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il tempo per sé: come si fa a prendersi cura di se stessi?

Trovare il tempo per sé stessi è una parte importante nella nostra quotidianità.

Coinvolti nella spirale di lavoro, casa, commissioni, figli, riuscire a ritagliarsi degli spazi per se stessi è un obiettivo vitale per non perdere il contatto con il nostro io e le nostre passioni.

Eppure è un obiettivo a cui raramente lavoriamo con sufficiente dedizione, e tipicamente lo facciamo quando siamo sottoposti a una condizione di stress.

Dovremmo invece imporci di trovare del tempo per noi stessi perdue motivi:

  • tornare a stare bene
  • capire SE stiamo bene

Spesso ci raccontiamo di non avere tempo, ma accade o che lo gestiamo male, o che non vogliamo inconsciamente trovarlo per non costringerci a pensare e ad analizzare la nostra condizione.

Abbiamo paura di avere tempo per chiederci se vada tutto bene

La parte iniziale della pandemia ci ha costretto ad avere teoricamente e praticamente più tempo a disposizione, ma che non necessariamente abbiamo dedicato a noi stessi, quanto piuttosto al distrarci.

Cerchiamo di capire il perché e come trovare il modo (e ritrovare la voglia) di stare con noi stessi.

tempo per se: 3 metodi efficaci per ritrovarlo
Tempo per sé: come ritrovarlo

L’importanza del tempo per sé

La maggior parte delle nostre vite è scandita dal lavoro e, a meno che non siamo dei liberi professionisti che abbiano fatto della loro passione un’occupazione, il lavoro non è mai il nostro primo desiderio.

Possiamo decidere di renderlo una priorità, ma raramente sarà il motivo per cui ci svegliamo entusiasti al mattino.

Passare un terzo della nostra vita al lavoro, in un luogo in cui la nostra professionalità e il rapporto con i colleghi vengono prima delle nostre passioni e interessi, sicuramente ci allontana dall’obiettivo. Ma non è una giustificazione sufficiente.

Trovare tempo per noi stessi è una scelta, e non trovarlo è una scusa per non doverci guardare allo specchio e riflettere su situazioni che – sappiamo bene – vogliamo eludere accuratamente.

Non abbiamo tempo per noi o non vogliamo trovarlo?

Dedicare del tempo a noi stessi non è banale perchè significa esser disposti a mettersi in discussione, talvolta con le persone che vivono con noi.

Vivere in balìa della giornata lasciandosi travolgere dagli impegni è un modo per non riflettere su decisioni importanti.

Decisioni che potrebbero includere la situazione stessa per cui siamo così impegnati: abbiamo un lavoro che ci assorbe 12 ore al giorno già da qualche anno?

Beh, probabilmente fermarsi 10 minuti a riflettere per quanto ancora far andare avanti questa situazione potrebbe essere più produttivo che continuare inesorabilmente a “fare”.

Questa condizione di moto perpetuo perenne è stata identificata come bias di attività.

Ossia – in termini riduttivi – quando dobbiamo “fare e basta”, non importa cosa, ma dobbiamo “fare”.

Il che è buono se si tratta di studiare per un esame o esercitarsi per un test scritto, ma non aiuta nel rispondere alla domanda più ad alto livello:

E’ proprio questo che vuoi studiare e che ti auguri di fare nella vita?

Il tempo per se e L’illusione del “non appena finisco”

Un’altra cattiva abitudine da cui io stessa fatico a staccarmi è il rimandare il momento in cui avere tempo per sé “non appena finisco“: non appena finisco questo progetto al lavoro, non appena finiscono le vacanze, non appena finisco quest’altra attività.

Questa abitudine la applichiamo a tantissimi aspetti della vita, oltre che alla ricerca del tempo per noi.

“Non appena finisco questa cosa, allora inizierò a pensarci/cercare lavoro/lavorare meno/farmi una famiglia/etc.”

E’ vero che trovare tempo per sé è un’attività a tutti gli effetti, e che non dobbiamo iniziare troppe attività tutte insieme.

