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Qual è il miglior broker ETF nel 2022

Alla domanda “qual è il miglior broker di ETF” da buoni ingegneri ci sentiamo di rispondere: dipende.

Si, potrebbe sembrare una risposta “paracu*a” ma è proprio così: dipende da diversi fattori come

  • capitale investito
  • i costi (gestione, transazione e trasferimento) e numero di operazioni che contiamo di effettuare
  • borse su cui operare
  • gestione della tassazione

Vediamo questi fattori uno per uno andando ad analizzare i vari broker che ci sono a disposizione. Prima di tutto facciamo chiarezza su un punto: cos’è un broker?

Ma cos’è un broker?

Un broker è un’impresa di investimento abilitata a erogare servizi di investimenti. Le banche possono senz’altro offrire servizi di intermediazione mobiliare, ma non sono le sole.

In Italia sono regolamentate con lo stesso fine le SIM, Società di Intermediazione mobiliare, che offrono le stesse possibilità di mediazione ma, al contrario delle banche, non sono abilitate a fornire finanziamenti.

Nel momento in cui scegliamo un broker è importante sapere se si tratti di una banca o di una SIM per alcuni motivi: il primo è la garanzia sul capitale depositato.

In questo articolo analizzeremo i migliori broker finanziari per il mercato italiano: di questi solo due sono SIM, Directa e BG Saxo (che trovate nell’immagie seguente col nome “BickBank”), mentre tutti gli altri sono banche o, nel caso di DEGIRO, sono state acquisite da tali.

Garanzie deposito titoli e Capitale

Partiamo con un concetto. La maggior parte dei broker non possiede i tuoi titoli, che siano azioni, ETF, ecc….

Broker come DEGIRO, infatti, detengono separatamente i tuoi investimenti: se mai dovesse fallire DEGIRO i creditori del broker non potranno rifarsi a questi per recuperare il loro capitale.

Nella fattispecie i tuoi investimenti sono posseduti da un’entità legale separata (SPV) il cui unico compito è amministrarli e salvaguardarli. Per legge la SPV non può svolgere alcuna attività commerciale.

Questo però non è valido per la liquidità depositata sul broker. Anche se, spero, che nessuno lasci liquidità sul broker ma che piuttosto investa tutto, è bene fare delle precisazioni.

Per semplicità i pricipali broker possono essere suddivisi in banche e SIM: al variare da banca a SIM variano anche le garanzie sul capitale depositato.

Per il capitale liquido, quindi, è utile sapere che le SIM obbligatoriamente aderiscono al Fondo Nazionale di Garanzia che garantisce un rimborso sul capitale fino a massimo 20’000 euro.
Le banche invece aderiscono al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che rimborsa fino a 100’000 euro.

Costi dei broker

Passiamo a un fattore importante per la scelta di un broker: i costi. Questo fattore non deve essere l’unico da valutare, ma è rilevante.

I costi da valutare sono quelli di gestione, transazione e trasferimento (nel caso in cui volessimo spostare i nostri investimenti da un broker all’altro).

Costi di transazione

Facciamo una panoramica dei costi di transazione proposti dai maggiori gestori italiani e non. Il sito Just ETF ne riporta una lista abbastanza esaustiva nella tabella in basso: come vedrai, si tratta prevalentemente di banche (c’è un’unica SIM che è Directa) e quelle riportate sono le principali soluzioni a cui possiamo avere facile accesso. Nella stessa tabella troverai il confronto delle piattaforme online di trading su ETF per singola transazione, al variare della cifra investita.

Tra le banche mancano illustri protagonisti come Intesa San Paolo non perchè non abbiano servizi di brokeraggio, ma perchè semplicemente non sono convenienti (Intesa, ad esempio, richiede un canone mensile di 25 euro solo per poter aderire a questi servizi).

NOTA: i prezzi indicati sono relativi ad una singola operazione ipotizzando, quindi, che nell’arco del mese faremo un numero limitato di operazioni (1 o due). Molti fornitori diminuiscono i costi all’aumentare del numero delle operazioni, ma si parla di effettuare decine di operazioni al mese. Cosa che un piccolo investitore (non un trader professionista) che investe in ETF generalmente non fa.

