Tempo di lettura: 8 minuti
0
(0)

L’Intervista Anna Premoli: una scrittrice rosa in un blog di finanza? Molto di più!

Le cose belle accadono, e spesso basta solo provarci: ed è così che ho avuto il piacere di intervistare Anna Premoli, una delle autrici rosa più in voga nel panorama italiano.

Se stai pensando: cosa c’entrano i romanzi rosa in un blog di finanza e crescita personale come guidaglinvestimenti? 

Beh preparati, perchè c’è un mondo da scoprire su Anna in questa intervista!

Inizio raccontandovi in breve come tutto è cominciato.

Intervista Anna Premoli

Da dove nasce l’intervista ad Anna Premoli

Come Giovanna e Francesco sanno, durante le vacanze di Natale sono entrata in fissa con dei romanzi rosa (anzi, commedie rosa). Forse perchè ero abbastanza stressata, o perchè quando si torna nelle case d’infanzia il nostro status quo si modifica. Fatto sta che inzio a leggere per caso uno dei libri di Anna Premoli che mia madre, lettrice indefessa, lascia in giro per casa un po’ dappertutto. 

Il titolo lo sentivo molto mio: “Non sono una signora”. Esatto!

Leggo la trama ed è ambientato nella mia adorata New York: PER-FET-TO. 

Inizio a leggere la prima pagina, che descrive chiaramente il profilo di una mia amica (si, tu che stai leggendo, sai chi sei!). 

Da lì è stata una escalation totale: ho finito il libro in due notti, ed altri cinque romanzi nei giorni di vacanza che restavano. Venivo inesorabilmente attratta dalla scrittura semplice e coinvolgente, ironica e intelligente, e dalla descrizione dei protagonisti così ben sviluppata…che ti sembrava di conoscerli. 

Signore e Signori: avevo scoperto la scrittrice Anna Premoli. Che, da quel momento, ho deciso avrei dovuto intervistare!

L’intervista ad Anna Premoli: una donna dalle idee ben chiare

Anna è una economista di professione, e da una decina d’anni anche scrittice di commedie romantiche dai profumi internazionali. Due ruoli all’apparenza così lontani, e a me così congeniali, che non potevano non attrarmi!

Incontro Anna via Zoom in un pomeriggio di metà Marzo, nel dopo/lavoro di entrambe.

Ti racconto la scena così da farti sentire lì con noi: da un lato dello schermo una donna dal volto rassicurante e sorridente, molto alla mano e piacevole quanto risoluta e precisa, e dall’altro un’intervistatrice improvvisata e dalle frasi un po’ sconnesse, felice come una groupie quando ha schiacciato il cinque a Mattew Bellamy nel bel mezzo di un concerto (“Ho toccato un Muuuuuuuse” cit.).

Autoironia a parte, è stata una conversazione davvero bella, rilassata e per me arricchente. Buona lettura!

Marta: Anna, è un piacere video-incontrarti e conoscerti. Iniziamo dalle domanda di rito: come stai?

Anna: Beh il momento non è dei migliori (a causa delle vicende in Ucraina e dei risvolti socio-politico-economici). Da economista temo che le ripercussioni di questa situazione nell’economia reale le porteremo avanti a lungo, al di là di quelli che possono essere i rimbalzi dei mercati.

M: Una donna con una carriera di successo, una famiglia: perchè hai iniziato a scrivere?

A: Ho iniziato a scrivere in gravidanza per divertimento: è una passione che ho sempre avuto, insieme alla lettura, che mi aiuta a sconfiggere lo stress quotidiano. Tendenzialmente sono molto immersiva, mi piace informarmi su ciò che mi accade intorno e, in momenti complicati come quello che stiamo vivendo, scrivere aiuta ad isolarmi e a concentrarmi su altro. Per lavoro sono abituata a gestire alti livelli di pressione, mi piace l’adrenalina. Ma quando lo stress supera una certa soglia, devi trovare il modo di riequilibrarti, e la scrittura lo fa. Non credevo si sarebbe trasformata in quello che poi è diventata. 

M: Intendi dire che diventare anche una scrittrice (oltre che di successo) non era un tuo sogno, qualcosa di pianificato?

A: Assolutamente no, la scrittura non era finalizzata ne’ allo scrivere un romanzo, ne’ a farlo leggere a qualcuno! E’ venuta un po’ per caso, il primo romanzo si è un po’ scritto da se’. Da lettrice, mi capitava di leggere romanzi che avrei voluto veder evolvere diversamente. Hai presente quando ti dici “questo personaggio avrebbe potuto fare questo”, oppure “ma la trama avrebbe potuto avere un altro svolgimento a questo punto”. Allorchè, ho iniziato a scrivere una storia per il gusto di farla evolvere come mi sarebbe piaciuto. Senza l’intenzione di pubblicarla o altro.

