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Le recessioni economiche possono rendere il terreno più fertile

Lo so, le recessioni economiche fanno male, soprattutto per gli ultimi che le subiscono. Parlo di licenziamenti, cassa integrazione ristrutturazione aziendale.

Dire quindi che le recessioni economiche non sono così male potrebbe far storcere il naso a molti. Proviamo allora a spiegare bene e ad argomentare il titolo.

Partiamo con un bella similitudine riportata da Zero Hedge che vi ripropongo.

A volte la distruzione è una cosa “sana” e ci sono molti esempi a cui possiamo guardare, come gli “incendi boschivi”.

Gli incendi, come le recessioni, sono una parte naturale dell’ambiente. Sono il modo naturale per eliminare i rifiuti morti dal fondo delle foreste, consentendo ai nutrienti essenziali di tornare al suolo. Man mano che il terreno si arricchisce, consente un nuovo inizio sano per piante e animali. Anche gli incendi svolgono un ruolo essenziale nella riproduzione di alcune piante.

Poniti questa domanda: “Perché la California ha così tanti problemi di incendi?”

Perchè la California ha così tanti problemi di incendi?

È solo sfortuna e negligenza? Oppure, sono decenni di fretta per cercare di fermare gli incendi dal loro naturale processo di pulizia, come notato dal MIT:

“Decenni di fretta per estinguere le fiamme che eliminano naturalmente piccoli alberi e sottobosco hanno avuto conseguenze disastrose e involontarie. Questo approccio significa che quando si verificano incendi, spesso c’è molto più carburante da bruciare e funge da scala, consentendo alle fiamme di salire sulle chiome e abbattere alberi maturi altrimenti resistenti.”

Sebbene le recessioni, come gli incendi boschivi, abbiano terribili impatti a breve termine, consentono anche al sistema di ripristinarsi per una crescita più sana in futuro.

Le recessioni come processo di evoluzione darwiniana

L’opinione pubblica è generalmente abbastanza semplice riguardo alla recessione: le espansioni sono generalmente benvenute, le recessioni devono essere evitate.

Prendiamo ad esempio quello che dicono “gli Austriaci” (per Austriaci non intendo gli abitanti dell’Austria, bensì i seguaci della teoria economica Austriaca).

Cosa dicono gli Austriaci?

Secondo questi economisti le recessioni sane non solo sono utili ma anche necessarie in quanto correggono tutti gli eccessi e storture che si vengono a creare in periodi di forte espansione.

Un articolo di Business Insider prova a riassumere alcune delle anomalie che possono venirsi a creare in fasi di crescita spinte:

  • Le strutture sclerotiche del mercato del lavoro vengono distrutte e il costo del lavoro diminuisce
  • Aumentano produttività e competitività
  • Le allocazioni errate vengono corrette e gli investimenti non redditizi abbandonati, cancellati o liquidati
  • La cattiva gestione dell’economia da parte del governo è esposta
  • Gli investitori e gli imprenditori che si stavano assumendo rischi troppo grandi subiscono perdite e i prezzi si adeguano per riflettere le preferenze dei consumatori
  • Le recessioni consentono anche una ristrutturazione dei processi produttivi
  • Al termine del processo correttivo, le basi per una ripresa della ripresa sono più stabili e sane

I governi centrali cercano in tutti i modi di evitare recessioni e crisi economiche. Ciò facendo mette in atto politiche monetarie fortemente espansive: vedi i tassi di interesse ormai ai minimi termini.

Interenti del governo USA per evitare recessioni
Interenti del governo USA per evitare recessioni

Riprendendo l’articolo di Zero Hedge, dal 2008 il governo americano e, a ruota, tutti i governi europei hanno avviato un forte processo di salvataggio di società che altrimenti sarebbero fallite. Molte di queste sarebbero fallire semplicemente perchè non erano e non sono più competitive sul mercato.

Siamo di nuovo all’esempio fatto nell’introduzione. Il governo e le banche centrali hanno continuato a spegnere gli incendi non dando modo al mercato di effettuare una dolorosa quanto necessaria pulizia. Non abbiamo avuto modo di far avviare qualcosa di simile al ciclo evolutivo di Darwin legato alla natura.

“Le aziende zombie sono meno produttive e la loro esistenza riduce gli investimenti e l’occupazione nelle aziende più produttive. In breve, un effetto collaterale delle banche centrali che mantengono bassi i tassi per lungo tempo è quello di mantenere in vita le imprese improduttive. In definitiva, ciò riduce il tasso di crescita di lungo periodo dell’economia”.

