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Il Principio di Riflessività di Soros

Come può essere che aziende come Tesla o Amazon (quando ancora non era il colosso di oggi) abbiano azioni con valutazioni così alte anche se non sono supportate da solidi fondamentali? George Soros attraverso il principio di riflessività potrebbe darci una risposta.

A vedere i risultati del fondo di Soros (Quantum) questa teoria sembra avere effettivo riscontro nella realtà.

Soros è riconosciuto, infatti, per avere uno dei migliori fondi di investimento al mondo in termini di performance.

Un investimento di 1000 euro nel 1969, quando Soros ha istituito il Quantum Fund, sarebbe valso 4 milioni di euro entro il 2000.

Durante quel periodo ha ottenuto un rendimento annuo cumulativo del 32%.

Teoria dei Mercati Efficienti

Secondo il principio dei mercati efficienti il prezzo delle azioni riflette le informazioni disponibili relative a quella determinata azienda.

teoria dei mercati efficienti
teoria dei mercati efficienti

Possiamo dire che per il mercato efficiente il prezzo delle azioni è in equilibrio stabile. Come una pallina all’interno di un ciotola.

Anche se ci fosse una forza esterna che sposta la pallina, questa dopo poco tempo ritornerà nella posizione di equilibrio: il fondo della ciotola.

Il valore dell’azione e il prezzo di questa hanno una forte correlazione tra di loro quindi nessuno può battere il mercato. Non si può cioè, alla lunga, pensare di avere rendimenti maggiori di quelli del mercato.

Soros prova ad andare oltre.

Cos’è la teoria di riflessività?

La teoria della riflessività, su cui Soros basa la propria strategia di investimento, afferma che gli investitori basano le loro decisioni non sulla realtà ma sulla loro percezione della realtà.

Gli investitori basano le proprie decisioni sulla loro percezione della realtà che è soggettiva.

Possiamo definire l’evoluzione dei prezzi secondo la teoria della riflessività in questi step:

  • Basiamo le nostre scelte sulla base di nostre percezioni
  • Queste scelte avranno un impatto sulla realtà/fondamentali di un’azienda
  • La variazione della realtà/fondamentali che ne consegue influenzerà la scelta anche di altri investitori

L’opposto di quello che abbiamo visto prima nella teoria dei mercati efficienti dove i prezzi delle azioni sono legati ai fondamentali economici.

teoria della riflessività
teoria della riflessività

Tutti questi step vanno ad auto-alimentarsi creando una situazione di equilibrio instabile: una divergenza significativa dei prezzi rispetto ai valori di equilibro che può durare a lungo nel tempo.

Equilibrio stabile mercati efficienti vs instabile teoria della riflessività
Equilibrio stabile mercati efficienti vs instabile teoria della riflessività

Si vengono così a creare due tipi di fenomeni:

  • Un circolo virtuoso legato da alte aspettative che spingono i prezzi in e i mercati dal divergere dall’equilibrio verso l’alto
  • Un circolo vizioso legato a basse aspettative che spingono i prezzi in e i mercati dal divergere dall’equilibrio verso il basso

Come riprova della veridicità di questo fenomeno Soros evidenzia il fatto che in un mercato efficiente non si dovrebbero mai verificare bolle speculative con i relativi scoppi.

L’esempio di Amazon

Un articolo di Macro Ops ci illustra come questo principio di riflessività abbia influenzato il successo di Amazon.

Le grandi aspettative da parte degli investitori verso l’idea rivoluzionaria di Amazon ha spinto il prezzo delle azioni verso l’alto. Questo ha permesso all’azienda di:

  • Ottenere finanziamenti a prezzi agevolati
  • Attrarre nuorvi talenti che hanno permesso di dare una forte spinta in avanti
  • Abbassare i costi degli stipendi in quanto gli impiegati accettavano di buon grado delle stock option come metodo alternativo di pagamento
  • Di non preoccuparsi dei profitti consentendo loro di ridurre drasticamente la concorrenza e rubare quote di mercato

Questi sono solo alcuni dei benefici che un circolo virtuoso può creare in un’azienda.