M: Invece tuo marito, dopo aver letto e apprezzato i libri, da buon informatico ha pensato di auto pubblicarli online.

A: Esatto. Parliamo ormai dell’estate del 2012 quando l’editoria online e gli ebook erano ancora agli inizi, non c’era molto sul mercato italiano. Non parlai della pubblicazione nemmeno ad amici e parenti, tanto la vedevo una cosa così distante dalla mia “normalità”. Invece il libro iniziò a piacere e a vendere, senza alcun tipo di promozione, e nel giro di un’estate venni contattata da Newton Compton e da lì abbiamo iniziato una collaborazione che dura tutt’ora.

M: E Newton Compton ci aveva visto giusto: il tuo primo romanzo, Ti prego lasciati odiare, vince il premio Bancarella. Dev’essere stata una bella soddisfazione catapultarsi in poco tempo anche nel ruolo di scrittrice da centinaia di migliaia di copie. Come hai reagito?

A: E’ stato un bel cambiamento perchè sono un’economista di formazione, sono sempre stata piuttosto matematica, non ho alle spalle corsi o percorsi editoriali. Il mio modo di scrivere e i temi sono frutto di quello che leggo e di cui mi informo, e all’inizio non ero consapevole dell’entità del lavoro di editing che potesse esserci. Quando invece hai un editor che ti sta dietro impari tantissime cose, sviluppi una capacità di lettura del tuo testo (e di quelli altrui) notevole. Imparare questi aspetti è stato molto affascinante.

M: Ma tu come ti vedi? Più come una economista o una scrittrice? O li vedi come due ruoli completamente separati?

A: Mi sento principalmente una economista, una persona dal carattere serio e risoluto, ma con una buona dose autoironica. La scrittura è una cosa diversa: le sento come due cose divise, è un rapporto per alcuni versi difficile. Potrebbe sembrare strano, ma all’inizio non è stato facile accettare di scrivere commedie rosa. Solo col tempo ho imparato a cogliere il valore aggiunto di questa diversità, e scoprire questo aspetto differente di me è stato un arricchimento. 

M: Il punto forte dei tuoi romanzi, oltre al piglio molto estroso della trama, sono i personaggi. In questo ti invidio tantissimo: da ingegnere, per quanto mi piacciano molto le persone che frequento, molte sono della mia stessa “pasta”, ovvero ingegneri, che ragionano come me e sono appassionate degli stessi temi. I personaggi dei tuoi romanzi invece spaziano da avvocati a scrittrici di romanzi erotici fino a studenti e giornalisti. Da dove prendi l’ispirazione? Dalle persone che frequenti, o sono completamente inventati?

A: I personaggi sono tutti frutto di fantasia, ma i loro caratteri prendono spunto da alcuni incontri della vita reale. Incontrare molte persone nella mia vita sicuramente aiuta l’ispirazione, ma non traslo alcuna persona in un romanzo. In questo un vantaggio del mio lavoro, che risulta poi utile nella scrittura, è l’aspetto introspettivo: la capacità di leggere le persone e scavare fino in fondo nel loro carattere, cosa che poi faccio anche con i personaggi dei miei romanzi. Mi piace che i personaggi vengano percepiti come persone vere, come potrebbe essere un tuo amico.

M: Da scrittrice di romanzi rosa questa domanda potrebbe essere banale, ma qual è il genere di letture che prediligi?

A: In realtà leggo di tutto, poi come accade ci sono molte fasi nella vita in cui ci si appassiona a generi diversi. Paradossalmente il genere rosa non lo amo particolarmente, se non quello molto intelligente e ironico di scuola inglese con il sarcasmo molto british, alla Bridget Jones per capirci. Questo tipo di romanzo mi piace molto, così come mi appassionano anche i gialli. Al di là del colore, giallo o rosa che sia, l’importante è che faccia divertire le persone, che ci sia un’ironia e una viva intelligenza nella scrittura. In questo periodo invece sto apprezzando Cristina Cassar Scalia e Antonio Manzini.

M: Scriveresti un romanzo giallo?

A: Beh, mai dire mai, ma il giallo è un genere che richiede una pianificazione meticolosa della trama. I personaggi nei miei romanzi invece evolvono durante la scrittura: c’è molto studio sul loro carattere, ma quando comincio non so dove mi porterà la storia. Scoprire io stessa cosa accadrà ai miei personaggi è una delle motivazioni che mi spinge a scrivere!

M: Da donna che lavora in ambito economico non posso non farti questa domanda: come percepisci il rapporto tra le donne e gli investimenti?

