Tempo di lettura: 4 minuti
5
(1)

Come costruire il portafoglio perfetto?

Durante le mie ricerche mi trovo talvolta davanti ad articoli davvero interessanti, disarmanti per la loro semplicità eppure sempre molto attuali. Uno che ho trovato di recente è una guida su un portafoglio perfetto scritta dai professori Andrew W. Lo e Stephen R. Foerster pubblicata sul sito della MIT Sloan School of Management.

All’interno di questo articolo vengono indicati i 7 pilastri che dobbiamo tenere a mente per la costruzione del proprio portafoglio di investimento.

1. Quanto ne sai?

Fai una severa autocritica e cerca di capire quanto ne sai di finanza personale e pianificazione finanziaria.

Ma ciò non basta.

Quanto tempo sei disposto a dedicare o hai a disposizione per la gestione del tuo portafoglio perfetto?

Sono tutte domande che dobbiamo porci prima di iniziare.

Se non siamo esperti e/o non abbiamo molto tempo da dedicare a questa materia allora, forse, sarebbe il caso di affidarsi a un esperto o cercare aiuto professionale.

2. Quali sono i tuoi obiettivi e bisogni finanziari?

Cerca di capire quali sono le tue esigenze familiari attuali e future.

Sembra facile ma credimi non lo è assolutamente:

  • Qual è il tuo reddito?
  • Quali sono i tuoi investimenti già in atto?
  • Quali sono le tue spese annue? Quali saranno le tue spese future?

Un portafoglio perfetto passa per una conoscenza approfondita dell’attuale situazione finanziaria e una previsione di quella futura. Dobbiamo avere bene in mente obiettivi di breve e lungo termine. Un esempio classico è l’istruzione dei nostri figli.

La chiave è iniziare con obiettivi di vita generali, quindi tradurli in obiettivi finanziari.

Senza obiettivi e senza sapere cosa abbiamo e di cosa abbiamo bisogno rischiamo di fare cose completamente a caso (nella migliore delle ipotesi) e di trovarci completamente impreparati a imprevisti nella peggiore.

Immaginate di aver impegnato tutto il capitale in una strategia di lungo termine e di trovarsi dopo poco tempo di fronte a una spesa che avremmo potuto prevedere o di cui eravamo già a conoscenza: abbiamo perso soldi e tempo.

3. Quanto sei disposto a perdere?

Non esiste il portafoglio perfetto uguale per tutti ma esiste il portafoglio perfetto per te.

Tutti abbiamo diverse zone di comfort per quanto riguarda guadagni e perdite finanziare:

Quanto sei disposto a perdere prima di farti prendere dall’ansia e iniziare a spostare soldi in asset più sicuri?

Quanto permetterai al tuo portafoglio di crescere prima di decidere di disinvestire tutto perchè “ho avuto già troppo fortuna” o “non mi va di tentare ancora la sorte“?

Pensa alla rischiosità del tuo lavoro o della tua attività e a quali attività illiquide potresti detenere.

Mi spiego: immagina di lavorare per l’azienda X e di avere, inoltre, anche molte azioni della stessa azienda. Immagina ora che quest’azienda inizi a non navigare in buone acque.

Che succede?

Rischi non solo il tuo posto di lavoro ma anche il tuo portafoglio.

4. Cosa pensi del mercato?

Cerca di capire quale filosofia di investimento è più vicina a te.

All’interno di questo blog abbiamo parlato di mercati efficienti e random walk theory, di teoria del caos, di finanza comportamentale e tante altre teorie applicabili al mercato azionario.

Se ad esempio credi che i mercati sono efficienti allora il tuo punto di partenza potrebbero essere fondi indicizzati come ETF.

Fai qualcos’altro solo se pensi di essere diverso dalla media.

Ma riconosci anche, come sottolineano Robert Shiller e altri comportamentisti, che quasi tutti pensano di essere più intelligenti della media.

Preparati ad aggiornare la tua filosofia di investimento sulla base di prove nuove e convincenti.

5. Fai una lista dei desideri

Fermati un attimo e fai una lista.

A me le liste aiutano sempre molto per avere le idee chiare di cosa ho e cosa ho da fare per raggiungere un certo obiettivo.

Per un portafoglio perfetto inizia a elencare tutte le risorse che hai e ciò che sei disposto a detenere: fondi comuni di investimento, fondi negoziati in borsa, azioni, obbligazioni, immobili e così via.

Sappi quali sono le caratteristiche dei tuoi asset.

Ad esempio, come ha sottolineato John Bogle, i fondi indicizzati tradizionali (TIF) che sono fondi indicizzati a mercato ampio, a basso costo e senza carico sono progettati per essere acquistati e quindi detenuti a lungo termine.

Che dire dei derivati: ti trovi bene con loro, come lo sono Myron Scholes e Robert Merton?

Potresti non essere nemmeno consapevole del fatto che molti prodotti di investimento sono in realtà derivati ​​​​travestiti.

Allo stesso modo fai una lista delle cose che non ti fanno stare a tuo agio e, quindi, non sei disposto a comprare.

Tieni presente che non dovresti mai fare un investimento basato su ciò che pensi accadrà se non sai cosa potrebbe accadere, una lezione che molti hanno imparato a proprie spese durante la crisi finanziaria del 2007-2009.

6. Quali sono le condizioni economiche che ti circondano?

Il mondo attorno a noi è in continua evoluzione, soprattutto quello finanziario.

Pensa ad esempio ai tassi di interesse delle banche centrali che hanno reso le performance degli investimenti obbligazionari addirittura negativi in qualche caso.

La chiave qui è gestire il rischio del tuo portafoglio perfetto in modo che tu sia

  1. Esposto solo a quei rischi che ti senti a tuo agio di sopportare (basato sui principi 2 e 3 di cui sopra)
  2. Diversificato al massimo tra gli investimenti che portano il più alto possibile premio relativo al loro rischio e
  3. In grado di monitorare comodamente i tuoi investimenti su base regolare, soprattutto quando le condizioni di mercato e le tue circostanze personali cambiano nel tempo.

7. Evita di fare i soliti errori

Questa sembra facile ma a guardare i mercati finanziari non è scontata.

Evita evidenti errori di investimento.

Bogle e Charles Ellis ci ricordano che questi errori possono includere il pagamento di commissioni più elevate del necessario, il pagamento di tasse inutili come quelle dei dividendi e l’investimento con gestori attivi basati esclusivamente sulla fiducia e sulle connessioni amichevoli.

Quest’ultimo punto ti ricorda la banca di famiglia o l’investimento alle poste?

Shiller ci ricorda che non sempre agiamo razionalmente. Potremmo pensare a noi stessi come il signor Spock di “Star Trek”, ma spesso ci comportiamo più come Homer Simpson.

Se dopo questo articolo vuoi l’ispirazione di qualche grande investitore per copiare i suoi portafogli, eccoti un paio di spunti:

4 foglie 4 stagioni guidaglinvestimenti.it
lazy portfolio carlino che dorme nel letto guidaglinvestimenti.it

Quanto ti è piaciuto il post?

Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

Lascia un commento