Aumento di aziende zombie
Aumento di aziende zombie

La scuola Austriaca

Tutto questo discorso trova terreno fertile come già citato sopra dalla cosìdetta Scuola Austriaca.

Ma qual è una conseguenza di questa Teoria?

Partiamo da quella che è la normalità:

  • Se le persone risparmiano le banche hanno tanti soldi a disposizione. Queste cercheranno di far fruttare questi soldi dandoli in prestito. L’elevata offerta farà in modo di migliorare le condizioni per i richiedenti di un presitito tramite dei bassi interessi
  • Viceversa, se le persone spendono avranno meno soldi in banca causando l’esatto opposto

Quindi, secondo questo fenomeno, nel primo caso avremo che le aziende sono orientate a pensare sul lungo termine: non hanno alta richiesta di prodotti nel breve termine (le persone stanno risparmiando) e hanno la possibilità di prendere soldi in prestito con bassi tassi. Tutte le loro risorse si concentreranno su investimenti legati al futuro quando le persone, con maggiori capitali a disposizione, saranno più disposte a spendere.

Se le banche centrali alterano il normale andamento dei tassi di interesse ecco che questo ciclo non fluisce in modo sincrono.

Succederà quindi che le banche centrali abbasano i tassi di interesse spingendo le aziende a investire per il futuro

D’altra parte i bassi interessi non sono legati a una spinta legata al risparmio da parte dei consumatori. Questi continueranno i loro acquisti in modo continuativo anzi, tenderanno a prendere in prestito soldi dati i bassi interessi.

Avremo quindi questo scenario.

Le aziende impiegheranno le proprie risorse contemporaneamente per sfruttare i bisogni del breve e del lungo termine.

Questo sul lungo andare creerà un cortocircuito con le aziende che non avranno sufficienti risorse per soddisfare entrambi i bisogni

Potrebbe succedere, ad esempio, che le aziende impegnate in una visione a lungo termine soffrano di una carenze di risorse o di manodopera. Questo perchè altri si concentreranno sul breve termine.

L’aumento dei costi li spingerà a richiedere sempre maggiori prestiti alla banche il che, alla lunga, causerà un aumento dei tassi di interesse. Con l’aumento dei tassi aumenteranno le difficoltà di ottenere nuovo credito spingendo le aziende ad abbandonare i loro futuri progetti o, nel peggiore dei casi, a fallire.

Parallelamente anche il consumatore avrà maggiore difficoltà ad ottenere credito dalle banche ma, allo stesso tempo, subirà un rialzo dei prezzi.

Tutto ciò crea come detto un corto circuito che si tramuteà di disoccupazione e chiusura di molte attività.

In conclusione

Tutto ciò potrebbe descrivere bene quello che stiamo vivendo ora

Riprendendo ancora una volta i punti di Zero Hedge, lo scenario che stiamo vivendo è di:

  • Debito in eccesso
  • Alte valutazioni del mercato azionario
  • Autocompiacimento degli investitori
  • Fragilità del sistema finanziario
  • Basi economiche deboli
  • Diminuzione della velocità monetaria
  • Bassi tassi di interesse che scoraggiano l’attività produttiva Product
  • Liquidità finanziaria necessaria per mantenere elevati i prezzi delle attività

Il tentativo da parte dei governi di effettuare operazioni per evitare crisi economiche e recessioni potrebbe innescare situazioni future ancora peggiori. Riprendendo l’esempio degli incendi, potremmo avere incendi più frequenti e di maggiore portata.

Talvolta, un processo di evoluzione delle aziende può mettere le basi per un futuro migliore. Io vengo da un posto turistico e ho in mente questo scenario. Prima del Covid si era visto un numero mai visto di turisti. Questo ha fatto in modo che nascessero nuove attività legate alla ricezione, attività più o meno di qualità. A Marzo 2020 tutto è cambiato, si è avuto un azzeramento del turismo che nessuno avrebbe mi potuto immaginarsi.

L’estate del 2020 ha visto i primi turisti riaffacciarsi nel nostro paese. Ora, questo numero minore di turisti si è rivolto a una grande offerta nata in era pre covid. Prima avrebbero dovuto accontentarsi di ciò che era libero ora, invece, hanno potuto scegliere. E hanno scelto i prodotti di qualità migliore. Questo ha fatto si che le offerte scadenti hanno sofferto maggiormente e alcune hanno cessato di esistere.

Quello che potremo avere, quindi, è una maggiore qualità di offerta turistica per il prossimo futuro che potrebbe portare nuova spinta al turismo.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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