scegliere i 6 volti a suo parere più belli.

Un partecipante più avanzato, che desidera aumentare le possibilità di vincere un premio, non si fermerebbe ai suoi gusti personali. Cercherebbe di intuire, invece, quale sia l’idea generale di bellezza: cercherebbe di capire, cioè, quali possano essere i volti che l’opinione media ritiene più belli.

Così si potrebbe passare a un livello successivo in cui si cerca di capire come l’opinione media formula le proprie aspettative sull’opinione media. E così via…

“Non si tratta di scegliere quei volti che, a giudizio di una persona, sono davvero i più belli, nemmeno quelli che l’opinione media ritiene sinceramente i più belli.

Abbiamo raggiunto il terzo grado in cui usiamo la nostra intelligenza per anticipare ciò che l’opinione media si aspetta che sia l’opinione media.

ci sono alcuni, credo, che praticano il quarto, il quinto e il grado superiore. ”

Keynes, Teoria generale dell’occupazione e del denaro, 1936

Allo stesso modo, gli investitori devono unire all’analisi dei dati un’analisi comportamentale: nel scegliere un’azione o un asset che si voglia oltre alle proprie valutazioni vanno tenute in considerazioni anche le aspettative degli altri investitori.

La versione di beauty contest di Thaler

Nel 2015 il premio nobel Thaler ripropose questa analogia con un esempio diverso. Questa volta il contest era legato alla scelta di un numero.

Fu indetto un concorso a premi sul Financial Times. I partecipanti scegliendo un numero da 1 a 100 avrebbero dovuto indovinare quale fosse il numero pari ai 2/3 del numero medio scelto da tutti i partecipanti.

Ad esempio, ipotizzando che avessero partecipato solo 4 persone A, B, C e D di cui:

  • A con 30
  • B con 65
  • C con 40
  • D con 45

In questo caso la media dei numeri scelti dai partecipanti sarebbe stata 45, 45 x 2/3 = 30.
“A” sarebbe stato l’unico vincitore.

Capito il meccanismo del gioco, andiamo a vedere il risultato dei 583 partecipanti di questo concorso a premi.

La sfida di Richard Thaler
La sfida di Richard Thaler

Si può subito notare come un discreto numero di persone abbia scelto il numero 100.

Questa scelta non ha alcun senso dal momento che se tutti avessero scelto 100 il numero vincitore sarebbe stato: 2 x 100/3 = 67.

Abbiamo quindi individuato un gruppo di persone che potremmo definire sabotatori.

Un primo gruppo di partecipanti ha ipotizzato che la scelta media fatta da tutti i partecipanti potesse essere 50, dal momento che il contest era legato a una scelta casuale di numeri da 1 a 100. Per questo motivo questo primo gruppo ha scelto come numero vincente il 33 (2/3 di 100).

Un secondo gruppo più avanzato ha ipotizzato che ci fossero molti partecipanti appartenenti al primo gruppo. Questi partecipanti hanno quindi scelto il numero 22, i 2/3 di 33….

Questo ragionamento può essere iterato fino allo 0.

Se tutti avessero seguito un ragionamento logico avremmo dovuto avere un plebiscito di zero.

Per k = 6, 7, . . .avremmo che con k → ∞ la soluzione finale è 0.

Il risultato ottenuto dal test di Thaler fu in realtà che:

  • Il 25% scelse 0 o 1 comportandosi in maniera razionale
  • Facendo la media di tutti i numeri che furono scelti, tuttavia, si ottenne 17.3. Quindi il numero vincente risultò essere 12 (17.3 x 2/3)

Tutto ciò conferma quanto anticipato dal beauty contest di Keynes: non sempre la scelta più logica e razionale risulta essere quella vincente.

Cosa impariamo da questo esperimento

Quello che entrambi gli esperimenti, di Keynes e Thaler, ci insegnano e che esistono 2 macrogruppi di persone: gli intuitivi e i logici.

All’interno di questo paper, inoltre viene fatta un’analisi molto approfondita del beauty contest versione Thaler.

Noi non sappiamo a priori quante persone sono logiche e quante intuitive. Potremmo fare, secondo il paper, una prima approssimazione e ipotizzare che questi due gruppi sono divisi a metà:

  • Gli intuitivi che hanno scelto il numero 33, ipotizzando che la maggioranza delle persone avesse scelto 50 (50 x 2/3 = 33 circa)
  • I logici che hanno scelto il numero 0

La media tra 33 e 0 fa circa 17, e i 2/3 di 17 fanno circa 11. Valore che è molto vicino al numero vincente del contest: 12.

Lo stesso paper giunge a questa conclusione.

Abbiamo ipotizzato che ci siano esattamente un pari numero di persone logiche e intuitive giungendo così alla conclusione che il numero vincente potesse essere 11. Dal momento che, nella realtà, il numero vincente è stato 12 ciò implica che, in generale, ci sono persone leggermente più intuitive che logiche: le persone tendono a prendere decisioni più frequentemente intuitive che logiche.

Tutto ciò va a confermare le ipotesi fatte da Keynes e Thaler.

In conclusione

Per avere successo negli investimenti non basta sapere fare bene i conti. Non basta, cioè, studiare i bilanci delle aziende per scoprire quale possa essere sottovalutata dal mercato e quale no.

Sia Keynes e Thaler ci hanno dimostrato quanto sia importante capire cosa pensano le altre persone, provare ad alzarsi di livello e cercare di capire cosa possa guidare le scelte degli investitori.

Il test di Thaler, in particolare, dimostra come nel campione da lui osservato c’è una maggioranza di persone che prendono decisioni basate sull’intuito piuttosto che sulla logica.

Questo si concilia con gli studi fatti sulla finanza comportamentale e spiega il perchè ci sono storture nelle valutazioni di alcuni asset che puntualmente si concludono con bolle speculative.

Quindi, per ottimizzare i propri investimenti il risparmiatore dovrebbe aggiungere all’analisi dettagliata delle aziende anche un’analisi comportamentale degli altri risparmiatori che sono in gioco in quel momento storico.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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