Le offerte più attraenti sono mostrate in verde.

Vorresti iniziare ad investire ma non sai qual è il miglior broker ETF adatto alle tue esigenze? Cerchiamo di capirlo insieme
Miglior broker ETF – Fonte: Just ETF

Alcune considerazioni interessanti da questa tabella:

  • La SIM Directa ha i costi più vantaggiosi sia per investimenti bassi (500-1000 €) nella versione “Directa variabile” che per investimenti cospicui ( “Directa semplice” con investimenti tra 10000 e 100000 €). Attenzione: questi costi sono validi per acquisti sul mercato italiano (dopo vedremo anche questo punto). Se preferissimo una banca, l’opzione meno costosa per investimenti singoli fino a 1000 euro sarebbe Banca Sella Profilo Variabile. Fino a 20000 euro sarebbe DEGIRO.
  • C’è una fortissima differenza di costo tra i vari broker: come puoi leggere nell’ultima riga del grafico, considerando un investimento di 500 euro i costi che potremmo dover sostenere usufruendo della banca più costosa (in questo caso Fineco) sarebbero 13 volte superiori all’opzione meno costosa (Directa).

Ma questo come influisce sui redimenti?

E’ presto detto: ecco in basso un prospetto di quanto, a parità di investimento mensile di 500 euro totali, perderemmo al variare dei costi immaginando un investimento della durata di 10 anni (60000 euro).

InvestitiCostoRendimentoCapitale FinaleDelta
Caso ideale6000001528975289
1.5 euro a transazione600001801524375063-0.3%
19 euro a transazione6000022801470872428-3.5%

A pari strumento finanziario, investire con un istituto piuttosto che un altro potrebbe farci perdere il 3% di rendimento, in questo caso pari a circa 2500 euro.

Per chi deve investire grandi somme la rilevanza dei costi ha un’importanza minore: su 10000 euro investiti, i 19 euro di Fineco rappresentano un costo dello 0.19%, che diventa lo 0.019% su una somma di 100000 euro. Sicuramente più accettabile rispetto alle piccole somme.

Quali sono i migliori broker ETF in base al capitale a disposizione?

Proviamo a riassumere la tabella di JustETF riprendendo i singoli casi.

Ripetiamo l’ipotesi iniziale: i prezzi indicati sono relativi ad una singola operazione ipotizzando, quindi, che nell’arco del mese faremo un numero limitato di operazioni (1 o due).

500 €1,000 €2,000 €5,000 €10,000 €20,000 €50,000 €100,000 €
1° classificatoDirecta variabileDirecta variabileDEGIRODEGIRODEGIRODirecta sempliceDirecta sempliceDirecta semplice
2° classificatoBanca Sella profilo variabile*Banca Sella profilo variabile*Banca Sella profilo variabile*Directa sempliceDirecta sempliceDEGIROBanca Sella profilo fisso*Banca Sella profilo fisso*
3° classificatoDEGIRODEGIROBinckBank profilo variabileWidibaBanca Sella profilo fisso*Banca Sella profilo fisso*Directa dinamicaDirecta dinamica

*Commissioni generate nel mese precedente inferiori a 750. “Banca Sella profilo variabile” differisce rispetto a “Banca sella profilo fisso” proprio per i costi delle transazioni, che trovate scorrendo la pagina del sito Banca Sella a questo link:

  • Profilo fisso: ha commissioni fisse (es. 8 euro) indipendentemente dalla somma investita. Conveniente per investimenti di grosse somme
  • Profilo variabile: ha commissioni in percentuale, vantaggioso se si investono piccole somme. A seguire i dettagli
Banca Sella Profilo Fisso commissioni guidaglinvestimenti
Banca Sella Profilo Fisso

Banca Sella Profilo Variabile commissioni
Banca Sella Profilo Variabile

E nel caso di PAC?

