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Piano di accumulo capitale

La tipica e più diffusa strategia d’investimento adottata dagli investitori è il piano di accumulo capitale, ossia PAC.

Chi opta per questo tipo di strategia decide di investire quote fisse e cadenzate mensilmente verso un determinato strumento finanziario.

Il tipico piano di accumulo capitale è quello di versare mensilmente parte del proprio stipendio in un fondo attivo o passivo che sia.

In questo caso c’è poco da fare. Non ho a disposizione subito capitale e appena arriva lo stipendio o qualche entrata la verso subito.

Differente è il caso se la somma è già disponibile ma comunque decidiamo di investire con un PAC (piano accumulo capitale) piuttosto che con un PIC (piano investimento capitale), cioè investire tutto subito.

Diciamolo subito, sul lungo termine il PAC non conviene.

Andiamo comunque ad analizzare questa strategia nel dettaglio.

Diversificazione temporale

Il piano di accumulo permette una sorta di diversificazione temporale.

In sostanza il PAC aiuta l’investitore che teme un improvviso crollo dei mercati andando a investire in periodi diversi.

In questo modo evito di entrare quando il mercato è ai massimi ed evito crolli.

Questa strategia ad esempio ha funzionato in concomitanza della bolla del dotcom.

Chi ad Agosto del 2000 avesse investito 24000 euro con un PIC in MSCI World a Dicembre 2020 avrebbe un portafoglio del valore di 52266 euro.

Viceversa, con un PAC di 100 euro al mese (che equivale a Dicembre 2020 a un totale investito di 24 mila euro) il valore dello stesso portafoglio sarebbe di 62715 euro.

Questa strategia diventa anche un aiuto psicologico a investire. Meglio poco alla volta e vedere come va piuttosto che rischiare tutto subito.

Il punto debole però di questa strategia è che il mercato cresce.

Chi non investe perchè crede che il mercato sia ai massimi e pronto per crollare avrà difficoltà a trovare il momento giusto.

S&P 500 - All time high
S&P 500 – All time high

Ciò significa che le volte in cui un PAC ha dato migliori performance di un PIC sono davvero poche. Soprattutto se ragioniamo per investimenti di lungo termine.

PAC vs PIC
PAC vs PIC

Costi dei piani di accumulo

Un PAC costa più di un PIC.

Questo perchè ogni operazione costa. Ad esempio Degiro richiede per la maggior parte dei strumenti finanziari una fee per l’acquisto che generalmente è di 2 euro più una piccola percentuale.

Su un PAC di 100 euro al mese stiamo 2 euro sono il 2%. Facciamo tanto per ridurre quanto più possibile i costi e spendiamo il 2% del nostro investimento in inutili fee.

Questo significa che il risultato finale del nostro investimento, oltre a tasse e costi di gestione varie, dovrà essere scontato di un ulteriore 2% di fee.

Il metodo più semplice per ridurre questo balzello è quello di aumentare la quota investita.

Un PAC di 500 euro permette di ridurre le spese relative a un 0.4%.

Questo potrebbe essere fatto o attingendo a una percentuale più alta dello stipendio o riducendo la frequenza di investimento: invece di investire una volta al mese si potrebbe investire una volta ogni 2 o 3 mesi.

Riproponendo lo stesso esempio di prima relativamente a MSCI World dal 1978 al 2020 questo tipo di investimento dilazionato del tempo avrebbe dato dei benefici.

Con un investimento fatto ogni 12 mesi la differenza tra un piano di accumulo ipotetico senza costi e un piano di accumulo in cui ogni operazione costerebbe 2 euro scenderebbe allo 0.2%.

tabella esempio piano di accumulo 12 mesi guidaglinvestimenti.it
Piano di accumulo
Piano di accumulo con diversa frequenza mensile
Piano di accumulo con diversa frequenza mensile

Ok, sembrerebbe la soluzione ai nostri problemi.

Il PAC può farci perdere soldi

Il punto è questo: se riduco troppo la frequenza di investimento aumento il tempo in cui ho un capitale fermo investito.

Il mercato, come abbiamo visto sale, abbiamo così un capitale fermo con un rendimento nelle migliori ipotesi pari a zero (non dimentichiamo l’inflazione) mentre il mercato continua a salire.

Un esempio: se avessimo investito nel Dicembre del 1978 in MSCI World 10 mila euro avremmo avuto nel Dicembre del 2020 circa 678143 euro. Se avessimo aspettato un anno questa somma si sarebbe ridotta a 625895 euro.

1 anno di procrastinazione è costato più di 50 mila euro dopo 42 anni.

Per un portafoglio obbligazionario o, comunque, meno volatile e minori rendimenti ovviamente questo delta si va a ridurre.

Il PAC è un aiuto psicologico

Qui entra in gioco l’euristica dell’investitore.

Tra i tanti bias studiati che affliggono l’investitore uno dei pricipali è l’avversione alla perdita (Loss Aversion Bias).

Abbiamo parlato di euristiche dell’investitore in quest’articolo.

Il punto principale è che noi esseri umani subiamo più le perdite che i guadagni.

Emblematico è l’esperimento della scimmia di Benartzi:

  • Date ad una scimmia una mela: sarà contenta.
  • Dategliene ora due in mano, ma poi toglietegliene una: avrà sempre una mela, ma sarà arrabbiatissima.

Il piano di accumulo permette di abbassare notevolmente la volatilità con meno scossoni psicologici.

Investire in MSCI World 100 euro al mese da Dicembre 1978 a Dicembre 2020 avrebbe portato:

  • Totale investito: 50400 euro
  • Valore portafoglio: 513263 euro
  • Rendimento composto annuo: 5.7%
  • Deviazione Standard del 14.9%

Investire in MSCI World di 50400 euro da Dicembre 1978 a Dicembre 2020 avrebbe portato:

  • Totale investito: 50400 euro
  • Valore portafoglio: 3417840 euro
  • Rendimento composto annuo: 10.6%
  • Deviazione Standard del 15%

Anche se in maniera minima il PAC ha permesso di ridurre la volatilità però pagando un caro prezzo in termini di rendimenti.

Riprendendo il caso della bolla del dotcom (Agosto 2000 – Dicembre 2020), invece, la situazione sarebbe stata la seguente

RendimentoDeviazione Standard
PAC4.77%14.13%
PIC3.92%14.56%

In conclusione

Il piano di accumulo è un’ottima strategia per chi non ha un capitale pronto da investire. Dedicare parte dello stipendio o delle proprie entrate a strumenti finanziari può essere una buona abitudine per far “lavorare” e crescere i propri soldi.

Qualora, invece, si disponesse di un capitale il PAC risulta essere una scelta non ottimale.

Questo perchè il mercato cresce sempre e, a meno di rare occasioni, investire tutto subito (PIC) ha dato molti vantaggi in termini di rendimento.

Il PAC, infine, può essere un giusto modo per superare delle barriere psicologiche, in quanto si propone di rompere almeno in parte la resistenza da parte del neo investitore che non vuole impegnare i suoi capitali in strumenti finanziari a causa di bias come il loss avversion.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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