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La Teoria del Caos ci insegna come investire

La teoria del caos fu un’intuizione del meteorologo Edward Lorenz.

Lorenz nel 1961 stava lavorando a un modello che permettesse di avere previsioni meteo molto più accurate di quelle finora avute. Nella fase di validazione del modello si accorse che variando il numero di cifre decimale degli input (da 3 a 6 cifre decimali) i risultati che ottenne furono completamente stravolti.

Insignificanti variazioni di input come la velocità del tempo e temperatura possono propagarsi nel tempo creando degli scenari completamente diversi.

Questo tipo di fenomeno è anche conosciuto come butterfly effect: un battito d’ali di una farfalla può modificare le condizioni al contorno al punto da far innescare un uragano nella parte opposta del pianeta.

Ovviamente questo è solo un esempio ma che ben spiega il concetto di Lorenz: fattori apparentemente insignificanti possono propagarsi e avere un effetto enorme sull’ouput complessivo che si sta osservando. Fattori che inizialmente potevano essere anche non direttamente correlati.

Questa teoria può essere applicata a molti ambiti come i mercati finanziari.

farfalle che volano come butterfly effect teoria del caos guidaglinvestimenti.it

La teoria del caos nei mercati finanziari

Esistono e scuole grandi scuole di pensiero nella finanza:

  • Secondo una scuola di pensiero i mercati sono efficienti al 100% e completamente imprevedibili
  • Secondo l’altra scuola di pensiero i mercati sono in parte prevedibili, questo spiegherebbe perché investitori come Warren Buffett riescono costantemente a battere il mercato

Quello che succede, in realtà, è che i mercati hanno comportamenti sia prevedibili che caotici.

Ritorniamo all’esempio del meteo. Sappiamo che le previsioni sono ragionevolmente accurate se considerate entro un breve arco temporale. Una previsione fatta da qui a un mese sarebbe soggetta a grosse incertezze: una piccola perturbazione potrebbe sconvolgere l’equilibrio in atto e trasformare una serie di giornate soleggiate in una forte tempesta.

Nei mercati finanziari avviene qualcosa di simile.

Avremo quindi una serie di giornate positive fatta di rialzi dei mercati che spesso porteranno a bolle speculative, così come avremo una serie di giornate negative fatte di continui ribassi che porteranno poi a riprese economiche.

Nelle giornate positive verranno messe in risalto tutte le notizie positive mentre quelle negative verranno spesso ignorate. Nelle giornate negative avverrà l’esatto opposto.

Prevedere cosa succederà nel mercato nel medio breve/medio periodo è praticamente impossibile. Esistono troppe variabili anche apparentemente scollegate da loro che possono alterare in maniera significativa un precedente equilibrio.

Un pò è quello che Nassim Taleb prova a spiegare con il concetto dei Cigni Neri.

I suoi cigni neri sono eventi che non possono essere previsti studiando il passato. Questo perchè nei nostri modelli statistici non usiamo mai le code della Gaussiana: ipotizziamo, cioè, che il mondo si comporti sempre secondo quelle che sono le medie storiche senza considerare quegli eventi che lo hanno cambiato profondamente.

Tutto ciò porta a sostenere che il prezzo di un’azione (o di qualsiasi altro asset) sia l’ultima cosa a cambiare: il prezzo, quindi, non riflette il reale valore di quel particolare bene.

Gli investitori sono così ignari di tutte le variabili in gioco e possono solo in parte anticipare i movimenti del mercati.

Avremmo potuto prevedere il crollo finanziario del 2008 come ha fatto Michael Burry. Ma come avremo potuto prevedere il Covid?

Uno dei parametri fondamentali che influenzano il mercato, sopratutto nel breve termine, è la psiche umana. Come possiamo fare modelli statici che prevedono qualcosa di così imprevedibile?

La teoria del caos ci porta a una semplice conclusione. Per il risparmiatore comune è inutile provare a fare scelte di timing per acquistare o vendere nel momento giusto. Il momento giusto per acquistare è oggi mentre il momento giusto per vendere è mai.

Nel mezzo ci sono varie operazioni di ribilanciamento del proprio portafoglio che permettono di tenere sottocontrollo il rischio in base alle nuove esigenze che si sono venute a creare: l’età ad esempio.

Sappiamo che sul lungo termine (10-15 anni) il mercato cresce sempre perchè l’uomo per sua natura è portato ad evolversi e migliorare. Dobbiamo quindi pensare a investimenti di lungo termine e diversificati che ci permettono di assecondare le nostre esigenze per qualsiasi evenienza.

Solo perchè non possiamo sapere in anticipo quando ci sarà il prossimo crollo non vuol dire, quindi, che non dobbiamo investire. I mercati hanno una certa coerenza nel lungo termine: aziende con forti fondamentali e solide tenderanno ad avere prezzi adeguati nel lungo termine.

Butterfly Effect

Abbiamo detto che una delle evoluzioni della teoria del caos è il butterfly effect: il battito d’ali di una farfalla è in grado di provocare un uragano in un’altra parte del mondo.

Potremmo considerare la stessa cosa per gli investimenti e, in linea generale, per ogni nostro comportamento.

Ogni nostra azione, ogni euro investito ha un impatto nel mondo che può propagarsi e amplificarsi in modi che non possiamo neanche immaginare. Basti pensare a quello che Greta Thumberg è stato in grado di fare.

Dobbiamo quindi essere consapevoli dell’impatto che le nostre decisioni possono avere nel mondo: nel bene e nel male. Dovremmo, quindi, investire in modo consapevole e responsabile in modo da avere una certa coerenza tra investimenti e ideali.

L’idea di Investing with Impact, come la definisce Morgan Stanley, è caratterizzata da due obiettivi principali:

  • Un obiettivo finanziario del singolo
  • Un obiettivo sociale e/o ambientali della collettività

Questa nuova sensibilità si trasforma poi nel successo di nuovi tipi di investimenti legati al bene della collettività.

In conclusione

Secondo la teoria del caos, quindi, nel breve/medio termine è impossibile prevedere i mercati così come è impossibile prevedere il meteo da qui a un mese.

Esistono delle varibili infinitesimali e a prima vista del tutto ininfluenti che possono propagarsi nel tempo e cambiare lo status quo.

Quello che sappiamo è che i mercati hanno una certa coerenza sul lungo termine che ci porta a due considerazioni per sfruttare questo caos:

  • Il momento migliore per investire è oggi
  • Il momento migliore per vendere è mai

Tutto ciò ovviamente è un’estremizzazione ma credo che ci possa aiutare a capire come muoversi negli investimenti.

Inoltre, credo sia importante capire che ogni nostra piccola azione potrà propagarsi nel tempo e avere conseguenze inimmaginabili. Per questo motivo è bene sapere che ogni nostro singolo euro investito ha un impatto sulla collettività che potrà essere più o meno grande. Proprio come il butterfly effect.

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Francesco Barba

Ingegnere e sommelier, fiero sorrentino appassionato di finanza personale e ottime bottiglie. Scrivo di finanza personale e risparmio sul blog di cui sono co-founder guidaglinvestimenti.it

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