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Che cos’è la realtà virtuale immersiva

Natale si avvicina ed è diventato frequente vedere nei negozi di elettronica anche i visori di realtà virtuale immersiva. Si tratta di oggetti che ci trasportano, con la vista, in realtà immaginarie o luoghi realmente esistenti rimanendo comodamente seduti sul nostro divano.

La realtà virtuale immersiva però non è solo questo: non riguarda solo la vista ma consente di aumentare la percezione rispetto a ciò che i nostri 5 sensi potrebbero fare in quel determinato momento.

In questo articolo approfondiremo la differenza tra realtà virtuale immersiva e realtà aumentata, ma anche le conseguenze che hanno sulle persone.

Sebbene intuitivamente associamo entrambe ad un qualcosa che ci isola e allontana dalla vita reale, si è invece scoperto che la realtà virtuale moltiplica l’empatia.

Vediamo in che modo, ma prima comprendiamo bene la differenza tra queste due realtà.

realtà virtuale immersiva e aumentata - donna con visore guidaglinvestimenti.it
Realtà virtuale immersiva vs. realtà aumentata

Qual è la differenza tra realtà aumentata e realtà virtuale?

La differenza tra realtà aumentata e realtà virtuale è di concetto:

  • La realtà virtuale è un mondo completamente virtuale, come potrebbe essere un avatar: ci trasporta digitalmente in ambienti reali o immaginari. E’ quella generata dai rendering e che possiamo veder sul nostro PC così come tramite un visore. Si parla poi di realtà virtuale immersiva quando si aggiungono elementi che completano la nostra esperienza, ad esempio consentendo l’esplorazione interattiva di spazi in cui possiamo compiere delle azioni.
  • La realtà aumentata sovrappone all’ambiente reale degli oggetti digitali, che siano informazioni o oggetti digitali veri e propri. Ma spieghiamola meglio.

Che cos’è la realtà aumentata: esempi

La realtà aumentata, o augmented reality (AR), è l’arricchimento delle percezioni dei 5 sensi tramite informazioni aggiuntive tipicamente fornite da dispositivi elettronici.

La realtà aumentata consente di sovrapporre informazioni multimediali, tramite un display, a ciò che stiamo guardando. Gli elementi che aumentano la realtà possono essere aggiunti tramite:

  • smartphone
  • PC
  • webcam e sensori
  • proiettori

Esempi di realtà aumentata:

  • L’esempio più palese è il famoso gioco Pokemon Go: ricordi qualche anno fa, persone che correvano per le città fissando il loro smartphone alla ricerca di Pokemon che comparivano in piazze o strade (causando, tralaltro, una sfilza di incidenti per distrazione)?
  • Un altro esempio di realtà aumentata è quando inquadriamo un luogo di interesse con il nostro smartphone, e all’immagine che stiamo osservando si sovrappone la pagina di Wikipedia che ci spiega la storia di quel luogo.
  • Oppure quando vogliamo conoscere i nomi delle stelle che guardiamo la notte: ormai basta scaricare applicazioni come Starwalk, puntare il cellulare e leggere i nomi di ogni singola stella, costellazione o pianeta che abbiamo di fronte.

Come vedere la realtà aumentata?

Vuoi vedere la realtà aumentata in maniera semplicicssima e senza necessità di nulla se non un qualsiasi smartphone?

Vai su Google, cerca un animale, ad esempio il cane, e tra i risultati seleziona “vedi in 3d”: in un secondo potrai visualizzare il tuo cane virtuale sul pavimento accanto a te, completo di abbai e guaiti!

A cosa serve la realtà virtuale immersiva e come può migliorare l’empatia

Compresa in generale cosa sia la realtà virtuale immersiva vediamo come essa possa contribuire ad aumentare l’empatia.

Questa informazione sembra controintuitiva: crearci un mondo parallelo, in cui ci sono oggetti non reali, apparentemente sembra distaccarci dalla realtà.

Invece la realtà virtuale ci aiuta ad aumentare la nostra empatia proprio nei casi opposti: quando non abbiamo la realtà vicina a noi.

Uno studio della Standford University riportato dalla rivista PLOS ONE, di cui trovate un articolo in inglese qui sotto, ha dimostrato i benefici della visione, seppur tramite realtà aumentata, rispetto ad altri tipi di esperienza come la lettura o l’ascolto.

Una delle analisi fatte è stato mettere le persone nella prospettiva di un senzatetto.

E’ stata fatta fare un’esperienza dalla prospettiva di un senzatetto a due diversi gruppi di persone:

  • un gruppo che utilizzava ausili di realtà virtuale immersiva, come un visore
  • Un secondo gruppo a cui veniva chiesto solo di immedesimarsi mentalmente nel senzatetto

Fare l’esperienza di essere nei panni di un senzatetto usando un visore a realtà virtuale ha generato un aumento dell’empatia verso questo tipo di persone. I partecipanti che sono diventati senzatetto nella realtà virtuale hanno avuto atteggiamenti più positivi e più duraturi nei confronti dei senzatetto, e hanno firmato una petizione a sostegno di questi ultimi a un tasso significativamente più alto rispetto ai partecipanti che hanno svolto un compito tradizionale di presa di prospettiva.

Un secondo studio ha riguardato le tecnologie con cui si viveva l’esperienza: sono stati creati 3 gruppi a cui lo stesso tipo di informazioni (o esperienza) venivano fornite con livelli di immersione diversa:

  • computer
  • schermo
  • realtà virtuale

Anche in questo secondo caso la realtà virtuale si è dimostrata essere la più impattante sul lungo termine sul comportamento empatico delle persone

Insomma, i supporti per la realtà virtuale – se usati adeguatamente e con scopi utili – possono apportare dei benefici alle nostre vite e soprattutto a quelle di chi ci sta intorno. Rendendo più facile “mettersi nei panni” delle altre persone.

Certo non bisogna dimenticare che qualsiasi “metaverso” creato da una realtà virtuale, sebbene immaginario, deriva da un pensiero umano e conseguentemente potrebbe essere non esente da bias.

Come avevamo visto nell’articolo dei bias dell’intelligenza artificiale, l’interferenza inconscia delle persone che creano questi mondi virtuali potrebbe portarne ad crearne di viziati: ad esempio, se lavorassero solo uomini alla creazione dei mondi reali paralleli, è facile che le donne potrebbero non apprezzarlo alla stessa maniera!

Se vuoi approfondire questo tema leggi questo articolo sui bias dell’intelligenza artificiale:

bias intelligenza artificiale guidaglinvestimenti.it

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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