Ipotizzando 1 operazione al mese (quindi 12 annuali) di importo che va dai 100 euro ai 1000 euro i migliori broker (in termini di costo) sono sempre gli stessi:

  1. Directa Variabile
  2. Banca Sella Profilo Variabile (ipotizzando commissioni generate nel mese precedente inferiori a 750)
  3. Degiro
Valore singola transazione100 €250 €500 €1000 €
Directa variabile18.00 €18.00 €18.00 €22.80 €
Banca Sella profilo variabile24.00 €24.00 €24.00 €24.00 €
DEGIRO24.36 €24.90 €25.80 €27.60 €
Costi annuali

Ovviamente qui stiamo parlando solo di una classifica basata puramente sui costi di transazione.

Qui la tabella riassuntiva sempre proposta da Just ETF.

Miglior broker ETF per PAC - Fonte: Just ETF
Miglior broker ETF per PAC – Fonte: Just ETF

Esistono tanti altri fattori da considerare per la scelta di un broker

Costi di gestione e trasferimento ETF

Altra cosa da valutare sono i costi gestione del conto sule varie piattaforme, e di trasferimento nel caso volessimo migrare da/a un’altro broker.

Nel caso delle banche può essere richiesta l’apertura di un conto, a meno che non lo abbiamo già nello stesso istituto, che non sempre è gratuito. Vediamo qui in basso alcuni esempi, per un prospetto più esaustivo consulta i siti delle singole banche:

Istituto Costo di apertura conto Costo gestioneCosto Trasferimento titoli da altra banca
Banca Sella – conto tradergratisgratis (con almeno 5 operazioni a trimestre)gratis
Chebanca!gratis5€/mese azzerabilegratis
DEGIROgratisgratis10 €/posizione
Directa gratisgratisgratis
Hello Bank!*gratis7,5 €/semestregratis
ING Directgratisgratis o 2€/mese azzerabilegratis
Webank fissogratis5€/mese azzerabilen/a
Widibagratuito3€mese azzerabilegratuito

Borse in cui operare

Le borse su cui operare sono un altro aspetto da tenere in considerazione per diverse ragioni:

  • non tutti i broker consentono di operare su tutti i mercati. Gli ETF dei fondi più grandi (Amundi, Lyxor, Ishares) sono in genere quotati sulla borsa italiana, ma alcuni ETF più specifici che si trovano in altre borse potrebbero non essere presenti: verifichiamo in anticipo
  • i broker potrebbero addebbitare costi ulteriori per il trading su borse estere: ad esempio DEGIRO addebita una commissione di connessione alla Borsa estera di 2,50 EUR per ciascuna Borsa, per anno di calendario

Come si pagano le tasse su investimenti

Il pagamento delle tasse sugli investimenti si effettua con la dichiarazione dei redditi all’interno del quale devono convergere i nostri investimenti: ma come?

Ci sono due possibilità:

  • il regime amministrato: in questo caso è il broker che paga le tasse sugli investimenti (con la nostra autorizzazione) agendo come sostituto d’imposta. Senza dubbio è la soluzione più comoda. E’ un servizio fornito da molte banche, soprattutto italiane, e rivolte a clienti residenti in Italia.
  • il regime dichiarativo: in questo caso è l’investitore che deve pagare le tasse allegando i profitti/perdite ottenuti alla dichiarazione dei redditi. L’investitore può compensare le plusvalenze con le minusvalenze, per detrarre le perdite dai guadagni, a patto che siano redditi della stessa tipologia. Su questo abbiamo scritto un interessante articolo che troqui a questo link.

Il regime dichiarativo è senz’altro più “scomodo”, ma è quello a cui si deve ricorre nel caso il nostro broker sia (o si appoggi ad) una banca estera come DEGIRO: in questo caso DEGIRO fornirà annualmente il resoconto fiscale ma dovremmo essere noi – autonomamente, tramite un CAF o un commercialista – ad inserire o inviare questo resoconto per far si che venga inserito nella dichiarazione dei redditi.

In conclusione

Bene, speriamo che questo articolo ti abbia aiutato a identificae con chiarezza qual è il broker più adatto a te. Se hai ulteriori domande scivvici neii commenti, e se vuoi saperne di più su come investire in ETF dai un’occhiata alla nostra guida agli ETF per principianti

etf guida per principianti

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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