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Investire in obbligazioni per ridurre i rischi

Investire in obbligazioni è utile per ridurre la volatilità del proprio portafoglio.

Avere un portafoglio puramente azionario permette di avere, infatti, maggiori rendimenti rispetto a uno obbligazionario. Maggiori rendimenti che vanno a braccetto con l’alta volatilità.

Questo significa sopportare maggiori perdite e considerare un periodi di investimento maggiore.

Maggiore è l’esposizione in obbligazioni, quindi, minore è la volatilità del proprio portafoglio.

Un investitore giovane che ha la possibilità di investire/bloccare una certa cifra avrà tutta l’intenzione di avere una forte esposizione verso il mercato azionario.

Viceversa, un investitore più in là con gli anni non può permettersi lunghi periodi di investimento o grosse perdite. Ecco quindi che a seconda delle sue necessità dovrà preferire un portafoglio con un’esposizione maggiore in obbligazioni.

Rendimento Investimenti in Obbligazioni

Come detto, maggiore è l’esposizione in obbligazioni minore sarà la volatilità del proprio portafoglio, così come minori saranno i rendimenti.

Per avere un’idea proviamo ad immaginare diversi portafogli messi a confronto. Portafogli legati alle azioni e bond USA.

Immaginiamo quindi di confrontare portafogli con esposizioni al 100% in obbligazioni, 90% obbligazioni e 10% azioni, 80% obbligazioni e 20% azioni e così via…

Proviamo a vedere dal 1987 al 2020 quanto avrebbero reso 10 mila euro investiti in questi diversi modi.

Rendimento investimento in obbligazioni
Rendimento investimento in obbligazioni

Un portafoglio caratterizzato da un’esposizione al 100% obbligazionaria avrebbe permesso di avere dal 1987 al 2020 un portafoglio del valore di 70475 euro. Da 10 mila euro a 70 mila euro.

Allo stesso modo, un portafoglio caratterizzato da un’esposizione al 100% azionaria avrebbe permesso di avere un portafoglio del valore di 310 mila euro.

L’investimento puramente azionario avrebbe permesso di avere un portafoglio con un valore pari a 4.4 volte quello puramente obbligazionario.

Non esistono solo gli estremi. L’investitore può decidere a proprio piacimento l’esposizione che meglio rispecchia le proprie caratteristiche o esigenze. Ad esempio si potrebbe optare per un portafoglio caratterizzato dal 50% di azioni e 50% di obbligazioni.

Un portafoglio con pari esposizione avrebbe reso circa 167 mila euro.

Tutto ciò si spiega con i diversi rendimenti che le varie esposizioni permettono di avere.

Il 100% azionario ha permesso di avere fino al 35% di rendimento in un anno. Di contro, nell’anno peggiore la stessa esposizione ha reso il -40% circa.

Con un puro obbligazionario, invece, il peggiore anno ha registrato una perdita minore del 5%. Lo stesso portafoglio ha reso, d’altra parte, al massimo circa il 20% in un anno.

Investire in obbligazioni: anno migliore vs anno peggiore
Anno migliore vs Anno peggiore

Non dimenticare la volatilità

Maggiori rendimenti = Maggiore volatilità

Un investimento in obbligazioni dal 1987 al 2020 ha permesso di contenere la volatilità al 4% circa. Un investimento azionario ha visto, invece, aumentare la volatilità fino al 15% circa.

rendimento vs volatilità
Rendimento vs Volatilità

Tra le varie cose che implica la volatilità quello che più impatta l’investitore è la perdita massima che ha dovuto sopportare.

Rendimento vs Perdita Massima
Rendimento vs Perdita Massima

Investire in bond al 100% ha permesso nel corso degli ultimi 33 anni di ridurre le perdite massime al 6% circa del valore totale del portafoglio.

Al contrario, un investimento azionario al 100% ha portato perdite che hanno anche dimezzato momentaneamente il valore del proprio portafoglio.

Nonostante un investitore orientato ad investimenti azionari abbia dovuto sopportare il dimezzamento del valore del proprio portafoglio sul lungo termine questa scelta ha pagato.

Come detto, non esistono solo gli estremi.

Un portafoglio caratterizzato dal 50% in investimenti obbligazionari ha visto perdite massime del 25% circa.

Qual è la durata minima dell’investimeno in bond

Oltre alla volatilità o alla massima perdita che un investitore deve sopportare, la scelta dell’esposizione ottimale dipende anche dal tempo a disposizione per l’investimento.

Investire in obbligazioni piuttosto che in azioni permette di considerare un arco temporale minore di impiego del proprio capitale.

La minore volatilità permette di avere rendimenti bassi ma stabili nel tempo.

Nel peggiore anno, infatti, un investimento della durata di 1 anno ha reso circa il -3%.

Dal 1987 al 2020 con un portafoglio al 100% obbligazionario detenuto per almeno 3 anni non ha mai restituito un rendimento negativo. Nel peggiore dei casi si ha avuto un ritorno medio annuo del 1%.

Con un portafoglio al 100% azionario le cose sono un po’ diverse. Analizzando il caso peggiore ci sono voluti circa 15 anni di investimento per avere un attivo del portafoglio.

investire in obbligazioni - caso peggiore
Caso Peggiore

Quindi:

  • Un portafoglio 100% obbligazionario nel caso peggiore ha restituito un rendimento positivo dopo 3 anni di investimento
  • Un portafoglio 100% azionario nel caso peggiore ha restituito un rendimento positivo dopo 15 anni di investimento
  • Se ci fossimo fermati a metà strada con un portafoglio al 50-50 il tempo necessario che avremmo dovuto aspettare per un ritorno positivo sarebbe stato di 5 anni nel peggiore degli scenari

Se andassimo ad analizzare gli scenari migliori, cioè se ipotizzassimo che fossimo stati in grado di investire nel punto più favorevole (alla fine di un crollo dei mercati) le cose sarebbero molto diverse.

investire in obbligazioni - caso migliore
Caso Migliore

Nei 5 anni il rendimento medio migliore di cui avremmo potuto godere con un investimento obbligazionario al 100% sarebbe stato del 6%. Rendimento medio annuo simile (6%) avrebbe restituito dopo 7, 10 e 15 anni.

Con un investimento al 100% azionario le cose sarebbero state molto diverse. I rendimenti medi annui che avremmo potuto ottenere sarebbero stati dell’ordine del 8-10%.

In conclusione

Investire in bond premette di ridurre le volatilità del proprio portafoglio.

Tuttavia questo ha un prezzo. Sul lungo termine le performance del proprio portafoglio saranno penalizzate.

investire in obbligazioni - caso media
Caso Media

Ciò significa che per una persona che può permettersi di avere un capitale investito per lungo tempo senza necessità di dover disinvestire, investire in un portafoglio con alta esposizione in obbligazioni avrebbe poco senso.

Viceversa, per una persona che non possa permettersi questo tipo di investimento a lungo termine avrebbe maggior senso optare per un’esposzione maggiore in obbligazioni.

Non va dimenticato, inoltre, l’aspetto emotivo. L’investitore azionario è caratterizzato da maggiore volatilità e possibili maggiori perdite.

Volendo considerare, infine, un indice che permetta di legare rendimento e volatilità negativa (indice di Sortino), possiamo vedere come il portafoglio ottimo per questi asset dal 1987 al 2020 sia stato quello con 90% di obbligazioni.

Indice di Sortino
Indice di Sortino

Queste non sono considerazioni generali ma danno un senso dell’utilità e di cosa ci si possa aspettare da un portafoglio diversificato tra azioni e obbligazioni.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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