Si tratta però di un’attività benefica di un livello superiore alle altre perchè ci consente di riflettere sulla gestione delle attività stesse: ne stiamo facendo troppe?
Le stiamo portando avanti bene, o sarebbe meglio ridurne il numero in favore della qualità?

Come trovare tempo per sé: 3 consigli pratici

Lo sappiamo: tutti abbiamo degli impegni e dedicare anche mezz’ora al giorno a sé stessi è difficile.

Sappiamo anche che quella appena detta è una scusa.

Il problema non è la mancanza di tempo, ma imparare a recuperare quello che perdiamo.

In cosa lo perdiamo?

Primo: i social

Ormai quando non vogliamo pensare prendiamo il cellulare e scorriamo in maniera inesorabile Facebook o Instagram come panacea.

La soluzione più classica sarebbe cancellare le applicazioni dal nostro cellulare, cossichè per visitarle dobbiamo andare su una pagina web ed è più macchinoso dell’aprire l’app con un tocco.

***SPOILER***: io lo faccio e funziona davvero! ho ridotto del 70% il tempo che passavo su Facebook!

Per esperienza personale funziona: l’unico rischio è di spostare l’attenzione su altri social, come ad esempio LinkedIn. Certo, i contenuti almeno sono di livello un po’ più professionale, ma l’entità del nostro gesto non cambia.

Li scorriamo per distrarci.

Secondo: le preoccupazioni

Quando qualcosa ci preoccupa non riusciamo a focalizzarci su noi stessi, i pensieri vanno inevitabilemente lì.

E’ però in questi momenti che dobbiamo sollecitare il nostro “sistema 2” (il nostro io razionale, che si contrappone al sistema 1, l’io intuitivo, come insegna “Pensieri lenti e veloci” di Kahneman) imponendoci di dedicarci a noi stessi.

Un modo facile per farlo è andare in un luogo nuovo: non necessariamente in un’alta città o Paese (magari!), ma semplicemente in un luogo in cui non ci siano àncore, nulla che ci colleghi direttamente alle nostre preoccupazioni.

Ci aiuterà a guardare le cose con distacco e a privilegiare l’oggettività.

Terzo: attività che non danno beneficio

Come ci insegna il principio di Pareto, qualsiasi cosa noi facciamo, l’80% dei risultati deriva dal 20% del tempo impiegato, in ogni ambito.

Cosa significa?

Che fatto 100 un risultato, la maggior parte di esso deriva da una minima parte delle energie che spendiamo.

Ad esempio, negli investimenti, tipicamente l’80% dei guadagni deriva dal 20% degli investimenti. In pratica la maggior parte degli investimenti (il restante 80%) concorre pochissimo ai guadagni.

Dovremmo identificare quelle attività che impegnano tempo nella giornata senza darci reali benefici e tagliarle via.

Come fare la spesa una volta a settimana anziché tutti i giorni, o rendere più efficace il piano di pulizie settimanali.

Ed ecco che, minuto per minuto, iniziamo a recuperare il tempo per noi stessi.

Come ritagliarsi tempo per se

Eliminate le tre perdite di tempo di cui sopra, vedrete che il tempo a nostra disposizione risulterà subito maggiore.

L’importante è non far entrare in azione la legge di Parkinson che dice che

Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo che abbiamo a disposizione per compierlo

Legge di Parkinson

Ossia: non lasciaamo che lavori o attività che ora riusciamo a fare in un determinato tempo si allarghino fino ad occupare tutto il desta tempo recuperato!

Impieghiamo questo tempo per dedicarlo a nuove attività che sentiamo ci potranno piacere, arricchire o semplicemente divertire.

Se vuoi approfondire gli effetti della legge di Parkinson sul tuo lavoro leggi questo articolo:

legge di parkinson per gestire il tempo guidaglinvestimenti.it

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Marta Cavaliere

Ingegnere fuori e inseguitrice di farfalle dentro, appassionata di crescita personale, fotografia e viaggi. Credo nell'importanza di conoscere la finanza personale per diventare responsabili del nostro futuro, e nel miglioramento continuo sia personale che professionale. Instancabile procrastinatrice, mi occupo delle sezioni Crescita e Risparmio del blog guidaglinvestimenti.it

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