A: In Italia ancora poche donne si occupano delle proprie finanze personali e di investimenti. Me ne rendo conto anche in ambito lavorativo: il mio ambiente è a retaggio prettamente maschile. 

M: Secondo te da cosa dipende?

A: E’ soprattutto una questione di interesse: deve esserci un interesse vivo e reale per dedicarsi alla cura delle proprie finanze, soprattutto quando non si hanno molte conoscenze in merito. Molto dipende anche dall’ambiente in cui cresciamo: io sono figlia di un economista, per me sentir parlare di temi economici era all’ordine del giorno e non è stato inusuale decidere di sviluppare la mia carriera in quest’ambito. Mi rendo conto, però, che quando non ci sono questi stimoli è più difficile perchè spesso non si sa da dove iniziare. E torniamo al punto iniziale: solo se c’è un forte interesse si inizia davvero ad occuparsi di questi temi. Molte donne lo vedono come un tema poco divertente o interessante, e arrivano ad occuparsene solo per necessità come in caso di eredità o divorzio. 

M: E’ proprio in questi casi che si arriva a percepire per forza di cose l’importanza di essere autonomi nella gestione delle proprie finanze. 

A: Si, e aggiungiamo che c’è anche un forte fattore culturale. Le donne che studiano materie economiche sono molto meno rispetto agli uomini: di queste, dopo la laurea alcune scelgono di non portare avanti la carriera per privilegiare la famiglia, e il numero si riduce ancor di più. Il che al giorno d’oggi è un rischio enorme. Non smetterò mai di dirlo: la miglior assicurazione di un matrimonio è l’indipendenza finanziaria di entrambi i coniugi. Perché le cose possono andare male, e in quel caso bisogna preservarsi ed essere in grado di andare avanti autonomamente.

M:  Come credi che si possa aumentare l’interesse e la competenza verso le materie finanziarie?

A: Il punto è che è un processo lungo. Nel private banking ad esempio, quando si segue un cliente con costanza, se questo si dimostra interessato è un processo che riesci a fare. Ma richiede tempo e preparazione. Sento parlare ultimamente dell’introduzione dell’educazione finanziaria nelle scuole: bene, ma purchè ci sia una preparazione adeguata degli insegnanti su queste materie. 

M: In questo l’Italia è un triste fanalino di coda: in Europa siamo uno dei popoli più ignoranti in materia finanziaria, molto legati a retaggi del passato con convinzioni oserei dire arcaiche che si trasmettono dai genitori ai figli. La situazione peggiora se si valuta la presenza di donne in posizioni di rilievo nelle aziende: in questo senso alcuni passi avanti sono stati fatti includendo una rappresentanza minima femminile nei CDA delle aziende (ne avevamo parlato in questo articolo sulla parità di genere). Come vedi la presenza delle quote rosa nei CDA?

A: Le quote rosa sono un passo secondo me necessario: se per alcuni versi è triste vedere la presenza femminile per imposizione, è anche vero che senza questo obbligo le donne verrebbero tagliate fuori. Per cui, in questo che speriamo sia un momento di transizione, ben vengano le quote rrosa, fin quando avere donne nelle alte cariche diventerà la normalità.  

M: Anna, è stato un piacere fare questa chiacchierata. Termino con una domanda che prendo volentieri in prestito da Daria Bignardi: qual è il libro che ti ha “rovinato la vita”? (Ovvero che ti ha in qualche maniera segnato e influenzato)

A: Credo proprio sia La Coscienza di Zeno, il suo indistinguibile sarcasmo mi ha segnato. 

M: Grazie mille! A quando le prossime uscite di Anna Premoli nel 2022?

A: Siamo in fase di revisione proprio in questi giorni. A breve ne sentirai parlare!

Qualche mese dopo questa intervista ho avuto il piacere di incontrare Anan dal vivo al Salone del Libro di Torino, e non ha fatto che confermarmi l’impresisone iniziale che ho avuto: una donna poiledrica in grado di gestire anche le folle di lettrici con semplicità e tranquillità, e con un approccio molto sincero.

Lo stesso che ritrovo leggendo i suoi romanzi.

Se ti è venuta voglia di leggere i romanzi di Anna ecco quelli che mi sono piaciuti di più, ma come chicca ti segnaliamo anche il nostro primo libro se vuoi avvicinarti passo passo alla finanza personale:

Mentre puoi seguire Anna e le sue news dal suo profilo Instagram a questo link!

Voglia di ispirazione per qualche lbro di crescita personale? Dai uno sguardo a questo articolo:

Quanto ti è piaciuto il post?

Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

Lascia un commento