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Investment Certificates cosa sono?

Gli investment certificates, nella loro forma più semplice, sono degli strumenti finanziari che permettono di replicare passivamente l’andamento di un sottostante come un indice.

Molto simile a quello che fa un ETF.

La definizione degli investiment certificates ben spiega la principale differenza con gli ETF.

Si tratta, infatti, di derivati cartolarizzati: strumenti finanziari che ricalcano l’andamento del sottostante di riferimento.

Acquistare dei certificates quindi non equivale a comprare azioni, obbligazioni o altro ma equivale ad acquistare uno strumento di debito emesso, generalmente, da una banca.

Questo è un punto fondamentale. Ciò significa che se la banca fallisce, anche se il sottostante sta andando benissimo, i nostri soldi sono quantomeno a rischio.

Negli ETF, invece, il rischio di insolvenza delle società che li gestiscono non esiste in quanto il patrimonio di queste (azioni, obbligazioni ecc) è depositato in una banca che li gestisce. La proprietà di questo patrimonio per legge è solamente dei possessori delle quote dell’ETF stesso.

come funzionano i CERTIFICATES

I certificates possono essere distinti in 4 grandi macrocategorie:

  1. Certificati a capitale protetto
  2. Certificati a capitale condizionatamente protetto
  3. Certificati a capitale non protetto
  4. Certificati a leva

Certificati a Capitale protetto

I certificati a capitale protetto permettono di investire in strumenti finanziari avendo la garanzia del rimborso capitale alla scadenza del contratto, sempre che l’emittente non fallisce.

A loro volta si differenziano in:

  • Equity protection, durata 3 – 5 anni
  • Digitali, durata 3 – 6 anni
  • Express protection, durata 3 – 5 anni
  • Butterfly, durata 2 – 5 anni
  • Double win, durata 3 – 5 anni

Certificati a Capitale condizionatamente protetto

Questo tipo di strumento permette di avere una garanzia parziale del capitale investito. Raggiunta la data di scadenza del certificato il rimborso avviene se non si raggiungono determinate condizioni o soglie, eventi barriera, prestabiliti dall’emittente.

Se, ad esempio, il valore del sottostante dovesse scendere al di sotto di una determinata soglia l’investitore può beneficiare di un rimborso parziale del capitale investito.

Questo tipo di strumento si suddivide a sua volta in:

  • Airbag, durata 2 – 5 anni
  • Bonus, durata 1 – 5 anni
  • Cash Collect, durata 3 – 5 anni
  • Express, durata 1.5 – 6 anni
  • Outperformance condizionatamente protetti, durata 1.5 – 6 anni
  • Twin Win, durata 3 – 5 anni

Certificati a Capitale non protetto

In questo caso non ci sono garanzie totali o parziali del capitale investito. Questo tipo di strumento replica fedelmente il sottostante di riferimento.

Tra questi abbiamo:

  • Benchmark, durata 3 – 5 anni
  • Discount, durata 1 – 2 anni
  • Outperformance, durata 1 – 2 anni

Certificati a Leva

Sono gli strumenti più rischiosi e di natura più speculativa. Nella sostanza replica con una leva il sottostante. Quindi i guadagni e le perdite vengono moltiplicati per il fattore di leva.

Questi, infine, si distinguono in:

  • Leva Fissa, durata 4 – 5 anni
  • Leva Dinamica, durata 1 – 10 anni

Caratteristiche degli investment certificates

I certificati di investimento quindi, nella loro forma più semplice potrebbero somigliare a degli ETF.

Hanno però delle fondamentali differenze:

I certificate sono soggetti a rischio di emittente

Questi però, oltre al fatto che sono strumenti derivati rilasciati dalle banche, hanno tante altre caratteristiche che li differenziano dai fondi passivi.

I certificati non pagano dividendi

Il prezzo di questi strumenti, infatti, è venduto a “sconto“. Questo significa che il loro prezzo è inferiore a quello del sottostante che replicano. In questo modo si ricompensa l’investitore del mancato introito.

I certificate hanno scadenza

Mediamente un certificate prevede una scadenza di 5 anni.

Gli investimenti pagano sul lungo termine, come abbiamo visto nell’articolo dedicato a un indice azionario globale come MSCI World.

Investment certificates hanno il problema della breve durata, non sftuttano così il potere dell'interesse composto
Investire 10 mila euro in anni diversi

Investire in uno strumento del genere vuol dire rinunciare ai vantaggi dell’interesse composto:

  • Avessimo investito 10 mila euro nel 1979 avremmo nel 2020 circa 650 mila euro
  • Avessimo investito 10 mila euro un anno dopo ci avrebbe fatto perdere quasi 50 mila euro

I certificate permettono di recuperare le minusvalenze

Questo tipo di strumento è fiscalmente più vantaggioso degli ETF. Le plusvalenze vengono tassate sempre del 26%.

I proventi dei certificate, sia le cedole che le plusvalenze legate a vendita dei prodotti, sono considerati reddito diverso.

Le plusvalenze legate agli ETF sono invece considerate reddito di capitale.

La principale differenza tra questi due tipi di reddito è che i primi permettono il recupero delle minusvalenze, i secondi no.

Quindi, come detto, i certificate risultano essere più efficienti degli ETF.

Dove comprare i Certificate?

Meglio comprare i certificate nel mercato secondario.

Si può investire in investment certificates sia attraverso il mercato primario (collocamento presso le banche) o secondario (SeDeX ad esempio).

Investire certificate nel mercato primario è spesso meno conveniente dato i costi che le banche o enti preposti caricano su di essi.

Conviene in genere riferirsi al mercato secondario per evitare ingenti commissioni.

Questo implica che occorre comprendere bene questo tipo di strumento con tutte le condizioni annesse.

I certificate sono poco liquidi

Bisogna stare attenti al rischio liquidità, come in molti altri strumenti.

Un mercato poco liquido implica una relativa difficoltà ad acquistare o vendere un tipo di strumento. Difficoltà sia nella velocità di operazione sia nel vendere al giusto prezzo.

Costi di gestione dei certificate

Gli ETF prevedono un costo annuale che può andare dallo 0.05% fino a uno 0.75% del capitale investito. Molto dipende dal tipo di ETF che si sceglie.

I certificate, invece, non prevedono commissioni di gestione.

In conclusione

Investire in investment certificates significa stipulare uno strumento di debito con una banca o simili.

Questo strumento ha durata relativamente bassa, ciò tozza con l’idea di investimento a lungo termine e tutto ciò che riguarda l’interesse composto.

Anche se fiscalmente più efficiente di un ETF tuttavia la sua complessità e il suo orizzonte temporale così breve limitano molto l’attrattiva di questo strumento.

Prima di investire in qualcosa di simile come sempre è bene capire gli investment certificates cosa sono, nello specifico: capire bene il sottostante e capire quali sono tutte le condizioni proposte.

Credo che il successo di questi strumenti sta nella condizione di capitale protetto.

Gli italiani non sono famosi per la loro propensione all’investimento. Due dei principali motivi sono legati a bias come loss aversion bias e la scarsa cultura finanziaria. Entrambi strettamente legati.

Sempre più si dovrebbero investire i propri soldi dopo una comprensione di quello che si fa, con cognizione di causa.

Non si dovrebbero investire i soldi con l’unico obiettivo/pensiero di non perdere nulla.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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