Un discorso simile magari potrebbe essere fatto con Tesla. I fondamentali non rispecchiano per nulla il prezzo della singola azione ma tutto è spinto dalle aspettative degli investitori.

La narrativa dietro il marchio Tesla diventa più importante dei fondamentali al punto che la realtà delle persone va a modificare i fondamentali stessi.

Questo circolo virtuoso potrebbe essere alla base degli investimenti che Elon Musk altrimenti non avrebbe mai potuto fare.

Principio di riflessività in S&P 500?

Abbiamo visto come Soros parli di influenza positiva e negativa della riflessività sugli investimenti.

Analizziamo il mercato attuale di S&P500.

All’interno del mercato americano molti investitori stanno puntando su poche aziende. Verso le 5 aziende più capitalizzate c’è un ottimismo tale che nel 2020 il loro peso all’interno dello S&P 500 ha raggiunto la quota del 26%.

Stiamo parlando di: Apple, Microsoft, Amazon, Facebook e Alphabet.

S&P 500 concentrazione azioni TOP 5
S&P 500 concentrazione azioni TOP 5

La concentrazione è tale che queste 5 aziende determinano le performance dell’intero indice. Basti pensare che dopo il crollo legato al Covid fino ad Agosto del 2020 l’indice stava registrando un +12%: tutto grazie alle top 5.

495 aziende su 500 non avevano ancora recuperato dal crollo dei mercati e nonostante ciò l’indice aveva più che recuperato tutto il perso.

Performance azioni top 5 vs S&P 500
Performance azioni top 5 vs S&P 500

Abbiamo quindi una forte spinta degli investitori verso poche aziende.

A questo fenomeno si unisce la sempre più attenzione degli investitori verso strumenti passivi come gli ETF. Gli ETF non fanno che copiare passivamente l’indice e, a meno degli ETF equal weight, la loro esposizione segue la capitalizzazione di mercato.

Maggiore è la capitalizzazione di un’azienda maggiore sarà il peso di quell’azienda all’interno dell’indice e maggiore sarà l’esposizione dell’ETF che replica l’indice in questione.

Quindi abbiamo:

  • Da una parte gli investitori che si concentrano su 5 aziende
  • Dall’altra l’ETF che segue passivamente il sentiment di mercato

I fondi attivi, infine, stanno subendo il passaggio dei risparmiatori da fondi attivi a quelli passivi. Molti di questi piuttosto che mettersi contro questa enorme marea si accodano e si limitano a seguire la massa.

Gli ETF potrebbero quindi tramutarsi da strumento efficiente ad attore dello spostamento da una condizione di equilibrio stabile a una di equilibrio instabile.

In conclusione

Il principio di riflessività di George Soros potrebbe spiegare molte delle storture dei mercati che gli “adepti” dei mercati efficienti e puristi dei fondamentali non riescono spiegarsi.

Con questa teoria, infatti, viene messo in gioco un fattore che va al di là dell’economia reale: la psicologia umana.

Le emozioni, infatti, potrebbero non solo distorcere nel breve il mercato ma addirittura potrebbero essere protagonisti nel successo o meno di un’azienda.

Ecco, quindi, perchè tutti i CEO prestano molta attenzione allo story telling, alla narrazione di una società (la loro) che potrebbe cambiare il mondo in modo dirompente.

Inoltre, il principio di riflessività ci apre gli occhi anche per quanto riguarda l’uso di strumenti passivi come gli ETF. Nel caso di S&P 500, ad esempio, le 5 aziende principali per capitalizzazione cubano un 26% di tutto l’indice. Questo alla lunga potrebbe portare una forte esposizione in poche aziende con conseguente scarsa diversificazione del proprio portafoglio.

Vuoi saperne di più su Tesla e come creare un portafogli per investire nelle grandi aziende come Amazon o Google? Allora dovresti leggere questi articoli sulle FANG e FAAMG

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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